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Bagnaia - Appello di Chiara Frontini (Viterbo 2020): "Degrado e incuria, un gioiello in stato d'abbandono"

“Villa Lante, salviamo il giardino all’italiana”

di Giuseppe Ferlicca
 

Bagnaia - Villa Lante - Chiara Frontini

Bagnaia – Villa Lante – Chiara Frontini

Bagnaia - Villa Lante - Giardino all'italiana nel degrado

Bagnaia – Villa Lante – Giardino all’italiana nel degrado

Bagnaia - Villa Lante - Giardino all'italiana nel degrado

Bagnaia – Villa Lante – Giardino all’italiana nel degrado

Bagnaia - Villa Lante - Una strana scultura

Bagnaia – Villa Lante – Una “strana” scultura

Bagnaia - Villa Lante - Giardino all'italiana nel degrado

Bagnaia – Villa Lante – Giardino all’italiana nel degrado

Bagnaia - Villa Lante - Giardino all'italiana nel degrado

Bagnaia – Villa Lante – Giardino all’italiana nel degrado

Viterbo – Quel che resta del giardino all’italiana.

Villa Lante, passeggiata in un monumento unico, tanto bello quanto trascurato. Tanto decantato nel giorno di visite importanti, del ministro di turno in giù, quanto dimenticato nella restante parte dell’anno (o degli anni).

– Fotocronaca: Villa Lante, giardino all’italiana nell’incuria

A cominciare dal giardino. Fiore (appassito) all’occhiello del monumento. A Chiara Frontini, consigliera comunale Viterbo 2020 bastano pochi passi per rendersi conto di una non proprio verde situazione: “Uno dei principali gioielli di Viterbo e del Lazio – spiega Frontini – è in uno stato d’abbandono.

E parlo della parte più nobile di Villa Lante, il giardino all’italiana. Per visitare il quale si paga un biglietto di cinque euro. Pochi o tanti che siano”.

Siepi ridotte a groviera, prati secchi, fontane pulite a metà, forse per mostrare ai visitatori il prima e il dopo. E ancora ugelli bloccati, da cui l’acqua non esce chissà da quanto tempo, muschio lasciato crescere rigoglioso e transenne a delimitare cantieri dimenticati e che fanno parte ormai del paesaggio.

E poi una strana scultura realizzata in una siepe. Ricorda molto da vicino la forma anatomica di un organo genitale maschile…

Non ci vuole molto per capire che la struttura meriterebbe ben altra attenzione. La consigliera se n’è accorta e non è la sola.

“Mi sono presa la briga d’andare a controllare sui vari siti i commenti dei visitatori – ricorda Frontini – e soprattutto nell’ultimo periodo, sono lusinghieri per il posto che è obiettivamente straordinario, ma sulla manutenzione sono in molti a lamentarsi, facendo abbassare il voto”.

Non è la prima volta che Frontini si occupa della villa. “Ci siamo già stati diverse volte e ci sarebbe molto da dire, ma stavolta l’attenzione è tutta per la manutenzione del verde. Quello che a colpo d’occhio i visitatori vedono”.

Per fortuna i turisti non mancano. Meriterebbero maggiore rispetto. Pure loro, come il giardino.

“C’è una ditta – spiega Frontini – che ha l’incarico della gestione per il verde. Comprende la manutenzione ordinaria e la pulizia delle fontane, il rinverdimento del tappeto erboso. Ma anche la potatura delle siepi.

Non serve un occhio attento per capire come servirebbe ben altro”. Il comune non ha competenza su villa Lante, ma dovrebbe avere voce in capitolo. O almeno, alzarla.

“Non possiamo comunque non agire. Chiediamo al Polo museale del Lazio di conoscere quanti controlli sono stati effettuati sulla manutenzione, c’è un responsabile del procedimento e se sono applicate penali per l’evidente stato di ritardo nei lavori.

Solitamente il grosso degli interventi si fa a fine estate e ormai siamo a metà ottobre. Eventualmente sono state applicate penali come da contratto? Il contratto è annuale e ormai gli interventi dovrebbero essere a buon punto”.

Quello che conta è intervenire. Mostrando vero interesse, non solo a parole. Con più fondi, ad esempio, per garantire un servizio di manutenzione adeguato al valore del monumento. “Lanciamo un appello per salvare il giardino all’italiana – osserva Frontini – al ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini, che più volte è venuto a fare passerelle qui, alla regione.

Prendiamoci cura del giardino. Ma facciamolo sul serio e non a chiacchiere”.

16 ottobre, 2017

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