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Viterbo - La ministra all'istruzione in provincia e poi all'Unione per lo spettacolo su Ati, incontra l'attrice Nancy Brilli

La scuola cambia, a spiegare come ci pensa Valeria Fedeli

di Giuseppe Ferlicca

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Valeria Fedeli, Nancy Brilli e Leonardo Michelini

Valeria Fedeli, Nancy Brilli e Leonardo Michelini

Nancy Brilli

Nancy Brilli

Valeria Fedeli e Nancy Brilli

Valeria Fedeli e Nancy Brilli

Vincenzo Ceniti

Viterbo – La ministra Valeria Fedeli in provincia

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

Giuseppe Fioroni e Andrea Egidi

Giuseppe Fioroni e Andrea Egidi

Valeria Fedeli e Luisa Ciambella

Valeria Fedeli e Luisa Ciambella

La ministra Valeria Fedeli a Viterbo

La ministra Valeria Fedeli a Viterbo

La ministra Valeria Fedeli a Viterbo

La ministra Valeria Fedeli a Viterbo

Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Andrea Egidi

Andrea Egidi

Giuseppe Fironi

Giuseppe Fironi

Viterbo – La scuola cambia. A spiegare come, a Viterbo arriva la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli.

Nel capoluogo, prima alla sala conferenze della provincia e poi al teatro dell’Unione. Per assistere allo spettacolo incentrato sulla principessa Ati.

In sala c’è anche l’attrice Nancy Brilli.

Saluta la ministra Fedeli e si complimenta con il sindaco Leonardo Michelini per l’Unione. È un teatro bellissimo”. Spiega Brilli al primo cittadino.

Pochi minuti e si abbassano le luci, si va in scena

Prima dell’Unione, l’incontro in provincia sulla scuola che cambia.

“I cambiamenti non riguardano solo la scuola – spiega la ministra alla sala conferenze della provincia all’incontro organizzato dal Pd– ma anche le imprese.

È un cambiamento orizzontale. Si pensa che solo la scuola si debba adattare ai cambiamenti del mondo del lavoro. Ma non è così.

Lavori innovativi, per i quali ci prepariamo oggi, non saranno più quelli che avremo fra dieci anni”.

Qualche strumento c’è. Ma va utilizzato nel modo giusto.

“L’alternanza scuola lavoro – osserva Fedeli – non è un tirocinio o uno stage, è una modalità didattica che altrove tutti hanno acquisito e non si fa solo nelle aziende private, ma pure nei comuni e nelle università”.

O gli Its: “Che sono istituti post diploma – continua Fedeli – che non sono accademici e sono altra cosa dalle lauree professionalizzanti.

Adesso abbiamo chiarito la differenza. Le lauree sono rivolte alla qualificazione degli ordini professionali, seppure non esclusiva”.

La sala conferenze della provincia è piena di addetti ai lavori, insegnanti, sindacalisti, qualche studente e diversi politici.

Si parla di Its, poli tecnici e alternanza scuola lavoro e su quest’ultimo aspetto c’è anche un esempio positivo. Ne parla Domenico Fortuna, titolare di un’impresa che opera nel comprensorio civitonico.

Al tavolo, Giuseppe Fioroni, Andrea Egidi, Luisa Ciambella ed Eugenio Stelliferi a coordinare gli interventi, mentre in prima fila, tra gli altri, il rettore Alessandro Ruggieri, il presidente della provincia Pietro Nocchi e il deputato Pd Alessandro Mazzoli.

E dopo il dovere, il piacere.

La ministra passa al teatro dell’Unione per assistere allo spettacolo realizzato da ragazzi allo Spazio Pensilina, nel corso del progetto Fragile maneggiare con cura.

Giuseppe Ferlicca


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16 dicembre, 2017

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