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Bilanci di fine anno 2017 - Sport - Calcio a 5 - Serie A2 - Intervista all'allenatore della squadra di Orte Emanuele Di Vittorio

“B&A sport non è un miracolo…”

di Alessandro Castellani
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Sport - Calcio a 5 - B&A sport - Emanuele Di Vittorio

Sport – Calcio a 5 – B&A sport – Emanuele Di Vittorio

Sport - Calcio a 5 - B&A sport - La squadra

Sport – Calcio a 5 – B&A sport – La squadra

Sport - Calcio a 5 - B&A sport - Di Vittorio e Brugnoletti

Sport – Calcio a 5 – B&A sport – Di Vittorio e Brugnoletti

Sport - Calcio a 5 - B&A sport - Di Vittorio, Brugnoletti e Alves

Sport – Calcio a 5 – B&A sport – Di Vittorio, Brugnoletti e Alves

Orte – Qualcuno lo chiama “lo Special One dei giovani”.

E in effetti, partita dopo partita, Emanuele Di Vittorio si sta dimostrando uno dei migliori allenatori di calcio a 5 italiani, soprattutto nel far crescere i talenti.

Da quando si è seduto sulla panchina della B&A Sport Orte di calcio a 5, un anno e mezzo fa, il tecnico romano è riuscito a portare una banda di ragazzini al vertice del campionato di Serie A2. Inoltre, con lo stesso gruppo di giocatori, ha anche conquistato lo scudetto Under 21, battendo squadre ben più blasonate. E non sembra per nulla intenzionato a smettere.

Di Vittorio ha il compito preciso di far crescere i talenti che vengono pescati in giro per il mondo dal fratello Gianluca, direttore sportivo della B&A Sport Orte, in modo che la società possa poi ricollocarli sul mercato delle grandi squadre. Per fare questo, si costruisce un gruppo che partecipi sia alla Serie A2 che ai campionati giovanili praticamente con gli stessi giocatori, facendo in modo che Di Vittorio possa seguire i ragazzi praticamente tutti i giorni della settimana.

I risultati stanno parlando chiaro. Rispetto all’anno scorso, la prima squadra è stata ulteriormente svecchiata, con la cessione di pezzi pregiati come Sanna, Varela e Rossi, ma la B&A Sport ha comunque chiuso il girone di andata in piena zona playoff.

Mister Di Vittorio, l’anno scorso i vostri risultati sono stati accolti con sorpresa, ma quest’anno vi state ripetendo, nonostante una rosa ancora più giovane. Allora non siete un miracolo.
“No, non siamo un miracolo. Siamo il frutto di un lavoro importante, che viene fatto giorno per giorno. L’anno scorso siamo arrivati ai playoff e non se l’aspettava nessuno, è vero, ma avevamo comunque dei giocatori importanti. Quest’anno abbiamo deciso di puntare ancora di più sui giovani, dei veterani è rimasto solo Batata, eppure siamo ancora lì”.

Il vostro segreto?
“Il lavoro. Noi curiamo in maniera maniacale ogni aspetto della squadra, compresa l’organizzazione societaria. Abbiamo delle idee precise e tutto funziona in base a quelle”.

L’anno scorso in squadra c’era Sanna, capocannoniere del campionato, che spesso riusciva a risolvere le partite da solo. Quest’anno, invece, manca un grande bomber, ma la B&A Sport sembra non risentirne affatto, visto che ha il secondo miglior attacco del torneo. Su cosa ha lavorato?
“Fin dall’inizio era chiaro che, non avendo più un giocatore da 40 gol come Sanna in squadra, sarebbe stato più difficile per noi arrivare a concretizzare delle situazioni importanti. Così ho puntato sulla responsabilizzazione del gruppo. In questa prima parte di stagione tutti i giocatori della rosa sono già andati in gol e questo, oltre a essere motivo di grande orgoglio per me, è importantissimo per i ragazzi, che si sentono tutti parte integrante del progetto e motivati a dare il massimo”.

La società ha già ribadito più volte che non punta alla promozione in A1. Tuttavia il 9 gennaio l’Orte giocherà in Coppa Italia contro una squadra della massima categoria, il Pesaro Fano, e sarà un test molto interessante. Quanta differenza c’è tra voi e loro?
“A livello di roster ed esperienza ce n’è sicuramente tanta, però anche noi abbiamo le nostre qualità. Durante la preparazione estiva abbiamo giocato diverse amichevoli con squadre di A1 e non abbiamo mai sfigurato. Anzi, qualche volte abbiamo anche vinto. È ovvio che non c’è paragone tra un’amichevole e una partita ufficiale, però per noi questa sfida sarà un’ottima occasione di crescita. E poi giochiamo a Orte, quindi ci teniamo a fare bella figura”.

La B&A Sport è campione nazionale Under 21. A partire da questa stagione, però, quel campionato non esiste più ed è stato sostituito dall’Under 19. Il vostro obiettivo rimane comunque vincere?
“Certo, non possiamo nasconderci. Abbiamo una rosa importante e i ragazzi che partecipano all’Under 19 sono praticamente gli stessi della prima squadra, quindi possono beneficiare di tanta esperienza in A2. Ripeterci non sarà facile, ma sicuramente vogliamo provare a farlo”.

Negli ultimi anni il calcio a 5 appare in grossa crisi dalla Serie A all’ultima delle categorie, con tante società che falliscono e non vengono rimpiazzate. Lei cosa ne pensa?
“Secondo me non è il calcio a 5 a essere in crisi. Il problema è più delle singole società, che in molti casi vogliono fare il passo più lungo della gamba e non lavorano nel modo giusto. Io credo che bisogna sempre fare i conti con quello che si ha, tenendo i piedi per terra. Non tutti hanno la possibilità di sostenere spese importanti e non sempre i giocatori valgono quello che vengono pagati: bisogna pensare a lavorare sul campo, a far crescere quello che si ha attraverso i settori giovanili. Se tutti facessero così, sono certo che tanti problemi non esisterebbero”.

La filosofia della B&A Sport Orte è quella di allevare giovani talenti per poi piazzarli sul mercato, cosa che avete puntualmente fatto l’anno scorso. Quanto rende questa politica sul piano economico?
“Chiaramente la nostra stagione non si finanzia solo con il mercato, ma la vittoria dello scudetto Under 21 ci ha permesso di vendere quasi tutti i giocatori migliori. Contemporaneamente, abbiamo acquistato nuovi giovani talenti, molti dei quali sono stati spediti a crescere nella nostra “cantera” della Virtus Romanina. Sono investimenti lungimiranti, ragazzi che in alcuni casi non hanno nemmeno 16 anni. Vengono seguiti passo passo nel loro sviluppo e poi, quando sono pronti, arrivano a Orte. Ad esempio nelle ultime settimane abbiamo promosso Meneguzzi, un classe ‘99 che si è inserito subito molto bene. Questa è la nostra politica: dopo la rinuncia alla A1 di qualche anno fa, la società ha deciso di cambiare totalmente strada e i risultati le stanno dando ragione”.

Alessandro Castellani


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5 gennaio, 2018

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