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“Ermanno Fieno non è un mostro e non è matto”

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Gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini [3]

Gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini

Viterbo - Via Santa Lucia - Duplice omicidio - La palazzina dove è avvenuto il delitto [4]

Viterbo – Via Santa Lucia – Duplice omicidio – La palazzina dove è avvenuto il delitto

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia [5]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - I familiari dei coniugi Fieno [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – I familiari dei coniugi Fieno

Viterbo – “Mettiamoci un po’ più nei panni di Ermanno Fieno, non è un mostro”. A parlare sono gli avvocati Samuele De Santis e Enrico Valentini, difensori del 44enne viterbese indagato per il presunto duplice omicidio dei genitori, trovati cadavere la sera del 13 dicembre nel loro appartamento al secondo piano del civico 26 in via Santa Lucia.

Secondo i difensori: “Il movente non è la pensione, ma la solitudine”.

Era l’una di questa mattina e i due legali stavano uscendo dalla procura. “Stiamo cercando di capire i tempi tecnici per il trasferimento di Fieno a Mammagialla, i magistrati stanno preparando la richiesta, ma non sarà per oggi. Si parla di un minimo di quattro giorni e un massimo di otto. Entro Natale, se va bene. Altrimenti si rischia, con le festività di mezzo, di arrivare anche ad anno nuovo. In tal caso, è probabile che torneremo a fargli visita nel carcere di Imperia”. 

“Questo blocca le difese, perché dobbiamo aspettare il rinnovo della richiesta della misura, anche per sapere se ci saranno modifiche al capo d’imputazione, che per ora è duplice omicidio”. 

Nel frattempo è una sorta di “muro contro muro”. “Noi sappiamo cosa dice il nostro assistito, ma non conosciamo gli elementi in possesso degli investigatori e viceversa”, proseguono Valentini e De Santis. 

“Non è obbligatorio l’interrogatorio di garanzia. Noi, però, supponiamo che il procuratore Paolo Auriemma e il sostituto Chiara Capezzuto vorranno interrogare Fieno in carcere”.

De Santis e Valentini ribadiscono che i giorni in carcere non sono per Fieno i più duri della sua vita. “Quella frase che ci ha detto è la punta dell’iceberg. Per capire bisognerebbe metterci tutti un po’ più nei panni di Ermanno Fieno. Non è un mostro, è un dramma sociale. Lo ha detto anche il vescovo nella sua omelia: ‘chi ha sbagliato riconosca l’errore'”.

Durante le oltre quattro ore di colloquio nel carcere di Imperia, Fieno avrebbe raccontato loro decenni di vita.

“Loro tre, lui e i genitori, erano dignitosi. Ma c’è da riflettere sulle persone che gli sono o non gli sono state accanto. Quando ha rubato i petti di pollo al supermercato? Il 23 novembre. A noi risulta che in quei giorni avesse fatto precise richieste d’aiuto alle persone vicine. Abbiamo fatto i conti con lui al centesimo, con 1300 euro non arrivavano a fine mese”.

Il movente non sarebbe, né potrebbe essere, la pensione del padre, che il 44enne avrebbe voluto continuare a percepire, occultando il cadavere del genitore, morto di morte naturale, e uccidendo la madre in cucina fracassandole il cranio con l’attizzatoio del camino perché lei non voleva.

“Non avrebbe avuto senso – spiegano i legali – la madre avrebbe comunque percepito la reversibità all’80 per cento, non avendo una pensione sua”.

“Possiamo solo dire che la situazione è precipitata, ma dietro ci sono quindici anni, c’è un dramma della solitudine che non è solo sua, ma di tutto il contesto”.

“Non è un mostro, ribadiamo, e non è matto”, hanno concluso i difensori. 

Silvana Cortignani


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente [7] – I funerali dei coniugi Fieno [8] – Le testimonianze dei vicini [9] – La polizia al lavoro [10] – Trovati morti in casa [11] – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [12] – L’arresto di Ermanno Fieno [13] – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro [14] – Tragedia in via Santa Lucia [15] – Coppia uccisa in casa [16]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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