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“Danni irreparabili per la città dal duo Zingaretti-Michelini”

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Daniele Sabatini [4]

Daniele Sabatini

Viterbo – “Danni irreparabili per la città dal duo Zingaretti-Michelini”. Daniele Sabatini senza mezzi termini. La sua è una “sonora bocciatura” al modo di amministrare del governatore del Lazio e del sindaco di Viterbo.

Sanità fallimentare e trasporti che sono un disastro. Per il consigliere regionale, non ci sono note positive. Sostiene infatti che Viterbo mostri le cicatrici di un patto che si è rivelato inefficace. Sabatini chiede al centrodestra di mettere in campo le risorse migliori per vincere le battaglie e tornare a governare un territorio per troppo tempo “privo di una guida vera”.

Che anno è stato in Regione?
“L’anno del bluff dell’amministrazione Zingaretti – dice Sabatini -: è iniziato col teorema dei conti in ordine e si è sviluppato con la grande finta, pessima e di cattivo gusto, sull’uscita della Regione dal commissariamento della sanità. Proprio sui conti, il consiglio regionale del Lazio si avvia a votare l’esercizio provvisorio: il conclamato fallimento della giunta”.

Cosa vuole dire?
“Non verrà approvata la legge di stabilità regionale e l’ente andrà in esercizio provvisorio, ciò significa che c’è una restrizione sulla spesa del 2018 e che l’amministrazione, in tutte le sue componenti, dovrà muoversi per i cosiddetti dodicesimi: quindi, di mese in mese, potrà assumere dei costi che tendenzialmente sono quelli già assunti, come quelli per il personale o le forniture per il funzionamento della macchina regionale, ma non potrà, per esempio, emettere bandi o esercitare in maniera piena quello che è il ruolo di un ente importante come la Regione Lazio. Per il territorio e i nostri comuni, è e sarà un dramma fino ad almeno la prossima legislatura. I primi mesi dell’anno saranno estremamente duri per le amministrazioni”.

Tornando alla sanità, Zingaretti sbandiera, però, i suoi successi.
“Si parlava dell’uscita dal commissariamento fissata al 31 dicembre, salvo poi scoprire che l’anno a cui ci si riferiva è il 2018. Zingaretti, dunque, nei suoi 5 anni, non è riuscito a rientrare dal debito sanitario. Abbiamo apprezzato il rifacimento della hall di Belcolle e il fatto che sia stato davvero importante nell’aver cambiato il numero dei piani sull’ascensore, passando da -3/6 a 0/9. In concreto, sui servizi nulla è stato fatto e lo stesso per le liste d’attesa che rappresentano la vergogna più evidente per i nostri cittadini, visto che producono oltre a un disservizio anche un aumento delle spese per la mobilità passiva con le persone che sono costrette ad andare fuori regione. Dal punto di vista sanitario, e soprattutto da questo, è evidente il fallimento della legislatura targata Zingaretti”.

Invece su infrastrutture e trasporti, come è la situazione?
“Rappresentano le due voci di costo maggiori di ogni regione, in base alle competenze. Soprattutto sulla mobilità, c’è da registrare un disastro totale, sia per quanto riguarda quella su gomma che su rotaia. I nostri pendolari lo sanno. Ben venga quindi la marcia indietro di Zingaretti rispetto al nuovo orario dei treni nel Lazio che aveva prodotto disservizi enormi, specie per chi viaggia da Orte. Noi lo avevamo annunciato da subito, ma loro sono andati avanti. Bene che se ne siano accorti, anche se è stata l’ennesima occasione che ha evidenziato la mancanza di programmazione sul futuro”.

La Trasversale.
“E’ un elemento positivo e un riconoscimento all’attività svolta da tutti i consiglieri del Lazio, in particolare quelli del territorio, perché insieme all’assessore alle Infrastrutture abbiamo lavorato per portare a compimento l’opera anche contro i gufi e le diverse anime del Pd che si sono opposte alla sua realizzazione. Il penultimo stralcio verrà completato fino a Monte Romano entro la prossima estate. Lavori messi in campo dalla precedente amministrazione di centrodestra e che questa amministrazione ha ultimato con le risorse mancanti. E’ arrivata anche la disponibilità del consiglio dei ministri che non può che essere vista come una novità importante rispetto a un’opera che attendiamo da oltre 40 anni”.

Zingaretti si ricandida.
“Secondo me, lo hanno costretto – scherza Sabatini -, perché più volte ha tentato la fuga dalla Regione, come quando tra settembre e novembre si parlava di fibrillazioni con lui che voleva cercare fortuna con scranni più tranquilli, sempre in ambito romano e di natura parlamentare. Non c’è riuscito perché il suo partito gli ha chiesto di restare alla guida della Regione fino alla fine della legislatura e poi di tentare il rinnovo. Questa la dice lunga su un presidente che presiede una giunta, ma che con la testa è altrove e c’è stato per diversi mesi. Ora sembra il candidato del centrosinistra, ma non si capisce bene perché ci sono dei ‘rumors’ che vedono Gasbarra ancora in pista. Per noi, cambia poco, perché il taglio che il Pd ha dato alla gestione della Regione è sotto gli occhi di tutti, Quindi cambia poco, rileviamo solo che in più occasioni Zingaretti ha tentato di scappare dalla Regione, e per un presidente che cerca il rinnovo, tentare in tutti modi di andarsene è qualcosa di cui i cittadini non possono non tenere conto”.

Come candidato del centrodestra in Regione è venuto fuori il nome di Maurizio Gasparri.
“Abbiamo chiesto come gruppo politico agli altri interlocutori del centrodestra, l’esigenza di arrivare a un unico candidato presidente, perché non possiamo riconsegnare la regione a Zingaretti o ancora peggio alla Lombardi. Quindi l’esigenza di univocità è fondamentale. Gasparri è una candidatura autorevole, vicepresidente del Senato, è un ruolo importante a livello parlamentare e ha un percorso netto nel centrodestra italiano. La reputo una figura estremamente autorevole”.

A Viterbo invece ci sarà un Michelini bis?
“Ho letto proprio dalle vostre pagine che Michelini ha detto di aver riformato Viterbo e i viterbesi, io credo che siano i viterbesi a riformare Michelini, ma in gergo militare, nel senso che deve essere esonerato definitivamente dal suo impegno civico, cittadino e politico, perché ha dimostrato di non essere in grado e lo dico con molta serenità”.

Il ‘patto per Viterbo’ non ha proprio funzionato per lei…
“Continuerò a chiamarlo il ‘pacco per Viterbo’ come l’ho ribattezzato quattro anni fa. E’ stato un disastro che ha certificato non solo il fallimento di Zingaretti, ma anche di Michelini perché quando è stato siglato, almeno il sindaco godeva di un minimo di credibilità data la recente vittoria delle amministrative. In questi anni, il duo Zingaretti-Michelini ha prodotto un danno grave, se non addirittura irreparabile per la nostra città e il nostro territorio. Su Viterbo, ci sono davvero le cicatrici di questo patto perché poi, stretti entrambi nelle diatribe di un congresso permanente del Pd e da continue lotte intestine, hanno prodotto crepe, che non sono solo quelle che troviamo per strada, ma anche nella gestione quotidiana dei servizi che i cittadini vivono e sentono sulla pelle. Il fallimento di un accordo dettato dalla crisi interna del Pd e che i due non sono stati, insieme ad altri, in grado di gestire”.

Il centrodestra invece come si sta muovendo per le elezioni?
“Per adesso, in ordine sparso, però, è indubbio che sia per senso di responsabilità che per la necessità della città di avere una guida reale, che non è il Pd, qualcuno commissariato dal Pd o il M5s, poi le cose cambieranno. La sconfitta del centrodestra alle passate elezioni arriva dopo 20 anni in seguito ai quali si è chiuso un ciclo ed è stato quasi fisiologico. Credo che la città sia cambiata in peggio, ma ritengo pure che i cittadini se ne siano resi conto. Il centrodestra, facendo anche autocritica, deve mettere in campo le risorse migliori per andare a vincere, ma soprattutto per governare la città che in questi anni non ha avuto un governo reale, ma uno senza credibilità, avendola persa già dal primo anno, senza poi riuscire a recuperala”.

Il suo rapporto con Forza Italia?
“In questi anni e, in particolare nell’ultimo periodo, abbiamo dialogato positivamente con tutte le forze politiche del centrodestra. Non intendo certamente nascondere come con Forza Italia sia nato un rapporto molto proficuo, grazie all’attenzione dei vertici nazionali del partito, che naturalmente ringrazio per l’interesse mostrato nei confronti, di un gruppo umano e politico che ha prodotto risultati importanti in questi anni, sia dal punto di vista politico-amministrativo che prettamente elettorale”.

Un bilancio del suo mandato che sta volgendo al termine.
“E’ positivo, perché come unico eletto in ambito regionale e parlamentare per il centrodestra viterbese, ho avuto sulle mie spalle, relativamente giovani, visto che sono stato eletto a 29 anni, un peso non da poco. Ho dovuto fronteggiare dall’altra parte dei mostri sacri, perché in consiglio regionale c’erano Enrico Panunzi e Riccardo Valentini e in parlamento ben 5 deputati del Pd. Insomma, è stata una lotta importante che però credo siamo riusciti a portare a termine nel migliore dei modi, in gran parte anche per demerito del Pd e dei suoi rappresentanti e poi perché con buon senso e voglia di fare ed essere presenti sul territorio, abbiamo cercato di dare giusta rappresentanza ai territori, ai sindaci e alle amministrazioni e spero tanto anche ai cittadini”.

Come vede il 2018 e quali impegni la coinvolgeranno di più?
“Lo vedo frizzante – conclude Sabatini – e sarò impegnato su tutti i fronti. Da consigliere regionale uscente, ho il dovere di dare il mio contributo alle regionali, ma anche alle politiche. Mi vedranno altrettanto impegnato le sfide che riguardano la città di Viterbo”.

Paola Pierdomenico


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