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Rosa uccisa con uno spiedo di ferro

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Viterbo - Delitto in via Santa Lucia - La polizia scientifica [3]

Viterbo – Delitto in via Santa Lucia – La polizia scientifica

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - L'esame delle lenzuola [4]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’esame delle lenzuola

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - La polizia [5]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – La polizia

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - L'esame delle lenzuola [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – L’esame delle lenzuola

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia - La polizia scientifica [7]

Viterbo – Delitto in via Santa Lucia – La polizia scientifica

Viterbo – Sarebbe stata uccisa con dei violenti colpi alla testa Rosa Franceschini. Il medico legale, che fino all’una di giovedì ha svolto i primi accertamenti, le ha trovato due profonde ferite alla testa, provocate da uno spiedo di ferro per camini rinvenuto in casa.


Multimedia: video: I vicini  [8] – video: La polizia al lavoro [9] – I rilievi delle forze dell’ordine [10] – Coppia uccisa in casa [11] – Tragedia in via Santa Lucia [12] – Video [13]


Nessun segno di violenza sarebbe invece stato trovato sul corpo del marito. Gianfranco Fieno potrebbe essere morto per cause naturali. Ma al momento gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi perché risposte certe arriveranno solo dall’autopsia, che oltre a chiarire le cause del decesso dirà anche quando i coniugi sono morti. Presumibilmente martedì o comunque non più di due giorni prima il ritrovamento dei cadaveri, avvenuto mercoledì sera nell’appartamento al secondo piano del civico 26 di via Santa Lucia, a Viterbo.

I primi a entrare, intorno alle 22, sono stati i vigili del fuoco, che per accedere alla camera matrimoniale hanno dovuto sfondare una finestra. In casa non c’era nessuno, se non i corpi senza vita di Gianfranco, ex dipendente statale di ottantatré anni, e di sua moglie Rosa, di 71. Erano entrambi sul letto, avvolti nel cellophane. Lei con il corpo parallelo alla pediera. Lui con la testa sul cuscino, le mani incrociate, la giacca e la cravatta. “Un gesto di rispetto”, spiegano gli inquirenti.

I cadaveri erano stati sistemati a L, una posizione tratta dal “rituale” descritto nel libro horror Il grande dio Pan a cui uno dei figli delle vittime, Ermanno Fieno, martedì ha fatto riferimento su Facebook: “Dicono sia il libro più terrificante mai scritto – ha commentato -, vediamo se è davvero così…”.

La procura di Viterbo, procuratore Paolo Auriemma e sostituto Chiara Capezzuto, ha scritto il suo nome nel registro degli indagati per omicidio volontario. Le forze dell’ordine, con le volanti della polizia in testa, lo stanno cercando ovunque. In tutta Italia. Perché Ermanno Fieno, 44enne che viveva con i genitori, è irreperibile da più di 24 ore. Eppure i vicini lo avrebbero visto “in zona fino al pomeriggio”, oltre a descriverlo come “una persona solitaria”. Ora sono “sconvolti per la tragedia, e terrorizzati all’idea che possa tornare a casa”.

Il suo telefono cellulare risulterebbe staccato da quando i lampeggianti dei mezzi di soccorso hanno illuminato via Santa Lucia. Secondo gli inquirenti si sarebbe allontanato a piedi, anche perché l’auto non la usava mai. Ermanno Fieno si spostava sempre in taxi, che prendeva non meno di due volte al giorno.

Gli investigatori la stanno cercando anche con l’ausilio dei cani molecolari, capaci di individuare la presenza di una persona in un determinato luogo pure molte settimane dopo il suo passaggio.
Mercoledì sera la prima ad allertare i soccorritori sarebbe stata la figlia della coppia, che non riusciva più a contattare i genitori né ad entrare nel loro appartamento: la serratura era stata cambiata. Chiamato il fratello, le avrebbe frettolosamente detto di aver portato la coppia in una clinica per anziani. Poi ha riattaccato. Una telefonata particolare, talmente strana che ha spinto la donna a chiedere aiuto. Ma in serata la macabra scoperta.

In pochi minuti via Santa Lucia si è riempita di auto della polizia, tra cui quelle della scientifica. Fino alle 2 gli agenti, coordinati dal magistrato Chiara Capezzuto, hanno cristallizzato la scena del delitto per scongiurare un inquinamento delle prove. Ma ieri sono tornati nell’appartamento per dare il via ai rilievi. Non solo nell’abitazione, ma anche nelle immediate adiacenze della palazzina. Hanno usato pure il luminol, il composto chimico che permette di rilevare eventuali tracce di sangue, rinvenute soprattutto in cucina.



Intanto gli inquirenti hanno sentito come persone informate sui fatti i familiari delle vittime, gli amici e i conoscenti di Ermanno Fieno, per tentare di ricostruire le ultime ore di vita dei coniugi e gli ultimi movimenti del figlio. Ma anche per cercare di risalire al movente del delitto. Per gli investigatori il 44enne avrebbe ucciso la madre per motivi economici, dopo la morte naturale del padre. La sua idea iniziale sarebbe stata quella di occultare il cadavere dell’uomo per continuare a riscuoterne la pensione. Ma quando Rosa si è opposta, sarebbe stata ammazzata. Colpita ripetutamente in testa con uno spiedo di ferro per camini.

Raffaele Strocchia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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