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L’irriverente - A proposito della tirata di Fioroni contro il vescovo Fumagalli

Benedizione ecclesiastica e immaturità politica di certi cattolici…

di Renzo Trappolini

Giuseppe Fioroni durante l'inaugurazione del circolo del Pd

Giuseppe Fioroni durante l’inaugurazione del circolo del Pd

 

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Il buon Dio, anche senza l’aspersione dell’acqua santa al circolo Pd di Viterbo e pure senza l’autorevole mediazione del suo rappresentante locale, il vescovo Lino, avrà ascoltato la preghiera implicita degli iscritti sia quelli battezzati e praticanti, sia quelli che dichiarano apertamente di non riconoscerlo, come nella tradizione atea marxista.

Si sa infatti che – specialmente da quando ne fa il vicario in terra l’argentino Francesco – lui è un Dio di misericordia, non bada alle forme ma alla sostanza dell’intimo e ai comportamenti di chi lo invoca a parole lasciandolo cercare un po’ di innocuo lavacro benedetto in pubblico.

Certo, cambiano i tempi e, se all’Irriverente è concesso un riferimento personale, la sua memoria di dirigente democristiano e segretario provinciale non contiene ricordo o immagine di sedi dc in provincia benedette finanche da un semplice viceparroco.

Anzi, quelli del partito che si chiamava cristiano e nel cui logo campeggiava la croce costantiniana, auspicio di lunga vittoria elettorale (in hoc signo vinces) ci tenevano alla demarcazione netta dell’evangelico date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio il suo.

Altri tempi, forse, ma coerenti con i fondatori Sturzo e De Gasperi che la Chiesa aveva costretto l’uno all’esilio e l’altro ad abbandonare il parlamento per un posto di oscuro bibliotecario vaticano, sol perché voleva così dimostrare gratitudine all’uomo della provvidenza che con il concordato l’aveva riconosciuta “Stato” e dato anche una barcata di miliardi.

A preti e vescovi veniva chiesto di benedire gagliardetti e labari del Fascio e i più accettavano, concludendo pure la messa domenicale con una speciale preghiera (in latino) per i governanti che, a quel tempo erano semplicemente il Duce .

Qualche vescovo però si opponeva. Come l’arcivescovo di lungo corso Nicola Monterisi che criticava le richieste d’acqua benedetta fatte dai fascisti, notando che il Partito popolare del prete Sturzo (da cui derivò la Dc) non lo aveva mai fatto.

Scrisse infatti nel bollettino della sua diocesi: “La richiesta di alcuni Fasci della benedizione ecclesiastica dimostra superficialità religiosa e immaturità politica di certi cattolici”.

Viene purtroppo in mente quel che disse De Gasperi il 18 giugno del 1945: “Non ci sono uomini di Stato dentro e fuori il partito della grandezza dei problemi che ci stanno di fronte”.
Amen.

Renzo Trappolini


Articoli: Fioroni contro il vescovo, la notizia finisce su Repubblica – Il vescovo non benedice il circolo del Pd, Fioroni: “Non finisce qui…”

26 novembre, 2017

3 Comments »

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  1. 26 novembre 2017 alle 19:10 | - > roby commenta:

    ma andate a lavorare!!!

  2. 26 novembre 2017 alle 18:31 | - > Luna commenta:

    Caro Renzo,
    don Sturzo a breve sarà proclamato Beato, a De Gasperi hanno avviato il processo dì canonizzazione.
    Per Fioroni non so come andrà a finire …

  3. 26 novembre 2017 alle 11:44 | - > Nape commenta:

    Ottima l’iniziativa di Fioroni.
    Sbagliato però il bersaglio.
    La benedizione la dovrebbe implorare per illuminare le menti di quei fenomeni che ha collocato ad amministrarci.
    Sicuramente impresa ardua anche per un alto prelato.

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