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Sangue anche in cucina

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Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - L'arresto di Ermanno Fieno [3]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo  di Ermanno Fieno – Foto Sanremonews

Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - L'arresto di Ermanno Fieno [4]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia [5]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - Il portone della palazzina [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – Il portone della palazzina

Viterbo - Duplice omicidio in via Santa Lucia - La pm Chiara Capezzuto [7]

Viterbo – Duplice omicidio in via Santa Lucia – La pm Chiara Capezzuto

Viterbo – Coniugi uccisi e avvolti nel cellophane, Rosa potrebbe essere stata uccisa in cucina. E’ la stanza dove più che in ogni altra si sarebbe trattenuta la polizia scientifica durante i rilievi di giovedì pomeriggio trovando evidenti tracce di sangue nonostante fosse tutto apparentemente in perfetto ordine e pulito.

Nel frattempo ha trascorso la sua prima notte in carcere nel penitenziario di Imperia Ermanno Fieno, il figlio 44enne della coppia di coniugi di 83 e 71 anni trovati cadaveri nella loro abitazione del quartiere di Santa Lucia la sera del 13 dicembre.

L’uomo sarebbe stato in procinto di aprire un’attività. 

Ieri, invece, dopo il mesto rito burocratico del riconoscimento delle salme a cui hanno preso parte gli altri due figli di Gianfranco e Rosa Fieno, fratello e sorella del principale indiziato del delitto, il professor Saverio Potenza dell’università di Tor Vergata ha eseguito l’autopsia. L’esame, iniziato alle 13,30 si è concluso alle 16,30, e i medici si sono presi sessanta giorni per rispondere ai quesiti della procura.

Multimedia: Il fermo di Ermanno Fieno [8] – video I vicini  [9] – video La polizia al lavoro [10] – I rilievi delle forze dell’ordine [11] – Coppia uccisa in casa [12] – Tragedia in via Santa Lucia [13] – Video [14]

Gli accertamenti col luminol sarebbero andati avanti in cucina per oltre un’ora e mezza e avrebbero evidenziato tracce di sangue compatibili con un assassinio o comunque con un episodio cruento. 

Nell’abitazione anche la presunta arma del delitto, un attizzatoio da camino, che sarebbe stato usato per colpire la donna, fracassandole il cranio. Nessun segno apparante di violenza, invece, sul corpo del marito. Lo spiedino di ferro è stato acquisito per ulteriori accertamenti dalla scientifica.

Scongiurato il rischio di inquinamento delle prove sulla scena del presunto crimine, nella mattinata di ieri la squadra mobile è invece tornata nell’appartamento al secondo piano del civico 26 di via Santa Lucia per la perquisizione.

Tutte le stanze della casa sarebbero apparse in perfetto ordine e pulite, con solo le ante dell’armadio nella camera da letto delle vittime leggermente aperte. 

Tutto in perfetto ordine anche nella camera da letto del presunto omicida, il figlio Ermanno Fieno. La stessa di quando era ragazzo, col letto singolo a ponte, una collezione di spade attaccate alle pareti, tantissimi libri gialli, thriller e horror.

Tra tanti il famoso volume “Il grande dio Pan”, l’horror che avrebbe ispirato la macabra ricomposizione dei cadaveri dei genitori sul letto, avvolti nel cellophane e posizionati a “elle”. Anche le salme dei genitori sono apparse in perfetto ordine sotto la pellicola. Ben vestiti, il padre in abito e cravatta, la madre con indosso un vestito elegante. 

Il volume citato su Facebook da Ermanno Fieno, apparentemente intonso, è stato sequestrato, assieme ad alcuni fogli manoscritti, dove Fieno avrebbe elencato una serie di libri.

Non sarebbero invece state trovate tracce dei presunti debiti accumulati dall’uomo. Che, anzi, sarebbe stato in procinto di dare vita a una società, per la quale il 44enne, disoccupato, si sarebbe impegnato, nonostante le difficoltà economiche, a reperire i finanziamenti.

Su un mobile della camera da letto, una serie di raccoglitori per i soldi spicci, con le monete accuratamente infilate ciascuna nell’apposito box. La sensazione, per gli investigatori, di trovarsi di fronte a una persona precisa, metodica, strutturata, organizzata. 

Prende sempre più piede, nel frattempo, il movente economico. Se davvero il padre, come sembra, è morto di morte naturale, il vedersi venir meno l’introito della pensione potrebbe avere spinto il figlio ad agire, illudendosi di potere nascondere i corpi dei genitori.

Al punto da cambiare la serratura della porta di casa e dire alla sorella che il padre e la madre si erano trasferiti in una casa di riposo. 

La famiglia avrebbe versato in condizioni critiche, nell’abitazione sarebbe stata tolta la fornitura d’acqua, il 44enne sarebbe andato tutti i giorni a piedi alla fontanella del piazzale della scuola Egidi, all’Ellera, per riempire le due ghirbe necessarie alla giornata.

Lo scorso 23 novembre,di buonora, Fieno, il cui profilo è quello di una persona insospettabile, sarebbe stato sorpreso a rubare una confezione di petti di pollo dal banco frigo di un supermercato di via Garbini. Non sarebbe stata la prima volta, i commessi lo avrebbero tenuto d’occhio, per cui sarebbe stato denunciato a piede libero.

Il 44enne, arrestato ieri dalla polizia di frontiera alla stazione di Ventimiglia mentre tentava di scappare in Francia, questa mattina alle 10 comparirà davanti al magistrato della procura di Imperia per l’interrogatorio di convalida.



Al momento del fermo non avrebbe proferito parola. Il difensore d’ufficio Samuele De Santis, accompagnato dal collega Enrico Valentini, è partito ieri alla volta del capoluogo ligure per incontrare prima il suo assistito con il quale finora non ha avuto alcun contatto. Qualunque sarà l’esisto dell’udienza, già in giornata Fieno, indagato per omicidio volontario, potrebbe fare rientro a Viterbo. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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