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Delitto di Santa Lucia - Le testimonianze dei vicini di casa di Ermanno Fieno, l'uomo indagato per la morte dei genitori

“Non li abbiamo mai sentiti litigare, lui era un solitario”

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Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - L'ingresso dell'appartamento dei coniugi Fieno

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’ingresso dell’appartamento dei coniugi Fieno

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - L'esame delle lenzuola

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’esame delle lenzuola

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - Fabrizio Tesi vicino di casa

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – Fabrizio Tesi vicino di casa

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - L'esame dei cestini attorno alla casa

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’esame dei cestini attorno alla casa

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Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - La polizia

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – La polizia

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo – (dan.ca) – Chiuso e introverso. Un “ibrido”, “una persona metodica”. Un tipo sulle sue, con qualche piccolo precedente penale alle spalle. Ogni tanto qualche debito. Cento, centocinquanta euro in prestito. Niente di che. Così lo descrivono tutti. Uno “normale”, come ce ne sono tanti. Buongiorno e buonasera. Nient’altro.

Multimedia: video I vicini  – video La polizia al lavoro – I rilievi delle forze dell’ordine – Coppia uccisa in casa – Tragedia in via Santa Lucia – Video

Ermanno Fieno, 44 anni, disoccupato, qualche debito qua e là. Ricercato dalle forze dell’ordine perché indagato per la morte di Gianfranco Fieno e Rosa Franceschini, 83 anni il primo, 71 la seconda, trovati privi di vita nella casa dove abitavano da circa vent’anni, nella tarda serata del 13 dicembre. Marito e moglie. Il giorno di santa Lucia, nel quartiere di santa Lucia, in via santa Lucia numero 26 a Viterbo.

Un piccolo quartiere di recente costruzione a ridosso dell’Ellera e Santa Barbara dove ci si arriva dalla Teverina, la strada che porta a nord della Tuscia. Palazzi venuti su nel corso degli ultimi trent’anni, alcuni ancora in costruzione. Circondati da parcheggi e prati dove le persone portano a passeggio i cani.

Gianfranco e Rosa erano i genitori di Ermanno Fieno. Gli ultimi avvistamenti del 44enne risalgono a mercoledì, giorno del delitto. La mattina in via Genova, la sera verso le otto e mezza dalle parti di santa Barbara. Sempre mercoledì in giornata avrebbe anche affittato una macchina.

“Se voi fate una ricerca su internet – sottolinea un vicino di casa – scoprirete tutto. Non su Facebook, ma su internet”. Qualche anno fa sarebbe pure “finito su Striscia la notizia per una truffa online. Se uno lo conosce è però una persona che ti apre la porta e fa tutto gentilmente. Ma l’abito non fa il monaco”.

Nessuno tuttavia accenna a scontri tra genitori e figlio. “Non li abbiamo mai sentiti litigare”, ripetono tutti

Quando i vigili del fuoco sono entrati dalla finestra del balcone al secondo piano della palazzina in cui abitavano i genitori di Ermanno Fieno, temendo forse una fuga di gas, li hanno scoperti distesi sul letto, disposti a elle  e completamente incelofanati. Immobolizzati come fossero due mummie.

“Aveva un carattere un po’ ambiguo – dice una signora residente in via santa Lucia 26 – un giorno gli andava bene, un altro no”. Non solo, ma “da quando il figlio aveva perso il lavoro, sua madre si era isolata molto. Vivevano tutti isolati dentro le quattro mura di casa. Nessuna vita di quartiere. È così che succedono poi le tragedie”.

A dare l’allarme è stata un’abitante del palazzo in cui vivevano i genitori di Ermanno Fieno. Da giorni non sentiva più nessun rumore, si è insospettita e ha chiamato uno dei familiari. Inizialmente pensava che Gianfranco e Rosa si fossero trasferiti dalla figlia per le basse temperature di questi giorni.

“Lo vedevo spesso in zona che faceva le faccende di casa – commenta Fabrizio Tesi che abita nello stesso palazzo dove sono stati ritrovati i cadaveri di Gianfranco e Rosa –. Andava a prendere l’acqua per i genitori. Tutto potevo pensare tranne che quello che è successo. Lui era una persona ‘ibrida’, entrava e uscita, ciao, ciao e basta, chiuso il discorso. Non ci siamo mai ‘scontrati’ su questioni di alcun tipo, nemmeno sulle problematiche riguardanti il palazzo. Ermanno è una persona metodica che fa sempre le stesse cose. I genitori invece non li vedevo affatto”.

Ermanno Fieno è un militante politico. Impegnato in passato nei movimenti civici viterbesi, frequentava formazioni politiche sia di destra che di estrema destra. Diversi, sul suo profilo facebook, i richiami alla Repubblica sociale di Salò e a Benito Mussolini.

Lo conoscevano bene anche i tassisti di Porta fiorentina. “Lui e i genitori – racconta un tassista – ci chiamavano praticamente tutti i giorni, speso due volte al giorno. Per tutti gli spostamenti che dovevano fare, anche per andare a fare la spesa, e capitava che litigassero o che lui li trattasse male. Un giorno me lo sono addirittura trovato sotto casa. Mi ha chiesto 150 euro in prestito, ma non glieli ho dati perché conosco un’altra persona che qualche tempo fa gli ha dato 100 euro e non li ha più rivisti”.

Daniele Camilli


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 dicembre, 2017

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