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Nepi - Le vittime, che hanno pagato in anticipo 6200 euro, hanno dovuto rinviare di un anno la convivenza

Non consegna la cucina a coppia di sposini, mobiliere condannato per truffa

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

 

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Nepi – Coppia costretta a rinviare di un anno il grande passo perché la cucina non arriva. Denunciato per truffa il mobiliere di Nepi cui i due giovani si erano rivolti per arredare il nido d’amore.

Pagata in anticipo la cucina. “Era il 31 gennaio 2013 quando abbiamo fatto l’ordine. Una cucina da 6200 euro, pagata a rate da mille euro al mese, col dire che ce l’avrebbe consegnata ad aprile-maggio. Invece a giugno gli ho dato l’ultimo assegno e della cucina nessuna traccia”, ha spiegato il lui della coppia, che si è costituito parte civile al processo, celebrato ieri davanti al giudice Giacomo Autizi. 

Un calvario. “Il mobiliere veniva una volta al mese con la scusa di prendere le misure. In realtà prendeva l’assegno e basta. Alla fine mi sono rivolto alla ditta fornitrice, di San Marino, e mi hanno detto che non c’era nessun ordine. Allora gli ho chiesto i soldi indietro, ma non me li ha dati”.

Per gli aspiranti conviventi, i tempi si fanno biblici. “Volevamo andare a vivere insieme a luglio-agosto. Invece nel frattempo era già passata l’estate – ha proseguito – e noi ci siamo ritrovati a dover comprare un’altra cucina che, tra una cosa e l’altra, è arrivata a maggio, anche perché nel frattempo abbiamo dovuto richiamare a casa gli operai per rifare tutti gli allacci. Col risultato che la cucina, compresi i soldi persi, l’ho pagata il doppio. Senza contare le spese extra per l’allestimento. E con la mia compagna abbiamo dovuto rimandare di un anno la convivenza. Perché in una casa senza cucina non si può stare”.

Uno sfogo fiume, che ha convinto l’accusa a chiedere una condanna a sette mesi del mobiliere di Nepi. Il difensore di parte civile della presunta vittima, avvocato Samuele De Santis, ha invece chiesto il risarcimento dei danni sia patrimoniali, sia morali.

Il giudice Autizi, condannando in primo grado il reo a quattro mesi per truffa, con sospensione della pena e non menzione, ha stabilito una provvisionale pari al danno patrimoniale accertato, ovvero 6200 euro. Il resto, se la vittima vorrà, da quantificare in sede civile. 

14 novembre, 2017

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