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Sutri - Parla l'ex moglie di un 34enne a processo per maltrattamenti in famiglia - Vittima anche il figlio di appena cinque anni - Per salvarsi si è rivolta a Telefono Rosa

“Ha scaraventato nostro figlio nella veranda per un capriccio”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Sutri – (sil.co.) –  “Ha scaraventato nostro figlio nella veranda per un capriccio”. Sarebbe l’ultimo atto messo a segno, l’estate scorsa in una villetta della zona residenziale di Sutri, da un marito diventato nel frattempo ex, colpito da decreto di allontanamento e finito sotto processo con giudizio immediato per maltrattamenti in famiglia. 

Vittima la giovanissima moglie, non ancora trentenne, e i due figli della coppia, un bambino di cinque e una bambina di tre anni. 

Ieri in aula la testimonianza fiume della donna. “Il primo schiaffo me lo ha dato il giorno che sono andata a provare l’abito da sposa”, ha raccontato la presunta vittima, diventata madre per la prima volta a 23 anni.

“Sono rimasta con lui sei anni per paura, mi aveva fatto il vuoto intorno, mi impediva di frequentare i miei familiari e le amiche, mi ha vietato di lavorare, mi ha sempre insultata e malmenata, anche in gravidanza. Fino al giorno in cui è prevalsa in me la madre e per i miei figli me ne sono andata, ho chiamato Telefono Rosa e su loro consiglio l’ho denunciato ai carabinieri”.

“Lui risolveva tutto facendo regali”, ha detto, raccontando al giudice Giacomo Autizi una serie infinita di angherie nei minimi particolari davanti all’imputato, un 34enne che per lavoro trascorreva il giorno a casa e la notte fuori.

Anche durante le due gravidanze.

“Ero incinta all’ottavo mese della secondogenita quando una sera, verso mezzanotte, davanti all’altro bimbo che piangeva disperato, mi ha dato così tanti schiaffi da riempirmi la faccia di sangue. Cercavo di ripararmi e vedevo le sue mani insanguinate, ho fatto un soffio e sputavo sangue. Nonostante la pancia, allora, mi sono buttata dalla finestra che dà sul giardino  in camicia da notte per chiedere aiuto, con lui che mi ha inseguita, presa per i capelli, fatta cadere a terra e mi tappava la bocca per non farmi urlare”.

Il figlio maschio ha una cicatrice sulla fronte: “Giocava con la sorellina che gli ha preso una macchinetta e lui la rivoleva indietro. Il padre allora l’ha presa e gliel’ha tirata in faccia ferendolo”.

“Se solo quel bagno potesse parlare”, ha proseguito. “Una volta, siccome il bambino faceva i capricci, mentre stavo lavando i piatti, lo ha portato in cameretta e poco dopo in bagno. Sentivo uno strano silenzio, allora sono andata a guardare, aveva la faccia piena di sangue che gli colava dal naso”.

La scorsa estate un “grido d’aiuto”. “Eravamo a tavola, lui mi ha tirato una bottiglia di aceto di mele, che si è rotta ai miei piedi. Ebbene, mio figlio, che di solito piangeva di fronte alle aggressioni, ha continuato a mangiare, come se niente fosse, in assoluto silenzio, allora ho capito che dovevo fare qualcosa“.

Poi l’episodio della veranda: “Il piccolo faceva i capricci, allora lo ha trascinato sul pavimento, ha aperto la porta che dà sulla veranda e lo ha sbattuto fuori. Sono accorsa da lui e mi ha detto ‘mamma, ho paura, lui è cattivo'”.

Durissima nei confronti della vittima la difesa: “Risulta che lei si sia sottoposta a un trattamento psicoterapico, che non abbia mai lavorato, non ha referti del pediatra che attestino i presunti maltrattamenti sul bambino, non si è rivolta a un centro antiviolenza nonostante gli operatori di Telefono Rosa gliel’abbiano proposto, non ha referti del pronto soccorso che dimostrino che ha ricevuto percosse”. 

“Avevo paura, mi aveva isolato, mi sono sposata a 22 anni, ne avevo 23 quando sono diventata mamma la prima volta e 25 anni la seconda, ho vissuto e vivo per i miei figli. E’ stato per loro che sono rimasta e per loro che me ne sono andata”, ha ribadito la donna, che al processo non si è nemmeno costituita parte civile.

In tribunale è venuta accompagnata dal padre, che non l’ha lasciata sola un attimo.

Il processo riprenderà il 22 marzo. 


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22 dicembre, 2017

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