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16enne annegato in vacanza in Francia - Il rapper dal palco del Palalottomatica: "Questo concerto è per te" - Ancora nessuna svolta nell'inchiesta per omicidio colposo, aperta da due anni

Caparezza canta per Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Caparezza con la mamma di Giuseppe Centamore Paola, la sorella Elisabetta e il papà Salvatore

Caparezza con la mamma di Giuseppe Centamore Paola, la sorella Elisabetta e il papà Salvatore

Caparezza

Caparezza

Caparezza con la mamma di Giuseppe Centamore, Paola

Caparezza con la mamma di Giuseppe Centamore, Paola

Viterbo – Gli occhi pieni di lacrime, e un lungo abbraccio. Caparezza stringe a se Paola, Salvatore ed Elisabetta. Sono la mamma, il papà e la sorellina di Giuseppe Centamore, morto nel 2015 a soli 16 anni, annegato nella piscina di un camping in Francia dove era in vacanza con i genitori.

A Peppe, Caparezza ha dedicato il concerto di mercoledì sera al Palalottomatica di Roma. Era già successo, nell’agosto di due anni fa. Il rapper commosse e stupì tutti quando dal palco di piazza del Ruscello, a Vallerano, disse: “Dedico tutto questo concerto a un ragazzo chiamato Peppe Centamore, che era un mio fan e purtroppo non potrà più vedere alcun mio concerto”.

Un applauso si levò dal pubblico, tra cui c’erano gli amici di Giuseppe che impiegarono un’intera estate per raggiungere l’artista. Poi la sorpresa. La dedica. L’emozione. Rivissuta mercoledì sera. Perché Peppe amava la musica, in ogni sua forma e declinazione. In ogni suo genere. Dal cantautorato al rap, da Guccini – passione tramandatagli dalla mamma – a Caparezza, di cui conosceva tutte le canzoni. Eroe a Abiura di me, le sue preferite.

Capelli scuri e due profondi occhi castani. Tenero, educato e sempre gentile. Dolce, amorevole e generoso. Giuseppe era un gentleman d’altri tempi. Tra le sue passioni c’erano i dolci al limone, i viaggi e i pancake. Falcone e Borsellino, invece, i suoi eroi. Peppe era un nuotare provetto: l’ultimo riconoscimento della Larus due mesi prima di morire. 

Se ne è andato nel caldo pomeriggio del 30 giugno 2015, annegato nella piscina del camping La Petite Camargue ad Aigues-Mortes. Il papà ne è sempre stato convinto. Non un malore a uccidere il figlio, ma una pompa d’aspirazione che non ha mai allentato la presa. Peppe lo hanno estratto a forza. La forza della disperazione, che purtroppo non è bastata.

Sulla dinamica dell’incidente la gendarmeria di Grau du Roi ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Il processo per i presunti responsabili della morte di Giuseppe sarebbe dovuto iniziare nel 2017, ma in due anni nessuna svolta è stata data alle indagini.

Raffaele Strocchia

1 dicembre, 2017

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