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Viterbo - Tecnocasa fa il punto sul mercato immobiliare della Tuscia - Nel 2017 compravendite in crescita del 23,2% nel capoluogo e del 7% in provincia

Si riacquistano le case, ma tutti scappano dal centro storico…

di Francesca Buzzi

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L'incontro di Tecnocasa sullo stato del mercato immobiliare nella Tuscia

L’incontro di Tecnocasa sullo stato del mercato immobiliare nella Tuscia

Maurizio Castellani, consulente Tecnocasa

Maurizio Castellani, consulente Tecnocasa

Vincenzo Peparello, presidente provinciale Conferesercenti

Vincenzo Peparello, presidente provinciale Conferesercenti

Paolo Mecocci, affiliato Tecnocasa per Viterbo

Paolo Mecocci, affiliato Tecnocasa per Viterbo

Stefano Cardona, responsabile di Area Kìron

Stefano Cardona, responsabile di Area Kìron

Francesco Monzillo, segretario generale della camera di commercio

Francesco Monzillo, segretario generale della camera di commercio

L'incontro di Tecnocasa sullo stato del mercato immobiliare nella Tuscia

L’incontro di Tecnocasa sullo stato del mercato immobiliare nella Tuscia

Il pubblico in sala

Il pubblico in sala

Viterbo – Eppur si muove. E nemmeno poco. Il mercato immobiliare torna a dare importanti segnali positivi a Viterbo e nella Tuscia. Ma guai a comprare casa al centro storico…

E’ quanto emerge dai dati forniti dal gruppo Tecnocasa che, come di consueto, fa il punto dei risultati ottenuti nell’anno che sta volgendo al termine. “Dopo bilanci preceduti dal segno “meno” – dice il consulente Maurizio Castellani -, torniamo a parlare di crescita. Finalmente possiamo affermare, con tutte le cautele del caso, che è iniziata la discesa, stiamo uscendo da quel periodo di crisi nera degli ultimi anni”.

La conferenza stampa, aperta a tutti gli esperti del settore ovvero collaboratori di Tecnocasa e di Kìron, ma anche notai, bancari e imprenditori, è stata ospitata dalla camera di commercio. Il segretario Francesco Monzillo ha portato il suo saluto ricordando come la crisi abbia dato un duro colpo al mattone in termini di prezzi e di forza lavoro. “Un settore però – ammette con soddisfazione – che sta riprendendo vita”.

D’accordo anche Vincenzo Peparello, presidente provinciale della Confesercenti che aprendo i lavori ha ricordato come “già il 2016 era stato un anno tendenzialmente positivo, ma il 2017 ci sta dando segnali ancora migliori”.

Dando uno sguardo d’insieme ai numeri e alle tabelle illustrate nel dettaglio dagli esperti Tecnocasa ciò che salta all’occhio è che i viterbesi comprano sì più case di prima, ma difficilmente al centro storico. A meno che non si tratti di una seconda casa utilizzata per investimento.

“Quello che succede a Viterbo è a dir poco paradossale – spiega Paolo Mecocci, affiliato Tecnocasa che si occupa soprattutto del mercato del capoluogo -. Qui le case del centro storico costano pochissimo. L’80% di chi le compra lo fa per avere una seconda casa o per affittarla. Pochissimi la usano come prima residenza. Se il sogno di ogni senese è acquistare casa a piazza del Campo, per un viterbese abitare al Corso è una condanna”.

Il motivo è sotto gli occhi di tutti. Ma Tecnocasa, ovviamente, si ferma ai dati. Le risposte sui perché non spettano a loro.

“Le abitazioni residenziali si comprano molto fuori le mura – continua Mecocci -. Al centro, però, comincia ad esserci tanta richiesta di immobili destinati al turismo, come bed and breakfast e strutture ricettive: un segnale comunque importante perché rimarca una vivacità commerciale nuova. Tornando alle case, si acquista bene ai Cappuccini, al Barco e al Murialdo, dove gli edifici hanno qualche anno in più, ma sono ottimi sfruttando gli incentivi sulle ristrutturazioni”.

La nota dolente sono quelle relativamente nuove e di ottima qualità, che però hanno perso mercato. “Chi ha comprato abitazioni nuove otto o dieci anni fa – prosegue Paolo Mecocci – le ha pagate moltissimo, perché all’epoca quello era il mercato, e ora, se vuole vendere, si ritrova a rimetterci molti soldi”.

Quasi immobile, invece, la zona tra le Pietrare e la Mazzetta dove probabilmente “si vive talmente bene che nessuno è disposto ad andarsene”. Così come nei piccoli centri. Chi sta a San Martino al Cimino e Bagnaia, per esempio, non vuole spostarsi. “Il mercato di queste frazioni – sottolinea Mecocci – è molto vivo, ma interno. Chi cambia casa, ne cerca una migliore, ma sempre in paese”.

La casa “ideale” per i viterbesi è il trilocale di 80/90 metri quadrati, con due bagni, in una posizione ben servita. “Il segmento delle ville e delle grandi case di campagna è quello in assoluto più in difficoltà – conclude Mecocci -. Un po’ forse perché è finita la “moda” di avere la villa, sono cambiate le esigenze, alle famiglie basta meno spazio. Un po’ perché la manutenzione di certi immobili è troppo impegnativa e dispendiosa nel tempo”.

Maurizio Castellani fa invece un quadro completo sui numeri e le percentuali.

“Le compravendite a Viterbo città sono aumentate del 23,2% rispetto al 2016 – dice il consulente Tecnocasa -, mentre nella provincia l’incremento è stato solo del 7%. C’è ancora molto invenduto sul territorio e quindi i prezzi restano bassi, ma ci sono segnali per sperare che nei prossimi anni i prezzi siano destinati a salire. Si rivede anche chi cerca la seconda casa, soprattutto nella zona del litorale”.

Insomma c’è ottimismo e il trend è nettamente positivo. “I dati attuali sono davvero belli – spiega Castellani – ma vanno analizzati con calma e con lucidità per non creare un entusiasmo esagerato. Serve cautela ed equilibrio, ma dal periodo nero stiamo uscendo. La strada ora è in discesa”.

A chiudere la conferenza Stefano Cardona, responsabile di Viterbo dell’Area Kìron, che si occupa dell’accesso al credito per il gruppo Tecnocasa. 

“Concordo con chi mi ha preceduto – sottolinea – sulla necessità di non farsi prendere troppo la mano dalla scia positiva. Ma è vero che ora ci troviamo in un buon momento per acquistare e che anche le banche stanno dando una grande mano agli acquirenti. I tassi sono molto bassi e invogliano chi ha disponibilità”.

Ecco un esempio pratico e di facilissima comprensione.

“Una casa di 90 metri quadrati che nel 2012 costava in media 167mila euro oggi ne costa 144mila – chiude Cardona -. Questo significa che bastano poco più di 28mila euro e un mutuo di 115mila per comprarla, mentre prima ce ne volevano più di 33mila e un mutuo di 133mila. La rata media del finanziamento è calata nettamente: da 705 euro al mese a meno di 500 euro. Insomma, a conti fatti, lo stesso immobile ora si può comprare risparmiando quasi 68mila euro, il 28% del totale”.

Francesca Buzzi


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22 novembre, 2017

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