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Tribunale - E' stato condannato a quattro mesi

Insulti razzisti, per vendicarsi tende un agguato con la roncola

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

La caserma dei carabinieri di Bomarzo

La caserma dei carabinieri di Bomarzo

Bomarzo – (sil.co.) – I ragazzi del circolo lo prendono in giro, lui non ci vede più e decide di farsi giustizia da solo aspettandone uno sotto casa con la roncola. 

Se ne è accorta in tempo una vicina che verso la mezzanotte del 9 luglio 2014, affacciandosi dalla finestra, ha visto passare un’ombra sotto casa, un uomo incappucciato diretto verso una villetta quadrifamiliare adiacente alla sua abitazione alle porte del centro abitato di Bomarzo. 

Scattato l’allarme al 112, sul posto si sono precipitati i carabinieri della locale stazione che, nel buio della notte, hanno fatto in tempo ad avvistare l’uomo mentre cercava di scappare scavalcando la recinzione. 

“Ci siamo accorti che aveva qualcosa in mano. Non sapendo se si trattasse di un’arma, ho sparato un colpo di pistola in aria per convincerlo a fermarsi”, ha raccontato al giudice Silvia Mattei l’ex comandante della stazione dei carabinieri, ricostruendo l’operazione. 

Il fuggitivo a quel punto si è bloccato, gettando a terra una roncola e i guanti che indossava. “Allora abbiamo visto che non era un ladro, ma un romeno del paese, conosciuto alle forze dell’ordine, perché strano e perché spesso vittima di prese in giro da parte dei ragazzi del posto – ha spiegato il militare – un tipo particolare, seguito dalla Asl, che diceva di sentirsi preso di mira da continui commenti e insulti a sfondo razzista per via della sua nazionalità. Soprattutto da uno dei giovani della comitiva, quello residente nella villetta quadrifamiliare”.

Sarebbe successo spesso in quei primi giorni d’estate di tre anni fa. Fino a quella sera che chissà come sarebbe potuta finire, se la vicina della vittima non lo avesse visto e non avesse fatto scattare l’allarme, pensando a un ladro solitario. 

“Gli girava di fare così, era minaccioso – ha concluso il maresciallo – ha detto che aveva preso la roncola perché voleva spaventarlo”. 

Denunciato a piede libero per porto di arma impropria, l’imputato, che non era presente in aula, è stato condannato ieri dal giudice Silvia Mattei a quattro mesi e a una multa di 800 euro, con sospensione condizionale della pena. 

7 dicembre, 2017

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