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Operazione Deja Vu - Si è aperto ieri a quattro mesi dall'arresto - L'imprenditore è accusato di associazione per delinquere ai fini fiscali

Supercar dall’estero col trucco, processo lampo per Elio Marchetti

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

 
Viterbo - Operazione Déjà vu - Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella - Nel riquadro Elio Marchetti

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella – Nel riquadro Elio Marchetti

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Viterbo  – (sil.co.) – Operazione Deja Vu, processo lampo per Elio Marchetti. Si è aperto ieri a distanza di poco più di quattro mesi dall’arresto del 3 maggio.

Il noto imprenditore viterbese del settore auto, nel frattempo, ha ottenuto di nuovo i domiciliari lo scorso 10 ottobre, dopo un’estate trascorsa nel carcere di Mammagialla. E ieri mattina era in aula. 

A processo davanti al collegio con Elio Marchetti, la dipendente Carla Corbucci e l’imprenditore pugliese Domenico Sordo, titolare dell’agenzia di pratiche auto di Foggia coinvolta nella presunta associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero e rivendute da Marchetti attraverso due società viterbesi, entrambe a lui riconducibili.

Hanno invece preso altre strade gli altri tre indagati, che saranno processati, sempre a Viterbo, ma col rito ordinario, davanti al giudice monocratico, per i soli reati tributari.

Ricorrendo a riti alternativi, si sono liberati dl peso dell’associazione per delinquere Simone Girolami, uno dei due fratelli di Latina titolari di presunte società cartiere, e l’altra dipendente di Marchetti coinvolta nell’inchiesta della procura, Emilia Tiveddu. E’ invece ancora in attesa di essere giudicato con l’abbreviato, sempre per l’articolo 416 del codice penale, il pluripregiudicato foggiano Giuseppe De Lucia, titolare di una società di autotrasporti.

Il processo di ieri si è aperto all’insegna delle questioni preliminari, sulle quali la presidente Silvia Mattei si è riservata, rinviando la decisione al 14 novembre. Il difensore di Sordo, avvocato Francesco Paolo Ferragonio, ha sollevato un’eccezione di compatibilità  territoriale, chiedendo il trasferimento a Foggia del processo. Ma per il pm Fabrizio Tucci l’accordo criminoso nasce a Viterbo e solo successivamente una parte si sviluppa a Foggia. 

Gli avvocati di Marchetti, Marco Valerio Mazzatosta e Roberto Massatani, invece, hanno presentato un’eccezione di  incostituzionalità, sottolineando come, quando è stato emesso il decreto di giudizio immediato, l’imprenditore non potesse accedere al patteggiamento, diritto dell’imputato,  in quanto la presunta evasione fiscale era stata stimata soltanto dalla guardia di finanza, ma non accertata dall’agenzia delle entrate, per cui non avrebbe fatto in tempo a saldare i suoi debiti tributari entro la scadenza dei termini per chiedere il ricorso al rito alternativo. Il pm Tucci, dal canto suo, ha fatto notare al collegio come, in ogni caso, Marchetti non abbia presentato alcuna istanza di patteggiamento.

Qualora una o entrambe le eccezioni venissero accolte, il processo potrebbe fermarsi qui. In caso contrario, fra meno di un mese, si potrebbe avviare il procedimento con la rituale ammissione delle prove. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 ottobre, 2017

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