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I fratelli di Ermanno tentarono di parlare con i genitori…

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Viterbo - Delitto di Santa Lucia - Polizia e vigili del fuoco [3]

Viterbo – Delitto di Santa Lucia – Polizia e vigili del fuoco

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia - La polizia scientifica [4]

Viterbo – Delitto di Santa Lucia – La polizia scientifica

Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno [5]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - Luciano, il figlio dei coniugi Fieno [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – Luciano, il figlio dei coniugi Fieno

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - I familiari dei coniugi Fieno [7]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – I familiari dei coniugi Fieno

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - I funerali di Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [8]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – I funerali dei coniugi Fieno

Viterbo – Erano giorni che dal cellulare di Gianfranco Fieno rispondeva sempre e solo il figlio Ermanno. “Sto usando il telefono di papà perché il mio è rotto”, avrebbe ripetuto ai fratelli che, secondo gli inquirenti, stavano tentando di contattare il padre e la madre, Rosa Rita Franceschini. Ma è la sera del 13 dicembre che Luciano e Anna Rita vengono a sapere che i condomini del civico 26 di via santa Lucia i loro genitori non li vedono addirittura più. Da giorni. “Da quando ho sentito una violenta lite provenire dal loro appartamento”, gli avrebbe raccontato un vicino. I due, preoccupati, chiamano Ermanno, il fratello più piccolo che vive ancora con i genitori. Luciano e Anna Rita vogliono delle spiegazioni. “Non vi preoccupate, vi faccio telefonare da papà domani mattina”, si sarebbero sentiti rispondere. “Ma dove sono?”. “Ricoverati in una clinica per anziani, a Roma”. Ed Ermanno, 44 anni, aggancia. Spegne i cellulari e si dà alla fuga.

I fratelli si precipitano invece a casa dei genitori. Ma nessuno risponde, né riescono a entrare. Chiamano i vigili del fuoco, ma la porta blindata è chiusa a chiave e sfondarla è quasi impossibile. Ma a quell’appartamento al secondo piano si può accedere dalla finestra della camera matrimoniale: la tapparella è abbassata, ma gli infissi sono aperti. Pochi istanti prima delle 21, la macabra scoperta. Gianfranco e Rosa Rita, ottantatré anni lui, 71 lei, sono morti. Lui è disteso sul letto, lei a terra. Ma sono entrambi avvolti in delle pellicole da imballaggio, fissate con dello scotch all’altezza di collo, fianchi e caviglie.

Via santa Lucia si riempie di auto della polizia, tra cui quelle della scientifica. Nessun segno di violenza sul corpo di Gianfranco, ma Rosa Rita ha il cranio fracassato. Sarebbe stata uccisa con un attizzatoio di ferro, che gli investigatori hanno trovato sporco di sangue e capelli vicino al camino. Ma insanguinati sono anche i cuscini della sala, una fruttiera (che con dei guanti all’interno era nascosta in un armadio del corridoio) e le piastrelle della cucina. Lì Rosa Rita sarebbe stata uccisa, mentre era di spalle, vicino al tavolo da pranzo. Morta il 29 novembre, dodici ore dopo il decesso del marito. Per cause naturali, stando ai primi accertamenti del medico legale che nell’obitorio di san Lazzaro ha eseguito l’autopsia. Ma i dubbi non verranno sciolti prima di sessanta giorni, quando i quesiti posti dalla magistratura, come gli esami tossicologici, troveranno finalmente una risposta.

La fuga di Ermanno non è invece durata che trentasei ore. La polizia di frontiera lo ha fermato alla stazione di Ventimiglia il 15 dicembre, con in tasca un biglietto per la Francia. Per nove giorni è stato rinchiuso nel penitenziario di Imperia, dove i magistrati (davanti ai quali Fieno ha sempre fatto scena muta) hanno prima convalidato il fermo e poi disposto la custodia cautelare in carcere. All’antivigilia di Natale è stato trasferito a Viterbo, nel reparto infermeria di Mammagialla. E per la prima notte, quella tra il 23 e il 24 dicembre, è stato anche sorvegliato a vista 24 ore su 24. Secondo l’avvocato Enrico Valentini, che lo difende insieme al collega Samuele De Santis, “sta iniziando a rendersi conto della situazione in cui si trova. Ma è ancora confuso e frastornato, e ha capito che la vicenda ha avuto un impatto mediatico fortissimo”.

E dopo avergli fatto recapitare in carcere dei nuovi vestiti e nell’attesa di un nuovo colloquio con il 44enne, ieri l’avvocato Valentini ha “parlato informalmente con il procuratore Paolo Auriemma”. Ma sul delitto di via santa Lucia “non ci siamo sbottonati – sottolinea il legale -. In questa fase sia noi che la procura, che sta lavorando con serietà, cautela e intelligenza per far luce, come pure noi desideriamo, sul caso, ci troviamo tra coloro che son sospesi, ovvero in attesa della decisione del gip di Viterbo e degli esiti dell’autopsia”. L’incontro è stato confermato anche dal procuratore Auriemma, che ribadisce esserci stato “solo un rapido scambio di battute nei corridoi di via Falcone e Borsellino. Di ufficiale e formale non c’è stato nulla, tantomeno sulla vicenda dei coniugi Fieno”.

Intanto sembrerebbe non arrivare prima del nuovo anno la decisione del gip di Viterbo, che molto probabilmente confermerà la misura di custodia cautelare in carcere del giudice di Imperia. La richiesta della procura è già stata depositata, venerdì scorso. E solo dopo la decisione del gip, gli avvocati De Santis e Valentini potranno visionare il materiale probatorio raccolto durante le indagini. E in caso ricorrere al tribunale del Riesame, chiedere un incidente probatorio e nominare un consulente di parte per sottoporre Fieno a un’eventuale perizia psichiatrica che valuti le sue capacità di intendere e di volere.

Il 44enne invece, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati di Imperia, sembrerebbe stia aspettando l’interrogatorio dei magistrati inquirenti. È indagato per omicidio volontario aggravato, per aver cagionato la morte dei genitori. Accusa che potrebbe però cambiare all’esito dell’esame autoptico, qualora venisse confermata la morte per cause naturali del padre.

Raffaele Strocchia


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente [9] – I funerali dei coniugi Fieno [10] – Le testimonianze dei vicini [11] – La polizia al lavoro [12] – Trovati morti in casa [13] – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [14] – L’arresto di Ermanno Fieno [15] – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro [16] – Tragedia in via Santa Lucia [17] – Coppia uccisa in casa [18]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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