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Tribunale - Viterbo - Condannato il gestore, denunciato dagli inquilini per disturbo della quiete pubblica - Dovrà anche risarcire un condomino che ha chiesto i danni

Notti insonni a causa dei frigoriferi di un supermercato

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Marco Ricci

L’avvocato Marco Ricci

Viterbo – Quindici anni di rumori molesti e notti insonni, ma alla fine l’hanno avuta vinta gli inquilini. E’ stato condannato dal giudice Rita Cialoni il gestore di un supermercato del capoluogo, al pianoterra di un palazzo, che dal 2001 fino a ottobre 2015 avrebbe tormentato i residenti col ronzio del gruppo frigo. 

Inutili le proteste dei condomini, fino a quando non sono cominciati a fioccare gli esposti e il gestore non è finito sotto processo per disturbo della quiete pubblica. E con lui due soci, che però sono stati assolti, in quanto non avrebbero avuto alcun ruolo nella diatriba.

Parte civile una delle presunte vittime, il figlio di una coppia che ha ereditato la casa dai genitori, costretti nel frattempo a trasferirsi altrove non sopportando più di sentire quel chiasso. Il giovane, anche lui costretto a rifugiarsi spesso con la moglie nella nuova casa dei genitori, ha chiesto un risarcimento danni di 10mila euro e una provvisionale di 2500 euro.

Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Arpa. La situazione è precipitata nel gennaio 2012, quando il gruppo frigo è stato messo all’esterno. A giugno la richiesta al Comune di installazione temporanea per tre mesi, a causa della calura estiva. Il 3 settembre la rimozione, ma i rumori sarebbero proseguiti fino a novembre, e gli esposti pure, quando un’ulteriore verifica li ha trovati all’interno del punto vendita, ma con rumori sempre oltre la soglia limite.

L’intera vicenda, fin dal 2001, è stata ricostruita in aula dal difensore di parte civile Marco Ricci. “I rumori non sono mai finiti per quindici anni – ha detto – lo stato di alterazione psicofisica del mio assistito è stata confermata anche da un medico, lui e la moglie sono stati costretti più volte a dormire dai genitori, un altro condomino ha detto che tutti nel palazzo li sentivano, ci sono stati esposti su esposti”. 

Il giudice, alla fine, ha condannato il “disturbatore” a risarcire l’unico inquilino che si è costituito parte civile con 1500 euro e anche al pagamento di una multa di 300 euro. Multa che è poca cosa rispetto ai due mesi di reclusione chiesti dal pm. Ma in questo caso la soddisfazione non ha prezzo. A maggior ragione se si considera che la sentenza è arrivata in zona Cesarini. Fra appena un mese il reato sarebbe caduto in prescrizione. Invece è arrivata prima la condanna. 

13 ottobre, 2017

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