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Cultura - A "Viterbium in Musica - I concerti celebrativi del giubileo straordinario della diocesi di Viterbo" prima esecuzione mondiale della composizione

Il duo Sabatini esegue “Vita e miracoli di S. Rosa da Viterbo”

Raffaella e Daniela Sabatini

Raffaella e Daniela Sabatini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo il grande successo del concerto inaugurale con la prima esecuzione mondiale dell’ampia composizione “La Madonna della Quercia ed il Patto dì Amore”, sabato 14 ottobre alle 21,15 a Viterbo alla sala “Mendel” del Convento della SS. Trinità dei Padri Agostiniani (Piazza della Trinità, 8) “Viterbium in Musica” e le sue ideatrici, le sorelle musiciste e Terziarie francescane Daniela e Raffaella Sabatini con il loro Duo “Ut Unum sint-Strumenti di Pace” rendono in questo secondo evento a ingresso libero e gratuito della serie de “I Concerti Celebrativi per il Giubileo Straordinario della Diocesi di Viterbo”.

Un omaggio musicale a S. Rosa da Viterbo, Patrona della Gioventù francescana e del Terz’ Ordine femminile francescano oltre che Patrona della città e Compatrona della Diocesi con un’ altra prima esecuzione mondiale di un nuovo ampio affresco musicale composto da Daniela Sabatini : “Vita e miracoli di S. Rosa da Viterbo”.

La composizione, eseguita dalle stesse sorelle Sabatini, Daniela al pianoforte e Raffaella al violino, è inoltre dedicata ai loro genitori
Sergio e Giuseppina Sabatini, il cui primo incontro, avvenuto 65 anni fa ed il successivo matrimonio celebrato esattamente 2 anni dopo,
avvennero proprio il 4 settembre nel giorno della Festa di S. Rosa da Viterbo, ed integra una precedente composizione per pianoforte di
Daniela Sabatini intitolata “La Leggenda di S. Rosa da Viterbo” dedicata al “Papa pianista” Benedetto XVI e donataGli in occasione
della sua Visita Pastorale a Viterbo il 6 settembre 2009.

Entrambe le composizioni, ispirate alle Vite prima e seconda di S. Rosa da Viterbo, sono esempi stilistici del “francescanesimo
musicale”, stlile compositivo ideato da Daniela Sabatini caratterizzato da un’ assoluta essenzialità e da stilemi modali di matrice medievale, particolarmente nei vari riferimenti ciclici alla nota Lauda “Sia laudato San Francesco”, richiamandosi inoltre in vari
suoi brani con traduzioni musicali di efficace descrittivismo anche a capolavori pittorici conservati a Viterbo,in particolare agli
acquerelli seicenteschi dell’ avo pittore Francesco Sabatini riproducenti i dipinti purtroppo perduti di Benozzo Gozzoli, e ad altre opere d’arte conservate a Viterbo ed anche recentemente riportate alla luce L’ intera composizione culmina con il brano “La Rosa e la Quercia”, in evidente riferimento ad un dipinto del sec. XVII conservato al Santuario della Madonna della Quercia e con l’ Inno “Piccola Rosa” su testo di una poesia ispirata e dedicata alla Santa scritta da Raffaella Sabatini il 4 settembre 2006.

Bruna Cousteau

12 ottobre, 2017

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