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Operazione Déjà vu - I giudici hanno revocato i domiciliari all'imprenditore viterbese

Giro di auto dall’estero, Elio Marchetti torna in libertà

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria

Viterbo – Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella

Viterbo – Operazione Déjà Vu, Elio Marchetti torna in libertà. Dopo che il collegio dei giudici, davanti al quel deve rispondere di un presunto giro di auto importate dall’estero, ha sciolto la riserva sulla richiesta di revoca dei domiciliari presentata dalla difesa.

Ieri la decisioni dei giudici, dopo che il pubblico ministero Fabrizio Tucci ha espresso il suo parere.

I legali dell’imprenditore viterbese, gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Roberto Massatani, nell’avanzare la richiesta avevano sottolineato che “Marchetti è agli arresti da sei mesi e mezzo, due dei quali trascorsi in carcere per la sola violazione delle prescrizioni. Da un mese e dieci giorni si trova ai domiciliari quando, a processo iniziato, l’unico rischio è la reiterazione del reato. Ma i reati contestati risalgono ormai a un paio di anni fa e le due società coinvolte, nel frattempo, sono state smantellate e non hanno più l’autorizzazione a importare auto dall’estero. Idem le due società precedenti, una delle quali è in liquidazione. Per cui è solo un’ipotesi astratta il fatto che potrebbe tornare in libertà e trovare altre società cartiera”.

L’imprenditore del settore auto era stato arrestato il 3 maggio scorso con altri cinque complici del presunto sodalizio criminale, con l’accusa di associazione per delinquere in concorso finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero. E, grazie al “trucco”, rivendute a prezzi imbattibili da due società viterbesi a lui riconducibili.

Con Marchetti sono imputati la dipendente Carla Corbucci e l’imprenditore pugliese Domenico Sordo, titolare dell’agenzia di pratiche auto di Foggia coinvolta nell’inchiesta. Hanno invece preso altre strade gli altri tre indagati, che saranno processati, sempre a Viterbo, ma col rito ordinario, davanti al giudice monocratico, per i soli reati tributari, dopo essersi liberati del peso dell’associazione per delinquere ricorrendo a riti alternativi. Sono Simone Girolami, uno dei due fratelli di Latina titolari di presunte società cartiere, il pluripregiudicato foggiano Giuseppe De Lucia, titolare di una società di autotrasporti in Puglia e l’altra dipendente di Marchetti coinvolta nell’inchiesta della procura, Emilia Tiveddu.


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18 novembre, 2017

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