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Tribunale - Salta l'udienza preliminare - La difesa adesso vuole l'incidente probatorio per altri quattro alunni della scuola media di Bagnoregio

Ragazzino umiliato in classe, sette genitori pronti a difendere la prof

di Silvana Cortignani

Giovanni Labate, avvocato dei genitori dei bambini

L’avvocato Giovanni Labate, difensore dell’insegnante

 

Il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici, in aula per la procura

 

L'avvocato Enrico Valentini

Enrico Valentini, avvocato dei genitori della presunta vittima

Bagnoregio – Professoressa bulla, stop all’udienza preliminare. Avrebbe dovuto celebrarsi ieri davanti al gup Francesco Rigato, ma un colpo di scena della difesa ha bloccato tutto fino al prossimo primo febbraio.

Sette testimoni, tra cui genitori degli alunni, sarebbero pronti a deporre in aula a favore della docente e per questo la difesa chiede ora l’incidente probatorio su quattro studenti minorenni. Per verificare se la loro versione concorda con quella dei sei compagni di classe, tra cui la vittima, le cui deposizioni sono state già cristallizzate. 

Si allungano di conseguenza anche i tempi di un’eventuale processo, qualora la docente dovesse essere rinviata  a giudizio. La professoressa, nel frattempo, accompagnata dal marito, ieri era presente in aula a fianco del difensore. Non c’erano invece i genitori della presunta vittima, l’alunno 14enne che sarebbe stato oggetto di vessazioni, pronti comunque a costituirsi parte civile e rappresentati da un legale.

L’avvocato Giovanni Labate – che assiste la docente della scuola media di Bagnoregio finita nella bufera perché avrebbe maltrattato il ragazzino, troppo vivace, coinvolgendo tutta la classe – ha tirato fuori a sorpresa le deposizioni di sette testimoni che difenderebbero l’insegnante 59enne, originaria di Castel Giorgio, sospesa a tempo di record nella primavera del 2016 dopo la denuncia dei genitori dell’alunno. 

Delle indagini difensive né il giudice Rigato, né il pm Franco Pacifici, né il difensore di parte civile Enrico Valentini sarebbero stati a conoscenza, fino al momento in cui l’avvocato Labate non ha prodotto in aula l’esito delle audizioni dei potenziali testimoni che, in caso di rinvio a giudizio, sarebbero pronti a prendere le difese della docente. 

E non finisce qui. Perché, proprio alla luce dell’esito estremamente favorevole delle indagini difensive, il legale è tornato alla carica con la richiesta di ampliare l’incidente probatorio – disposto a suo tempo su richiesta della pm Paola Conti – cristallizzando, oltre alle deposizioni dei sei studenti minorenni presunte parti offese già sentiti, tra cui la presunta vittima, anche quelle di altri quattro compagni di classe, per appurare se le versioni siano concordanti. 

Fatto sta che alla produzione dei documenti e alla richiesta di incidente probatorio bis si sono opposti sia l’avvocato di parte civile Valentini, sia il pm Pacifici, attaccando la produzione a sorpresa di carte mai rivelate prima e del cui contenuto nessuno poteva essere quindi a conoscenza. 

Al giudice Rigato, anche lui ignaro, non è rimasto altro da fare che rinviare la discussione della richiesta di rinvio a giudizio al primo febbraio, riservandosi di decidere se accogliere o meno la richiesta di incidente probatorio a dopo un’attenta lettura dei documenti. Qualora la richiesta venisse accolta, questo significherebbe un ulteriore stop all’udienza preliminare, per dare corso all’audizione dei quattro minori richiesta da Labate. 

Silvana Cortignani

6 ottobre, 2017

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