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Viterbo - Politica - Umberto Ciucciarelli (Unione della Tuscia) precisa la posizione del suo movimento nel dibattito del centrodestra ed esclude qualsiasi rapporto con Rossi & c.

“Mai un’alleanza con chi ha governato con Michelini”

di Paola Pierdomenico

Umberto Ciucciarelli

Umberto Ciucciarelli

Viterbo – “Mai un’alleanza con chi ha governato con Michelini”. “Per fare le primarie deve esistere una coalizione che per me non c’è”. “L’incuria della città è il più grande fallimento di Michelini. Viterbo è disastrata”. Umberto Ciucciarelli (Unione della Tuscia) mette i puntini sulle ‘i’ nell’esprimere la posizione del suo movimento pensando alle elezioni del 2018. Prende le distanze da una parte del centrodestra e spiega che per governare bene ci sia bisogno di “azione, testa e buon senso”.

Qual è la posizione di Unione della Tuscia in vista delle prossime scadenze elettorali?
“Prima di tutto – dice Ciucciarelli – credo sia opportuno ripartire dalle ragioni che, cinque anni fa, hanno fatto sì che i viterbesi scegliessero un’altra amministrazione. Perché vuol dire che, probabilmente, alcune proposte che erano state fatte dal centrodestra, i cittadini non le hanno gradite. Mi auguro poi che, per la prossima tornata elettorale, non ci siano 16 candidati a sindaco e 650 candidati consiglieri. In quell’occasione, abbiamo dato il meglio. Bisogna quindi analizzare questi fattori e capire perché i viterbesi hanno voluto intraprendere un’altra strada, quella dell’amministrazione attuale, che poi si è rivelata peggiore rispetto alle esperienze di centrodestra del passato”.

Come vanno le cose in città?
“Per il punto in cui siamo oggi, mi basterebbe almeno di vedere un’ottima gestione dell’ordinario e cioè quei piccoli accorgimenti che permettono di far funzionare Viterbo”.

Cosa vuole dire?
“Domenica, per esempio, c’è stata l’iniziativa Fondazione, ‘L’isola che non c’è”, noi, come Unione della Tuscia, pur invitati, abbiamo declinato perché Santucci è parte integrante del ‘patto del Richiastro’, la famosa cena di luglio scorso, quando intorno allo stesso tavolo c’erano, proprio Santucci, FdI, una parte di FI e Filippo Rossi con Viva Viterbo. Un’alleanza che non ci interessa”.

Tornando all’iniziativa di Santucci.
“Saranno stati fatti grandi discorsi su prospettive per la città e progetti faraonici di sogni che dovranno essere realizzati. Tutto questo non serve, basterebbe infatti ripartire dalle piccole cose. Siamo al cambio di stagione e temo che ci troveremo ad assistere ai soliti allagamenti sulla Teverina, perché si pensano a cose straordinarie e non a pulire le fogne o stappare i tombini. Si dice poi che sarà un inverno durissimo, e aspetto la prossima nevicata, visto che non so nemmeno se l’attuale ha provveduto a stoccare il sale. Il fatto è che per riportare Viterbo a essere di nuovo una capitale della cultura e del turismo, non basterà una sola consigliatura”.

Insomma, secondo lei, ci si preoccupa più delle poltrone che al bene della città?
“Esattamente. Si tende a mettere delle esche incredibili sugli ami delle canne da pesca, piuttosto che dire alla gente che come stanno le cose, e cioè che gli investimenti non ci sono e che il patto di stabilità, una manovra consequenziale alla perdita di sovranità programmatica e monetaria per cui il paese funziona più come un’azienda che come stato e si butta nel secchio l’aspetto sociale, non si può sforare. Vengono a mancare le risorse anche le più spicciole per la manutenzione ordinaria. In definitiva, mi accontenterei di vedere una città che funziona, ripartendo da ciò che abbiamo. Oggi non è così… Sono tante le cose che non vanno. E’ assurdo e mi chiedo quindi cosa faccia tutto il giorno Michelini… Un mistero”.

Il fallimento più evidente dell’amministrazione?
“L’incuria, la città è disastrata”.

Il dibattito nel centrodestra viterbese è ultimamente molto vivace.
“C’è una netta spaccatura nel centrodestra, generata, in qualche modo dalla ‘cena del Richiastro’, quando qualcuno ha pensato bene di fare un balzo in avanti autorizzandosi a coinvolgere in un’eventuale alleanza futura, una gamba non proprio secondaria dell’esperienza di Michelini”.

Cosa intende?
“Viva Viterbo e Filippo Rossi non hanno semplicemente partecipato alle votazioni dei provvedimenti portati in aula da Michelini, ma hanno materialmente amministrato, con un assessorato che ha fatto cose che farebbero tappare gli occhi a chiunque, spendendo male soldi, come per il festival delle luci. E scialacquando il denaro che non è attualmente il punto di forza di nessuna amministrazione in Italia. Mai e poi mai, Unione della Tuscia aderirà a un accordo che prevede la presenza di chi ha governato con questa gente. Impensabile”.

Come vi muoverete per le comunali del 2018?
“Siamo in attesa… di certo, vorremmo contribuire a governare la città dall’interno e non il contrario. Se si insisterà con l’argomento Rossi, però, noi non ci staremo. Preferiamo la Destra sociale, che è rimasta in Italia, e ‘l’area pulita’ del centrodestra viterbese”.

A chi si riferisce?
“E’ nota la nostra vicinanza a Daniele Sabatini che consideriamo una delle figure più adatte a governare, e a Giulio Marini, anche lui, con alle spalle una grande esperienza amministrativa. Non solo, ricordo che fu l’unico, dell’allora gruppo Pdl, che non firmò a Roma nessuno dei provvedimenti di Monti. Marini ha delle idee in cui crede e che porta avanti con coerenza. Ha un modo di vedere, mentre oggi la politica è solo appartenenza.

Vedendo da osservatore quello che sta accadendo in Forza Italia, non me la sento di alleare una forza politica e sociale come la nostra a ciò che è la fotografia di quanto di più europeista c’è adesso nel panorama centrista italiano. Mi spiego, il presidente Tajani ha delle derivazioni ben precise sul territorio: Battistoni, Arena e Bacocco. Noi con quella parte politica non abbiamo nulla a che fare e preferisco chi, in qualche modo, sin da tempi non sospetti, ha detto quello che non andava”.

Qual è la sua speranza?
“Di non vedere una nazione crollare su se stessa, stiamo perdendo i pezzi e sento addirittura parlar di cessioni di parti del nostro patrimonio dal quale dovremmo, invece, ricavare reddito. Noi pur di fare cassa vendiamo anche il muro della nonna. In Francia, non è così”.

Primarie sì o no?
“Non ci ho mai creduto, perché per farle, deve prima esistere una coalizione che, invece, non c’è. Le primarie non è ottimale poi perché non fa emergere nuove realtà. UdT, che ho fondato con altre persone, essendo giovane, non è presente nelle istituzioni e vorrebbe entrarci per dire la sua, ma non sarebbe di certo facilitata da questo sistema. Inoltre per me, manca proprio la proposta”.

Non ci sono nomi spendibili?
“Qualche tempo fa, ho fatto un nome che, probabilmente, in questo disastro che c’è, potrebbe unire, ed è quello di Maurizio Federici. Mi rendo conto che si tratta di una provocazione, ma Maurizio è lo specchio di ciò che dovrebbe essere un politico qui a Viterbo: non ha mai fatto nulla che possa essergli addebitato come tornaconto personale, ha esperienza e preparazione, conosce bene la macchina amministrativa e attorno alla sua persona potrebbero raccogliersi tutte le esperienze cittadine. Capisco che è una candidatura che, visti gli attuali appetiti, non avrà nemmeno una possibilità. In alternativa, comunque vedrei bene anche Daniele Sabatini che, per la sua preparazione, però, può avere altre aspirazioni ed è lecito che le abbia”.

Qual è il programma che proporrete?
“Abbiamo progetti semplici ma concreti: per esempio quello di migliorare il traffico al Poggino, spostandolo dalla Cassia nord su via dell’Industria fino al ricongiungimento con l’uscita per la Verentana. Fummo i primi, poi, a parlare di termalismo diffuso e quindi la rivalorizzazione del patrimonio immobiliare viterbese, perché in città ci sono mille e piccoli angoli che dovrebbero essere rivalutati se vogliamo pensare di vivere di turismo. Infine, puntare sull’artigianato e le eccellenze a disposizione, rendendo più belle le chiese e le loro facciate, visto che sono bellezze che in molti vengono a visitare da fuori e che spesso sono chiuse o messe male”.

In che modo il centrodestra può vincere?
“Ripartendo dagli strati più bassi della popolazione, perché intere fasce sociali sono alla fame. Siamo portati a pensare agli immigrati, ma ci sono famiglie viterbesi che hanno utenze di acqua e gas taccate o che non hanno i soldi per fare la spesa, e quindi si rivolgono ai servizi sociali, ma non hanno risposte”.

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio.
“Anche in questo caso, a livello locale, è emerso che la parte istituzionale di FI non lo gradirebbe. Ed è invece uno dei motivi per cui noi di Unione della Tuscia siamo a favore. Pirozzi è un uomo di azione e oggi servono uomini di azione che sappiano reagire di fronte a catastrofi come quella che si è trovato ad affrontare col devastante terremoto.

L’impressione invece è che nei luoghi chiave della politica italiana, si pensi più a mettere degli ‘yes man’ e non delle persone dotate di intelletto e voglia di fare. Sono allibito, per esempio, dalla riproposizione di Gentiloni alla guida di un governo di centrosinistra. Non riesco davvero a capire quale sia il suo spessore politico. Valorizziamo chi ha la sua testa e la usa per pensare. E’ il popolo che deve esprimere il suo gradimento e deve tornare a contare. Bisogna prendere in mano la situazione e agire e non aspettare che siano gli altri a dirci di fare”.

Cosa è mancato in questi anni?
“Non serve un programma chilometrico, ma quattro linee programmatiche che possano costituire il vertice di un’azione quotidiana improntata sul buon senso. Buon senso è quella cosa per cui sulla Teverina non resti allagato con la macchina nei giorni di pioggia. Il metro del buon senso è il metro della buona amministrazione e – conclude Ciucciarelli – non riesco a trovare nulla di tutto questo nei componenti della cena al Richiastro”.

Paola Pierdomenico

15 novembre, 2017

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