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Mammagialla - Una decina gli avvisi di garanzia inviati a personale sanitario di Mammagialla e di Belcolle, nonché ai vertici del carcere - Il pm chiede l'archiviazione, ma il gip si riserva

Detenuto del 41-bis muore per un tumore non diagnosticato

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co) – Detenuto del 41-bis muore per un tumore non diagnosticato, una decina gli avvisi di garanzia inviati a vario titolo a personale sanitario del carcere di Mammagialla e di Belcolle, nonché ai vertici dell’istituto penitenziario sulla Teverina.

Vittima uno dei reclusi sottoposti al regime di carcere duro, il cosiddetto “41-bis”, previsto per chi commette reati di mafia. Attualmente sono 22 le carceri italiane, tra cui il penitenziario viterbese, che ospitano detenuti sottoposti a questo particolare regime. Il totale dei detenuti, invece, a livello nazionale, ammonta a più di 55mila unità.

Sul caso la procura della repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo che per gli indagati potrebbe ancora sfociare in un processo per omicidio colposo, anche se ieri mattina il sostituto procuratore Stefano D’Arma ha ribadito la richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni. Il gup, al riguardo, si è riservata, rinviando la decisione. 

Tornerà invece in aula nelle prossime settimane il processo per la morte dell’ex brigatista 59enne Luigi Fallico, deceduto di infarto nel sonno nella sua cella del carcere Mammagialla il 24 maggio 2011. Devono rispondere di omicidio colposo i due medici che l’avevano visitato una settimana prima. Responsabile civile la Asl, parti civili le sorelle. 

Fallico era stato arrestato nel 2009 per terrorismo e banda armata nell’ambito dell’inchiesta sul presunto attentato progettato alla Maddalena, dove si sarebbe dovuto tenere il G8 spostato all’Aquila. Da dimostrare il nesso tra la morte e il malore del 17 maggio, quando Fallico, giunto in infermeria con 110 di minima e 190 di massima, sarebbe stato rimandato in cella con un diuretico e un’aspirina, fissando al 25 maggio una visita cardiologica, senza nemmeno un elettrocardiogramma. Il 19 maggio, però, per Fallico ci fu un altro evento potenzialmente stressante, il trasferimento a Roma per il processo in corte d’assise. 


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7 ottobre, 2017

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