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Marta - E' stata disposta dopo cinque anni - Secondo la difesa, soffrirebbe di un disturbo della personalità, con dipendenza da alcol e stupefacenti

Massacra di botte la nonna, perizia psichiatrica per il nipote

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Giuliano Migliorati

Il difensore Giuliano Migliorati

Marta – (sil.co.) – Litiga con la nonna, le leva le chiavi di casa, la butta fuori e poi va a bere al bar del paese come se niente fosse.

L’anziana nel frattempo è morta a causa degli acciacchi dell’età, dopo avere trovato rifugio dalle suore di Farnese, mentre il processo al nipote non è ancora terminato. Sono passati cinque anni e adesso sarà sottoposto a perizia psichiatrica. 

I fatti risalgono al 2012. All’origine dei continui litigi ci sarebbero state le continue richieste di denaro del giovane, imputato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

Il calvario della poveretta sarebbe iniziato a Farnese, dove abitava con il giovane, alcolista e tossicodipendente. Poi sarebbe proseguito a Marta, dove la donna si è trasferita lasciando la casa al nipote, che però non avrebbe voluto saperne di vivere da solo.

Tra denunce, processi e diverse condanne, la convivenza è proseguita fino all’11 luglio 2012 quando il giovane ha cacciato la nonna da casa, lasciandola letteralmente in mezzo alla strada, tenendosi le chiavi. Sul posto, oltre ai carabinieri, sono intervenuti anche il parroco del paese e la sorella della vittima.

La nonna fu portata d’urgenza in ospedale in ambulanza, mentre il nipote è stato rintracciato poco dopo: si stava facendo un drink in un bar del paese. La sua stanza era piena di bottiglie di vino, sparse dappertutto. Sopra il letto, sotto il letto, sopra i mobili, sul pavimento. 

Lo scorso 5 luglio, l’ennesima udienza del processo era stata rinviata per verificare se l’imputato soffrisse di una dipendenza patologica e fosse stato curato.

Ieri il difensore Giuliano Migliorati ha presentato un documento dei servizi sociali, che prova come da febbraio 2017 il giovane abbia un amministratore di sostegno a causa di un “disturbo borderline della personalità, con grave sindrome da dipendenza da alcol e stupefacenti”. 

Il giudice Silvia Mattei ha disposto quindi un’ulteriore perizia psichiatrica, super partes, per verificare la capacità di intendere e di volere, la pericolosità sociale e la capacità di seguire in modo cosciente il processo.

Perizia che il prossimo 20 dicembre sarà affidata alla dottoressa Cristiana Morera. Per la sentenza bisognerà aspettare la primavera. 

23 novembre, 2017

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