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Comune - Rifiuti - Viterbo 2020 punta il dito contro il contratto di servizio e le criticità

“Differenziata al 65%, un miraggio…”

Chiara Frontini

Chiara Frontini

Maria Chiara Brenciaglia

Maria Chiara Brenciaglia

Viterbo – (g.f.) – Il miraggio della differenziata al 65%, spazzamento stradale discutibile, lavaggio cassonetti, corretta raccolta pannolini.

Nettezza urbana, Viterbo 2020 torna con una serie d’interrogazioni sui disservizi che pesano sui cittadini. “Colpa di un contratto cha ha causato disservizi”. Chiara Frontini è netta. Andrebbe spazzato via.

Lo sarà a breve, visto che è in preparazione il nuovo bando. Tuttavia: “Occorre fare chiarezza, individuare le responsabilità e stimolare la realizzazione dei servizi previsti”. E pure obiettivi da raggiungere. Qualcuno è piuttosto lontano.

“Il raggiungimento della quota del 65% di raccolta differenziata – spiega Frontini – che avremmo dovuto già raggiungere da un anno, facendo risparmiare ai cittadini soldi sulla Tari”. Pure sullo spazzamento, da Viterbo 2020 hanno qualcosa da ridire.

“Vanno rispettati salute dei cittadini e decoro urbano, con uno spazzamento stradale che non sollevi polveri sottili e sia adeguatamente svolto. Poi, l’attivazione della polizza assicurativa per eventuale danno ambientale, verificatosi con l’incendio del giugno scorso all’impianto di trattamento dei rifiuti di Casale Bussi”.

L’elenco è lungo. “Penso – incalza Maria Chiara Brenciaglia – al lavaggio dei cassonetti condominiali dell’organico. In base al contratto a carico della ditta. Invece, da segnalazioni ricevute, non viene svolto. C’è anche il ripristino del servizio di raccolta e smaltimento pile esauste, interrotto da giugno o la pubblicizzazione del servizio domiciliare raccolta pannolini e pannoloni, che invece nel nuovo opuscolo è inserito nell’indifferenziato”.

La raccolta dei problemi è lunga. “Viterbo 2020 – spiega Frontini – s’impegna a fare chiarezza sul servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti, per individuare le responsabilità e stimolare la realizzazione dei servizi previsti”.

Fari puntati sul contratto. “Nel 2014 – ricorda Brenciaglia – a seguito delle nostre segnalazioni e interrogazioni, l’amministrazione richiese a Viterbo Ambiente l’applicazione penali previste dal contratto per i servizi non svolti o svolti male”.

Non si tratta di puntualizzazioni di poco conto. “Tutti i punti sollevati – osserva Frontini – se confermati dagli uffici – implicherebbero l’applicazione delle sanzioni previste dal contratto. Somme non di poco conto.

Cinque euro per abitante nel caso di obiettivi non raggiunti (65% di differenziata), quindi circa 315.000 euro, 100 euro al giorno per ogni cassonetto non lavato e disinfettato, ovvero, 3 anni per diecimila utenze a 100 euro fa circa 1 milione di euro, 200 euro per ogni incompleto spazzamento e duemila per ogni mancata raccolta e trasporto delle pile esauste.

Si comprende l’aspetto economico dell’azione che vogliamo portare avanti, anche se la parte fondamentale è la salute dei cittadini viterbesi”.

14 novembre, 2017

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