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Spettacolo - Viterbo - Antonello Giovanni Budano (Costa Volpara) sul concerto di Povia al teatro Caffeina

“Mi rattrista che comunisti e artisti internazionali non abbiano colto il senso di ‘Immigrazia’”

Viterbo - Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Viterbo – Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Viterbo - Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Viterbo – Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Viterbo - Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Viterbo – Il concerto di Povia al teatro Caffeina

Giuseppe Povia al teatro Caffeina

Giuseppe Povia al teatro Caffeina

Giuseppe Povia al teatro Caffeina

Giuseppe Povia al teatro Caffeina

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Essendo un lettore di Tusciaweb mi permetto di esprimere un personale parere relativamente alla questione “scandalo” Povia e del teatro San Leonardo dal momento che c’è già qualcosa in merito.

Mi è d’obbligo premettere che da diversi anni, per la precisione dal duemilaotto ho abbandonato la politica. L’ho abbandonata perché avvertivo di essere incatenato tra le maglie invisibili del pregiudizio e del preconcetto. Da allora, mi considero un libero pensatore non per presunzione, ma per la libertà di sbagliare per mia responsabilità e non essere obbligato a sbagliare per ordine caduto dall’alto.

Dunque, Povia è un artista, bravo o meno che sia, di destra o di sinistra che sia, come del resto lo sono i Giorni Anomali che lo hanno ospitato, questo a me non interessa molto.

Sto osservando ultimamente che è diventato ancor più di moda il perbenismo di facciata alquanto ipocrita e con derive, concedetemi il termine, autoritarie. Le lancette del tempo stanno scorrendo inesorabili e scandiscono ora non più la divisione tra neri e rossi o buoni e cattivi, ma tra imbecilli e meno imbecilli, si proprio così, se siamo arrivati a questo punto è evidente che qualcuno totalmente nel giusto non c’è, me compreso.

Non c’è cosa più scorretta che estrapolare singole frasi dal un contesto per etichettare qualcuno, nella canzone “Immigrazia” Povia, esprime un concetto estremamente reale e oggettivamente poco opinabile che è quello della nuova cultura mondialista, che ci sta portando ad essere tutti “uguali”, tutti senza diritti, tutti classe subalterna, bianchi neri, gialli e rossi. La canzone è bella? spetta al pubblico stabilirlo.

Mi rattrista che comunisti, e artisti anche di fama internazionale, non siano stati in grado di cogliere il significato di un testo, un malpensante potrebbe vederci solo il gusto di contrapporsi o solo per attaccare la Caffeina, non sto prendendo le difese della fondazione, anzi, vi dirò che Rossi ha un modo di fare che mi sta pure un po’ sugli “attributi”.

Altra questione, il teatro San Leonardo già Pidocchietto è stato per decenni in stato di grave abbandono con rischi gravi per la sicurezza, io artista da quattro soldi, ho fatto molti spettacoli la dentro, nessuno ha mai detto niente fino a quando finalmente non è stato ristrutturato e reso sicuro, un paradosso no?

Dietro l’antirazzismo e dietro al buonismo di facciata si cela se non la malafede l’incapacità di osservare il mondo, o la paura di far stizzire i padroni o più semplicemente il fatto avere spalle coperte che non consentono di avvertire la gravità della situazione (nella canzone “Immigrazia” il concetto è più semplice).

Detto ciò, sono stato contento che Povia e che i Giorni Anomali abbiano suonato al teatro San Leonardo a prescindere dal fatto che mi piacciano o meno le loro canzoni e dal fatto che condivida o meno i loro valori sapete perché? Perché non sono un fascista.

Antonello Giovanni Budano
Costa Volpara

13 novembre, 2017

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