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Canepina - L’11 di novembre scorso è stato annunciato a Castelgandolfo l’inizio della causa canonica

“Domenico Mangano, uomo di Dio col maglione rosso…”

Domenico Mangano

Domenico Mangano

Domenico Mangano

Domenico Mangano

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’11 di novembre scorso è stato annunciato a Castelgandolfo l’inizio della causa canonica per il riconoscimento delle virtù di Domenico Mangano, viterbese di adozione.

Spero un giorno di vedere Domenico donato alla Chiesa come ‘Beato’ e ‘Santo’, persona di seguire come coloro che ci fanno capire meglio chi è Gesù. Io ne ho bisogno.

Dipendente dell’Inps, politico, membro dei ‘focolari’, marito e padre, amico di tanti, persona che non morirà mai. Anche se il 22 dicembre del 2001 ci ha lasciati, tristi, ma anche felici di averlo incontrato. Disse alla moglie Pia, prima di chiudere gli occhi: ‘Starò sempre accanto a te’.

In un momento storico delicato, il nostro, dove valori spirituali e politici sopravvivono annacquati, vorrei ricordare una cosa che Domenico disse a un gruppu di giovani alla domanda: cosa intendi per ‘polis’ e ‘politica’?

“Quando vi impegnate per la pace, o in favore dei poveri, voi fate politica. Politica deriva da polis, una comunità che si amministra come se fosse una famiglia, in cui io vivo e contribuisco al suo funzionamento. Così sarà nella polis, dove i miei comportamenti produrranno l’armonia piuttosto che la confusione. Se mi comporterò con le cose pubbliche come mi comporterei con le mie, creerò armonia: pagare il biglietto dell’autobus, mettere il casco andando in motorino, non sporcare i muri con scritte, non gettare carte sulla strada… Aderire alla politica è dunque diventare pienamente cittadini. E a trasmettere anche a tanti altri questa determinazione: come? Non solo amando le cose materiali della mia città, gli alberi, la scuola, la strada, ma amando le persone che vi vivono: il tranviere, il professore perché istruisce e forma nuovi cittadini, gli anziani seduti sulle panchine, il meccanico, il poliziotto…”.

E un amico comune che nuota la sua vita in acque per me ‘non diverse’ ha scritto questo commento a una mia comunicazione: “Come sai l’ho conosciuto e frequentato per molti anni quando ero giovane. E’ vero, era un uomo molto “umano”, forse speciale (soprattutto dati i tempi) di sicuro profondamente credente e spirituale. Con lui ho vissuto esperienze umane molto profonde, sia in Azione Cattolica, che nel Movimento Studentesco (…) E’ la persona che, unica volta nella mia vita di elettore, senza chiedermelo m’ha fatto votare per la Dc. Poi le nostre strade si sono separate, io ho smesso di credere, lui ha continuato ad essere quello ch’era: una gran brava persona, che non ho mai smesso di rispettare e stimare (…). Come puoi immaginare, sono il meno indicato a parlare di “santità”: per me è cosa senza senso e sono pure convinto che lui per primo, Domenico, avrebbe sorriso con umiltà ed ironia all’idea di una siffatta “proposta”.

Domenico era quello che era, fino in fondo, e non rincorreva di certo proclami e notorietà”. Hai ragione caro amico nel cammino della vita. Lui, Domenico sta sicuramente sorridendo.

Lui era lui. Ma noi, io almeno, abbiamo bisogno di vedere incarnato, in certe persone, il cammino che stiamo cercando.

Organizzerò qualcosa a Canepina, terra natale della moglie Pia. E ve lo farò sapere.

Don Gianni Carparelli

19 novembre, 2017

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