- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

“I corpi nel cellophane per cancellare l’omicidio dalla mente…”

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

Paolo Crepet [3]

Paolo Crepet

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia [4]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno [5]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia - L'intervento dei vigili del fuoco [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’intervento dei vigili del fuoco

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia - La polizia scientifica [7]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – La polizia scientifica

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - I funerali di Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [8]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – I funerali dei coniugi Fieno

Viterbo – (r.s.) – Non solo morti. I coniugi Fieno li hanno trovati anche avvolti nel cellophane, fissato con dello scotch all’altezza di collo, fianchi e caviglie. Ma perché? Un macabro rituale ispirato al libro horror Il grande dio Pan? Perché Ermanno, il figlio presunto omicida, dei cadaveri di Gianfranco e Rosa Rita se ne sarebbe prima o poi disfatto? Perché ne voleva ritardare la decomposizione? Per non sentire l’odore della morte? Per lo psichiatra Paolo Crepet l’avvolgere i cadaveri in delle buste di plastica o, come in questo caso, in delle pellicole da imballaggio è “una consuetudine negli omicidi, perché chi li commette non vuole più vedere ciò che ha fatto”.

Una consuetudine, come ricorrenti sono i delitti in famiglia. Tra le mura di casa. “Tutt’altro che rari”, li definisce lo psichiatra. Ma perché avvengono? “Per questioni, motivi diversi – spiega Crepet -. Rispondere al perché di un omicidio è sempre molto difficile, molto complicato. Bisognerebbe fare prima una perizia sul presunto omicida”.

In questo caso il presunto omicida si chiama Ermanno Fieno, il figlio 44enne che viveva con la coppia di anziani. Per due settimane avrebbe dormito nell’appartamento di famiglia, al secondo piano del civico 26 di via santa Lucia, con i cadaveri dei genitori chiusi nella camera matrimoniale. Lì gli inquirenti li hanno trovati. Lui disteso sul letto, con il vestito nero addosso, le scarpe ai piedi e le mani incrociate sul petto. Lei ai piedi del letto, a terra, con la testa appoggiata su un plaid ripiegato più volte. Tapparelle abbassate e finestre aperte. Sui comodini dei deodoranti per ambienti temporizzati, che entravano automaticamente in funzione ogni quindici minuti.

Gianfranco Fieno, stando ai primi accertamenti del medico legale che nell’obitorio di san Lazzaro ha eseguito l’autopsia, è morto per cause naturali. Ma risposte certe arriveranno solo tra sessanta giorni, forse novanta, quando i quesiti posti dalla magistratura, come gli esami tossicologici, troveranno finalmente una risposta. Rosa Rita Franceschini sarebbe invece stata uccisa con una raffica di colpi alla testa. Inferti con un attizzatoio da camino mentre era di spalle, vicino al tavolo della cucina. Morti a dodici ore di distanza l’uno dall’altra: il 28 novembre lui, il 29 lei. Ma nessuno fino alla sera del 13 dicembre, quando i cadaveri sono stati ritrovati, si sarebbe accorto dell’assenza dei coniugi. Perché? Per i difensori di Ermanno, gli avvocati Samuele De Santis ed Enrico Valentini, “è un dramma della solitudine”.

Un dramma che il 44enne avrebbe raccontato ai suoi legali per più di quattro ore tra le mura del carcere di Imperia, dove è rinchiuso da una settimana. Un racconto duro e intenso, in cui avrebbe detto che “quelli in cella non sono i giorni più duri” della sua vita. E ha riavvolto il nastro, sviscerando gli ultimi vent’anni della sua vita. I rapporti con la madre e con il padre. E quelli con i fratelli, che nel tempo si erano diradati. Rapporti su cui ora gli avvocati stanno puntando, per definire la loro strategia difensiva. A partire dall’ultimo impiego stabile di Ermanno in uno studio notarile di Vetralla, da cui sarebbe poi stato allontanato.

Fieno, dopo una fuga di appena trentasei ore, è stato fermato venerdì scorso alla stazione di Ventimiglia, mentre era diretto in Francia. Rinchiuso nel carcere di Imperia, verrà presto trasferito a Mammagialla. Ma intanto la procura di Viterbo, procuratore Paolo Auriemma e sostituto Chiara Capezzuto, dovrà procedere a una nuova richiesta d’arresto. Richiesta che sarebbe già pronta.


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente [9] – I funerali dei coniugi Fieno [10] – Le testimonianze dei vicini [11] – La polizia al lavoro [12] – Trovati morti in casa [13] – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [14] – L’arresto di Ermanno Fieno [15] – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro [16] – Tragedia in via Santa Lucia [17] – Coppia uccisa in casa [18]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [19]
  • [1]
  • [2]