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I difensori di Fieno: “Infondata l’accusa di duplice omicidio”

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Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno [3]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

L'avvocato Samuele De Santis [4]

L’avvocato Samuele De Santis

Enrico Valentini [5]

L’avvocato Enrico Valentini

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo - Delitto di Santa Lucia - L'intervento dei vigili del fuoco [7]

Viterbo – Delitto di Santa Lucia – L’intervento dei vigili del fuoco

Viterbo – Ermanno Fieno è ancora accusato di duplice omicidio. “Omicidio volontario aggravato, per aver cagionato la morte del padre Gianfranco e della madre Rosa Franceschini”, avrebbe scritto il gip di Viterbo nell’ordinanza d’arresto emessa ieri. “La misura di custodia cautelare in carcere – spiega l’avvocato Samuele De Santis che, insieme al collega Enrico Valentini, difende Fieno -, facendo riferimento ai primi risultati dell’autopsia, riporta che sul cadavere di Gianfranco Fieno non sembrerebbero esserci evidenti segni di violenza.

Quindi non sarebbe stata riscontrata, almeno preliminarmente, nessuna lesione che possa far pensare a un decesso in seguito a un’uccisione. Ma Ermanno Fieno è ancora accusato di duplice omicidio. Un’accusa che, per ora, appare infondata e immotivata, e che come difesa non possiamo far cristallizzare. Per questo non escludiamo di poter ricorrere al tribunale del Riesame”.

Gli avvocati hanno dieci giorni di tempo per impugnare la misura del gip di Viterbo. Quindi entro e non oltre il 9 gennaio. “Ma prima di ricorrere al tribunale della libertà – sottolinea il legale De Santis – dobbiamo lavorare e studiare tutte le carte e tutti gli atti del caso. Ma è certo che non possiamo far pendere su Fieno ancora un’accusa per duplice omicidio, soprattutto se questa appare immotivata e infondata. Quindi, in caso, proveremo a far riqualificare il capo di imputazione dai giudici del Riesame”.

Nelle otto pagine dell’ordinanza d’arresto il gip Francesco Rigato ripercorre quello che la stampa ha battezzato come il delitto di santa Lucia: dal ritrovamento dei cadaveri dei coniugi Fieno, avvenuto il 13 dicembre, al fermo del figlio, bloccato dopo una fuga di trentasei ore al confine con la Francia. Fino a quanto raccolto dagli inquirenti durante le indagini. “Nella misura cautelare il gip indica sia quelli che ritiene essere i gravi indizi di colpevolezza di Fieno, sia la sua pericolosità sociale – dice l’avvocato De Santis -. Fa cenno anche a una probabile reiterazione del reato e all’inquinamento delle prove, ma si sofferma sopratutto sul pericolo di fuga dell’indagato”.

Ermanno Fieno, 44 anni, è stato raggiunto dall’ordinanza d’arresto nel penitenziario di Viterbo. È già a Mammagialla perché su di lui già pendeva una misura di custodia cautelare in carcere: quella emessa dal gip Massimiliano Ranieri del tribunale di Imperia. In Liguria, per la precisione alla stazione di Ventimiglia, Fieno è stato fermato. Il 15 dicembre. Rinchiuso per nove giorni nel carcere di Imperia, il 23 dicembre è stato trasferito a Mammagialla, dove a inizio 2018 avrà un nuovo colloquio con i suoi avvocati. Il 44enne potrebbe poi chiedere ai magistrati inquirenti, procuratore Paolo Auriemma e sostituto Chiara Capezzuto, di farsi interrogare e raccontare la sua versione dei fatti.

Il 44enne avrebbe vissuto per due settimane con i cadaveri dei genitori in casa, un appartamento al secondo piano del civico 26 di via santa Lucia. I coniugi Fieno sono stati trovati avvolti nel cellophane, con la donna che presentava il cranio fracassato.


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente [8] – I funerali dei coniugi Fieno [9] – Le testimonianze dei vicini [10] – La polizia al lavoro [11] – Trovati morti in casa [12] – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [13] – L’arresto di Ermanno Fieno [14] – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro [15] – Tragedia in via Santa Lucia [16] – Coppia uccisa in casa [17]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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