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Gradoli - Domenica 10 dicembre alle 10 l'undicesimo appuntamento di Ager

All’alba dei Farnese: retoriche del potere, palazzo e paesaggio

Gradoli

Gradoli

Gradoli – Riceviamo e pubblichiamo – Progetto “Ager”. I 13 musei del Simulabo (sistema museale del lago di Bolsena) si raccontano. Ostetrica d’eccezione: Banda del racconto.

Dopo gli ultimi successi di Ischia (fra le rovine della distrutta città di Castro) e Bolsena (prima l’acquario poi il museo territoriale) l’undicesimo appuntamento di Ager è a Gradoli per una passeggiata/racconto indoor nelle stanze di palazzo Farnese, sede del Museo del costume farnesiano. Protagonista, insieme con Antonello Ricci di Banda del racconto, Fulvio Ricci, storico dell’arte e direttore del museo.

Appuntamento domenica 10 dicembre alle 10. Partecipazione gratuita.

Il Museo del costume farnesiano ha avviato negli ultimi anni, grazie all’impegno del suo direttore Fulvio Ricci, un percorso di forte rinnovamento. Al centro, e al tempo stesso motore, di questo processo il palazzo considerato nei suoi valori urbanistici, architettonici e pittorici. Quello di Gradoli, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane su commissione del cardinale Alessandro Farnese, rappresenta un prototipo di dimora umanistica. In esso architettura, complesso decorativo e molti altri particolari costituiscono un tutto integrato espressione di una (nuova per l’epoca) filosofia e concezione del potere. Il palazzo di Gradoli, primo palazzo del potere farnesiano, segna i passaggio da ciò che i Farnese erano stati e non erano più, a ciò che sarebbero stati ma ancora non erano.


Undicesima tappa di “Ager”. Un progetto targato Simulabo (sistema museale del lago di Bolsena). Complice-ostetrica la banda del racconto, i 13 musei del Simulabo finalmente si raccontano.

Per la prima volta i direttori della bella costellazione museale squadernata intorno al più grande lago vulcanico d’Europa si “confidano” pubblicamente: la loro formazione; la loro personale esperienza-idea di museo; i rapporti tra il museo da loro diretto e la comunità locale (ma anche il modo in cui la comunità vede-vive il proprio museo); la certezza condivisa della tensione a una pedagogia civile che scorre, come linfa vitale, a rinvigorire il sistema stesso; peculiarità e vocazioni specifiche che connettono, con puntuale originalità, il museo da loro diretto alla realtà specifica dell’ager su cui il museo stesso fa perno: intorno ai singoli borghi, il territorio agricolo, boschivo, lacuale, il paesaggio ergologico delle comunità e quello storico-archeologico delle più antiche civiltà.

Ma soprattutto infine – quale novello Aladino – ciascun direttore sfregherà, per noi di Banda del racconto, la sua lampada delle storie, rievocando dallo scrigno del suo museo, dalle profondità del tempo e dello spazio, una vicenda inedita e scordata. Da ciascuna storia, una passeggiata/racconto.

Dalla raccolta delle passeggiate, infine, un libro (per i tipi di Davide Ghaleb Editore): una guida davvero sui generis, un virtuoso biglietto da visita (nuovo-nuovo di zecca) per il Simulabo e il suo territorio. Un volume destinato alla curiosità dei turisti ma anche di noi “indigeni” alto laziali.

Ager è un progetto finanziato dalla Regione Lazio con L.R. 23 ottobre 2009, 26 – Disciplina delle iniziative regionali di promozione della conoscenza del patrimonio e delle attività culturali del Lazio (e successive modifiche).

Marco D’Aureli

7 dicembre, 2017

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