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Duplice accoltellamento al Carmine - In aula la testimonianza di uno dei poliziotti che presero parte alle ricerche del fuggitivo

“Furono ore di caccia all’uomo nella notte”

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co) – “Furono ore di caccia all’uomo nel cuore della notte”. E’ la testimonianza di uno dei poliziotti della questura che trascorsero buona parte della notte tra sabato 6 e domenica 7 ottobre 2012 seguendo le tracce di un 27enne afghano che nel cortile di un condominio del quartiere Carmine-Salmaro aveva appena ridotto in fin di vita un 17enne con un fendente all’addome e ferito a una mano un suo amico 21enne intervenuto per difenderlo.

Lo straniero, inizialmente indagato per tentato duplice omicidio, è sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi per lesioni personali aggravate.

L’episodio suscitò grande allarme in città. “Si tratta di un fatto molto grave”, ha sottolineato il magistrato furante l’udienza di lunedì, la prima del processo, invitando le parti a stringere i tempi per arrivare il prima possibile alla sentenza. Tanto più che una delle due vittime, il 17enne che ebbe la peggio, nel frattempo è deceduto per altri motivi, in tragiche circostanze, e per lui si sono costituiti parte civile i genitori, assistiti dagli avvocati Fabrizio Ballarini e Lara Stefani. 

Di quella caccia all’uomo che tenne sveglio il capoluogo ha raccontato un investigatore: “Era circa mezzanotte quando i colleghi del turno smontante ci dissero di cercare un’Alfa Romeo condotta da un’altra persona, a bordo della quale il sospettato si era dato alla fuga – ha raccontato il poliziotto – il personale della questura era tutto fuori, che stava passando al setaccio la città. Dalla periferia di Viterbo al centro storico, eravamo dappertutto. Ma niente.

A un certo punto abbiamo individuato l’auto, parcheggiata e chiusa a chiave a piazza della Rocca. Verso le 3 di notte si sono avvicinati due giovani che, alla nostra vista, sono scappati piedi verso via III Reggimento Granatieri di Sardegna, poi in via del Pavone e tra i vicoli di San Faustino, dove la macchina non riusciva a passare. Allora io gli sono corso dietro a piedi, ma l’attuale imputato è riuscito a seminarci, mentre il proprietario della macchina, un italiano, sono riuscito a catturarlo”. 

Il giudice Autizi ha disposto l’acquisizione del fascicolo relativo al riconoscimento fotografico dell’aggressore da parte del 17enne e anche le sommarie informazioni rilasciate da quest’ultimo. Gli avvocati di parte civile, nel frattempo, hanno consegnato al magistrato la cartella clinica del giovane, dall’ingresso al pronto soccorso, al ricovero a Belcolle, alla convalescenza dopo le dimissioni dall’ospedale. 

Il processo riprenderà il 5 aprile 2018, quando saranno sentiti altri tre testimoni dell’accusa. 

10 dicembre, 2017

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