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Tribunale - L'ex comandante della compagnia dei carabinieri di Tuscania sarà processato a febbraio con un'imprenditrice

Rinviato a giudizio il capitano Cuneo

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Massimo Cuneo, ex comandante dei carabinieri di Tuscania

Massimo Cuneo, ex comandante dei carabinieri di Tuscania

 

Paola Conti

La pm Paola Conti

 

L'avvocato Marco Russo

L’avvocato Marco Russo

Tuscania – Sarà processato a febbraio l’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Tuscania, capitano Massimo Cuneo. Il rinvio a giudizio questo pomeriggio alle 18, dopo due ore di camera di consiglio e quattro ore di discussione.

Un’udienza fiume di sei ore che va ad aggiungersi alle sei ore della settimana scorsa, per un tempo record di dodici ore di udienza preliminare che la dice lunga sulla delicatezza dell’argomento. 

Il gup Savina Poli, sentite le parti in causa, doveva decidere se mettere o meno sotto processo un ufficiale dei carabinieri, fino ai domiciliari scattati per lui l’11 febbraio 2015, al di sopra di ogni sospetto. 

Il capitano Cuneo deve rispondere davanti al collegio di peculato d’uso, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, truffa e falso in concorso. Questi ultimi due reati con l’imprenditrice Marinella Menichetti, per dei lavori di ristrutturazione nella caserma dei carabinieri di Tuscania, di proprietà del Comune, che si sente parte offesa e si è costituito parte civile.

Il giudice, disponendo il rinvio a giudizio per tutti i capi d’imputazione, come chiesto dalla pm Paola Conti, ha letteralmente cancellato una delle telefonate intercettate, intercorsa tra il militare e il suo precedente difensore. Un’intercettazione fuorilegge, per il principio della riservatezza assoluta delle conversazioni tra indagati e difensori, per cui il gup Poli ne ha disposto non solo lo stralcio dal fascicolo, ma la distruzione. 

“La nota positiva che cogliamo da questa udienza – ha commentato a caldo l’avvocato Marco Russo, difensore di Cuneo col collega Pierluigi Mancuso del foro di Roma – è che il gup ha espresso un importante principio di civiltà giuridica ribadendo che i colloqui tra l’indagato e il suo difensore non si possono ascoltare in via preventiva e che non è un problema di utilizzabilità sanzione che non elimina la grave violazione dei diritti dell’indagato. La distruzione dei supporti magnetici in questo è l’unico rimedio esperibile. Tale principio deve essere un monito a che le procure pongano tutte le cautele per evitare in via preventiva tale violazione”. 

“Torneremo a porre tutte le questioni sulle intercettazioni e la misura di custodia cautelare dei domiciliari, sia le prime che la seconda inadeguate rispetto ai reati su cui indagava. Per questo chiederemo la nullità delle intercettazioni”, hanno anticipato. 

Durissimo il difensore della coimputata, avvocato Emilio Lopoi, nei confronti della costituzione di parte civile da parte del Comune, rappresentato dal legale Luca Paoletti: “Per duemila euro di materiali veramente forniti dalla ditta della mia assistita e utilizzati per i lavori nella caserma di proprietà della pubblica amministrazione, che peraltro non poteva non sapere, essendo il direttore dei lavori un funzionario comunale”. 

Cuneo ha lasciato la Tuscia nell’estate 2014 per un incarico al ministero delle politiche agricole. Intercettato per altri motivi, si sarebbe tradito rivelando ad alcune ditte viterbesi – aziende agricole, caseifici e similari – che ci sarebbero stati degli accertamenti, invitando i titolari a mettersi in regola. Motivo per cui è finito indagato, tra le altre cose, per rivelazione di segreto d’ufficio. Il peculato d’uso, invece, è legato ad alcuni viaggi privati, si parla di 5-6 spostamenti, che l’ex comandante avrebbe fatto con la macchina di servizio.

Il processo, che prenderà il via il 13 febbraio, promette di essere avvincente.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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31 ottobre, 2017

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