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Viterbo - Piergiorgio Medori (Pd) a sostegno del segretario Andrea Egidi

“Due candidature non significano spaccature, divisioni o rotture”

Piergiorgio Medori

Piergiorgio Medori

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con l’avvio del Congresso alcuni hanno provato ad impostare la discussione (tutta interna) sul “chi sta con chi” poi, alla conferenza stampa di presentazione della sua candidatura, Egidi ha dichiarato che su questo tema degli accordi interni ci avrebbe scritto un libro (leggi spartizioni passate su candidature) e di punto in bianco il dibattito su questo si è affievolito.

Ora il tema, sempre secondo alcuni, è che Egidi divide. Bene, dove? Come? Perché?
La mia breve esperienza non mi porta a fare valutazioni complesse ma una semplice osservazione. Cosa si intende per “divisione del gruppo dirigente”?

Personalmente credo che una divisione ci sia stata ed è quella che ha portato alcuni di noi – dopo aver sostenuto con convinzione il governo dei 1000 giorni, la leadership di Renzi e dopo essersi battuto per il Si al Referendum, ha deciso di promuovere nella Tuscia la candidatura di Orlando.

Non mi permetto certo di contestare la legittimità della scelta ma, in politica come nella vita, le scelte producono conseguenze.
In quelle settimane noi, coerenti con il sostegno a Renzi, non ci siamo imbattuti in una polemica “contro” chi decise di cambiare idea, non capisco perché oggi si promuove un dibattito di questo tipo.

Inutile nascondere che siamo alla vigilia di un congresso delicato che eleggerà la classe dirigente che avrà anche il compito – cruciale -di selezionare i candidati per le prossime elezioni regionali e politiche.

Allora la domanda è d’obbligo: ma non è che esistono due candidature perché a prescindere qualcuno pensa che in panchina ci siano sempre gli stessi?

Mi spiego meglio. È lesa maestà affermare che dopo anni di lavoro un’esperienza politica abbia l’ambizione di provarci? E che questo sia in linea con il progetto di Partito che ha in mente Renzi?

Questo aspetto lo ritengo determinante.

Due candidature non significano spaccature, divisioni o rotture ma chiarezza nella linea politica, sono solo la dimostrazione che esistono una pluralità di punti di vista e che il Pd è contendibile davvero nella trasparenza e nella chiarezza. Non è guerra, non si vuole spaccare, ci si vuole liberamente confrontare.

Andrea Egidi, che sostengo, è il segretario uscente che ha diretto il Pd unitariamente pur avendo all’interno diverse sensibilità raggiungendo risultati importanti.

Tuttavia la segreteria di questi anni pur essendo “unitaria” ha vissuto fortissime tensioni e lunghi momenti di divisione.
Altra domanda: è possibile che ciò sia avvenuto perché quella esperienza era figlia di un falso unanimismo?

A conferma della chiarezza di una posizione molti di noi sostengono Egidi con una propria lista (in Cammino) non supportata da parlamentari o consiglieri regionali. Sì, forse siamo un po’ folli perché ci battiamo con un gruppo composto solo da militanti come noi quelli che danno l’anima per le campagne elettorali, quelli che incontri alle feste dell’unità, quelli da banchetto e volantinaggio. Quelli che non devono rendere conto a nessuno. Quelli che credono nell’armonia delle diversità e che vedono nella pluralità delle candidature un momento di confronto, arricchimento e crescita per il partito.

Anche stavolta, così come per Renzi, ci siamo: con le nostre diversità e convinzioni, con il coraggio di chi ci mette la faccia, per Egidi segretario.

Piergiorgio Medori

11 ottobre, 2017

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