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Viterbo - Per Arduino Troili (Pd) a Bagnaia la cura del ferro è un sogno, altro che valorizzare il trasporto su rotaia

“Treni desolatamente vuoti e stazione chiusa”

Bagnaia - La stazione

Bagnaia – La stazione

Bagnaia - La stazione

Bagnaia – La stazione

Arduino Troili

Arduino Troili

Bagnaia - La stazione

Bagnaia – La stazione

Bagnaia - La stazione

Bagnaia – La stazione

Bagnaia - La stazione

Bagnaia – La stazione

Viterbo – (g.f.) – “Treni vuoti e stazione chiusa”. Ferrovia a Bagnaia, una desolazione.

Arduino Troili, consigliere comunale Pd non riesce a farsene una ragione. Quando le sbarre del passaggio a livello su viale Fiume si abbassano per far transitare convogli desolatamente deserti, lui alza le braccia al cielo.

La ferrovia è la Roma Nord. Collega Viterbo a Roma, via Civita Castellana. La stessa per la quale la regione adesso sta investendo soldi e ammodernare cinque chilometri. In un tratto parecchio lontano dalla città dei Papi. Come sempre, si parte dalla capitale e dintorni.

“A Bagnaia – spiega Troili – la stazione c’è da sempre e tutti i treni si fermano sia all’andata, sia al ritorno”. E ripartono così come si erano fermati. Senza che nessuno salga o scenda.

Anche se un tempo non era così. “Molti anni fa gli studenti e i cittadini facevano uso del treno – ricorda Troili – adesso nessuno lo prende più e ogni giorno si vedono passare treni completamente vuoti. Alla faccia del parlare di valorizzare il trasporto su ferro. Salvo poi, privilegiare la gomma, generando inevitabili e gravi problemi di traffico e smog”.

Visto che le rotaie ci sono e i convogli passano, perché non investirci, fare in modo che i cittadini usino il treno per spostarsi? Parrebbe una scelta di buonsenso. Eppure non è così. Non dalle parti di Bagnaia, almeno.

Per riuscire a capire che direzione prendere, Troili ha pure provato a contattare il call center Atac, società che gestisce la linea. “Ma l’operatore non sapeva che a Bagnaia ci fosse una stazione – ammette Troili – solo dopo ha fatto la scoperta, chiedendo scusa”.

Non lo sapeva l’operatore e forse non lo sanno molti altri. Visto che è in sostanziale abbandono.

“È sempre chiusa – spiega Troili – i bagni sono inaccessibili e la parte laterale è abbandonata. C’è un addetto, ma non si capisce cosa gli spetti fare, oltre un orto coltivato fuori”.

La linea è tempo di valorizzarla. “Altrimenti – commenta in modo amaro Troili – facciamo prima ad andare a prendere in limousine a casa le poche persone che ancora ne usufruiscono. Di certo spenderemmo di meno”.

18 ottobre, 2017

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