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Gradoli - Corte d'assise Il noto imprenditore è accusato coi figli e due medici di abbandono di incapaci in concorso, aggravato dalla morte di tredici pazienti ultraottantenni

Ospizio lager, pronto a farsi interrogare il gestore

 
 

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 
 

Franco Pacifici

Il sostituto procuratore Franco Pacifici

Gradoli – (sil.co) – Ospizio lager, pronto a farsi interrogare il gestore Franco Brillo. Con i figli Maurizio e Federico, il noto imprenditore umbro specializzato nel settore delle case di riposo per anziani, è finito sotto processo davanti alla corte d’assise con la grave accusa di abbandono di incapaci in concorso, aggravato dalla morte di tredici pazienti ultraottantenni. 

Al centro le note vicende del Fiordaliso di Gradoli e la serie di morti sospette avvenute nell’ex albergo trasformato in casa di riposo tra il 2009 e il 2010. Con i tre Brillo sono imputati il medico di base orvietano Ugo Gioiosi e la neuropsichiatra senese Lucia Chiocchi, anche lei pronta a farsi interrogare.

Dei cinque imputati, saranno solo in due, quindi, a difendersi in aula, in occasione dell’udienza già fissata per il 19 dicembre.

Brillo e i figli sono accusati anche di appropriazione indebita in quanto, secondo il sostituto procuratore Franco Pacifici, si sarebbero impossessati di 21mila euro di risparmi degli ospiti della struttura.

A distanza di sette anni, adesso il padre si dice pronto a farsi interrogare in aula e a difendersi davanti ai due giudici togati e ai sei giudici popolari che saranno chiamati a giudicare i cinque imputati. 

Gli ospiti, anziani non autosufficienti e pazienti psichiatrici anche di giovane età, sarebbero stati tenuti in locali non idonei, privi di riscaldamento, nutriti con cibi in scatola o scadenti, curati con medicinali scaduti, con un’inadeguata assistenza sanitaria.

Responsabili civili le Asl umbra e toscana d’appartenenza dei dottori. Parti civili i familiari di otto anziani deceduti.

Pochi giorni per sentire in aula la versione del principale imputato del processo.

Ci vorrà invece ancora tempo per conoscere l’esito della perizia super partes affidata dal tribunale alla dottoressa Aromatario per verificare il nesso di causalità tra le presunte carenze del Fiordaliso e i decessi. Il medico legale sarà sentita in aula il prossimo 27 marzo.

10 dicembre, 2017

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