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Tribunale - Condannato per le botte alle figlie, esce dal carcere e aggredisce la moglie - Adesso è sotto processo per stalking

Botte e insulti alla ex: “La cagna, la vai a fare un’altra volta”

Viterbo - La procura

Viterbo – Il tribunale

 

L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi

Farnese – (sil.co.) – Alla moglie che lo ha lasciato: “La cagna la vai a fare un’altra volta”. Condannato a fine 2012 a due anni e mezzo per aver pestato e schiavizzato le figliolette di 13 e 14 anni, torna a fare parlare di sé un 41enne di Farnese arrestato nell’agosto di cinque anni fa per un grave caso di maltrattamenti in famiglia.

Uscito dal carcere, avrebbe ripreso a molestare moglie e figlie, fino a quando la donna non ce l’ha fatta più e lo ha denunciato. Era il 20 ottobre 2015 e l’uomo è finito nuovamente sotto processo, stavolta per stalking.

Ieri la prima udienza davanti al giudice Giacomo Autizi, con la drammatica testimonianza della ex moglie che ha raccontato come, dopo il carcere, gli abbia dato un mese di tempo per dimostrare la sua buona volontà nei confronti della famiglia. “Nonostante non potesse vedere né le figlie, né il bambino più piccolo, che oggi ha nove anni, gli ho consentito di venire a vivere in una casa vicina. Diceva che era cambiato. Ma non era cambiato niente”. 

Nell’agosto 2012 fu arrestato perché avrebbe costretto le figlie, oggi entrambe maggiorenni, a badare a un gregge di pecore per tutto il giorno, estate e inverno, costringendole a svegliarsi all’alba e a dedicarsi ai lavori di pastorizia non appena rientrate a casa da scuola. Il padre le avrebbe ripetutamente picchiate, ogni volta con un arnese diverso: cric, martelli, bastoni, chiavi inglesi, anche fino a farle svenire.

Dicendosi pentito, gli fu concesso di patteggiare due anni e mezzo. “Diceva che voleva curarsi, invece il 20 ottobre 2015, dopo che avevo chiesto la separazione, mi ha seguita mentre andavo in auto a prendere il caffè al bar con un’amica, ha spalancato lo sportello e mi ha trascinata fuori per i capelli, poi mi ha detto ‘la cagna, la vai a fare un’altra volta’ e mi ha aggredita. Io allora ho chiamato i carabinieri”. 

L’avrebbe minacciata anche fuori del tribunale. “Mi ha detto ‘ti faccio fuori'”, ha spiegato la donna. Avrebbe picchiato anche i genitori: “Siccome stanno dalla parte mia, ci hanno sempre aiutato e ci sono vicini, ha detto ‘vi faccio fuori tutti e tre’, poi si è avventato contro il padre, gli ha messo le mani addosso davanti a me”.

L’imputato, per i suoi comportamenti, è stato allontanato sia dalla ex moglie, sia dai genitori.  “Dice che è colpa mia se tra noi è finita, che l’ho rovinato”.

Il tribunale per i minori di Roma gli ha sospeso la patria potestà. “Anche io ho avuto limitazioni con i figli, nonostante siano stati sempre con me – ha risposto la presunta vittima al difensore Vincenzo Dionisi, che le ha anche chiesto dove viva oggi l’ex marito – nella casa che gli hanno messo a disposizione i genitori”. 

L’imputato, qualche anno fa, è finito sotto processo anche per incendio colposo con l’accusa di avere appiccato un rogo propagatosi per oltre venti ettari, partito dal suo podere. 

Il processo riprenderà il 15 gennaio, quando saranno sentiti altri testimoni dell’accusa. 

14 novembre, 2017

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