Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il figlio, inizialmente accusato di tentato omicidio, ha patteggiato per lesioni gravissime

Tenta di dare fuoco alla madre, se la cava con tre anni

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

 

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta

 

Il pm Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

Viterbo – Picchia la madre ultraottantenne e la cosparge di liquido infiammabile tentando poi di darle fuoco, se la cava con tre anni.

Accusato inizialmente di tentato omicidio, reato poi riqualificato in lesioni gravissime,l’uomo ha patteggiato ieri davanti al collegio, usufruendo così dello sconto di un terzo della pena, come chiesto dal difensore Marco Valerio Mazzatosta e concordato col sostituto procuratore Massimiliano Siddi. 

Si è chiuso senza neanche cominciare il processo al viterbese di 43 anni, ai domiciliari da novembre dell’anno scorso, quando fu arrestato dalla polizia, intervenuta in una via del centro dove l’anziana vittima, in fuga dalla furia del figlio, che l’aveva aggredita in casa, è stata trovata riversa a terra in condizioni apparentemente disperate. 

Trasportata d’urgenza in ambulanza al pronto soccorso di Belcolle, le fu diagnosticata una frattura scomposta del femore, con una prognosi di oltre quaranta giorni.

Il figlio, secondo quanto appurato dagli inquirenti, l’avrebbe presa a calci e pugni, quindi buttata a terra a forza di spintoni, cospargendole il corpo di liquido infiammabile e usando quindi una serie di fiammiferi nel tentativo di darle fuoco, mentre la poveretta riusciva a guadagnare, tra le urla, la porta di casa, cercando rifugio in strada.

Sono state proprio le urla disperate dell’anziana a richiamare l’attenzione dei passanti che, alla vista della donna esanime a terra, hanno provveduto a chiamare immediatamente i soccorsi. Sul posto sono accorsi la polizia e il 118. 

Nonostante la feroce aggressione, la poveretta, una volta uscita dall’ospedale, ha perdonato il figlio e, non potendo più vivere insieme perché il 43enne è stato colpito da divieto di avvicinamento, è lei a pagargli l’affitto della casa dove sta scontando i domiciliari.

Una curiosità: l’uomo, come ha stabilito il tribunale, dovrà restare ai domiciliari fino al giorno della festa di Santa Rosa. Tornerà quindi in libertà il 4 settembre 2018 , vale a dire dopo meno di due anni. 

Silvana Cortignani

6 dicembre, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564