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Bilanci di fine anno 2017 - Sindacati - Intervista al segretario della Cisl Fortunato Mannino che chiede di avviar progetti di sviluppo concreti e sostenibili per promuovere il territorio

“Il territorio torni a fare squadra”

di Paola Pierdomenico

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Viterbo - Fortunato Mannino, segretario della Cisl

Viterbo – Fortunato Mannino, segretario della Cisl

Viterbo – “Il territorio torni a fare squadra per progetti di sviluppo condivisi e sostenibili”. Per Fortunato Mannino, solo così la provincia potrà rialzare la testa dopo la crisi economica. Il segretario della Cisl ribadisce la necessità di tavoli di lavoro per intervenire su alcune priorità che diano respiro al territorio promuovendo le eccellenze a dispozione. 

Che anno è stato il 2017 per la Tuscia?
“Non è andato come sta andando nel resto d’Italia – dice Mannino – perché la nostra provincia, a differenza delle altre, ha un’economia basata su piccole e medie imprese che, a difficoltà, hanno agganciato la ripresa. Tutto sommato, un margine di miglioramento c’è stato e lo dimostra il numero di disoccupati che è diminuito, visto che l’Inps ha fatto meno Naspi, ossia le indennità di disoccupazione.

Certo, la situazione non è ottimale e bisognerebbe impegnarsi di più, facendo squadra e tavoli tematici per lo sviluppo, come quelli che sono stati avviati con la Provincia che pian piano deve riprendersi il ruolo di guida che gli è stato tolto. Devono essere coinvolti imprenditori, forze economiche e sindacali, senza dimenticare l’università per ripartire da progetti concreti e sostenibili. Il nostro territorio deve tornare a esprimere le sue potenzialità”.

Quest’anno molte aziende hanno chiuso o hanno subito pesanti crisi.
“L’impatto della crisi che ha colpito il tessuto industriale del nostro territorio lo scorso anno è minimo perché il polo ceramico di Civita Castellana è tornato a produrre delle eccellenze e ha conquistato il mercato americano. Nello stesso tempo però, aziende e pezzi di storia della nostra provincia come la Maico e l’Alta hanno chiuso. Ed è qui che la politica deve interrogarsi e prendere provvedimenti per riportare gli investitori sul territorio, mantenendo forte quello che c’è già. Spero finisca presto il limbo in cui si trovano i lavoratori della Maico e per quanto riguarda quelli dell’Alta mi auguro che venga mantenuto l’impegno del sindaco Bigiotti di ricollocare i dipendenti in altre attività. La situazione non è bella”.

Come si fa quindi a invertire questa tendenza?
“Innovando, perché ci troviamo ad affrontare la rivoluzione dell’industria 4.0 e nella nostra provincia abbiamo vere eccellenze, come, per esempio, a Civita Castellana dove un’azienda è riuscita a brevettare uno scarico dell’acqua a tre litri invece che a sei. Un vero risparmio e una novità. Dobbiamo valorizzare queste unicità e uscire da una mentalità arcaica, restìa al cambiamento e incapace di andare al di là del proprio orticello e del proprio guadagno”.

Sulla Trasversale, qual è la posizione della Cisl?
“Abbiamo puntato tutto sulla Trasversale e sul raddoppio della ferrovia Viterbo-Roma. Anche la viabilità locale, però, è disastrata e si sente parlare spesso di incidenti per buche o mancanza di segnaletica. Bisogna quindi avviare anche una campagna seria di investimenti per intervenire”.

Ci si metterà mai un punto, si arriverà alla conclusione della Trasversale?
“Lo spero, anche se finché non vedo non credo. Ero ragazzino quando se ne parlava e ora mi sono invecchiato… Ripeto, bisogna anche pensare ad ammodernare il manto delle nostre provinciali perché non solo la Trasversale, ma tutte le strade portano turismo e dobbiamo migliorare il modo in cui raggiungere le nostre città e le bellezze dislocate in tutto il territorio”.

La sanità è una delle battaglie da sempre portate avanti dalla Cisl.
“E’ vero e tanto è stato fatto, insomma si è iniziato col piede giusto, a partire dall’abbattimento delle liste d’attesa che danno certezze ai malati ed evitano la mobilità passiva, ma ancora c’è da fare. Con la Asl si è avviata una buona sinergia e le nostre istanze sono state ascoltate. Ora l’importante è valorizzare le eccellenze e portare a termine le assunzioni per garantire il diritto alla sanità dei cittadini. Bisognerà poi visionare il funzionamento delle case della salute nate per decongestionare il pronto soccorso di Belcolle. Vigileremo per vedere se in effetti vengono offerti tutti i servizi di cui si parla”.

Il settore del turismo, come svilupparlo al massimo?
“E’ il vero volano di sviluppo della nostra provincia, però bisogna stargli dietro, valorizzando le nostre bellezze, attraverso per esempio lo sviluppo di alberghi diffusi per creare indotto. Il punto centrale è poi lo sviluppo del termalismo, perché ancora non abbiamo capito che è un settore strategico. Amministrazione e imprenditori devono fare squadra. Infine, sui grandi eventi, che portano migliaia di persone in città con un conseguente guadagno, per evitare che vengano usati in maniera sbagliata, la Cisl ha proposto la stipula di un protocollo d’intesa tra organizzatori, comune e sindacato per evitare il ‘dumping contrattuale’. Nessuno ha ancora aderito alla proposta, perché forse la ritengono superflua, quando invece, eviterebbe un alto tasso di vertenzialità”.

Il prossimo anno si va al voto.
“Auspico una campagna elettorale sobria e che il vincitore possa essere messo nelle condizioni di governare. A Viterbo, ci sono diversi candidati, tutti di spessore, l’importante è che abbiano come faro il bene del territorio e che si presentino con un programma credibile”.

Che prospettive per il 2018?
“Spero sia un anno migliore, ma comunque sullo stesso trend positivo di questo appena passato, per agganciare la ripresa, pur lenta, e sviluppare le eccellenze. Serve un progetto condiviso serio – conclude Mannino – ed è importante che si faccia squadra tra tutti gli attori coinvolti nello sviluppo del territorio per evitare di continuare a brancolare nel buio”.

Paola Pierdomenico

31 dicembre, 2017

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