--

--

Pigi-Battista-560x60

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere - La riflessione di Anna Maria Meaccini

“Biotestamento, la più grande forma di rispetto della volontà dell’individuo”

Caffeina-Tutankhamon-9-11-18-560x80-ok

Anna Maria Meaccini

Anna Maria Meaccini

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Due fatti mi hanno colpito in particolare dell’anno trascorso:il silenzio sui dieci anni trascorsi dall’approvazione della moratoria universale contro la pena di morte da parte dell’Onu, su diretto interessamento dell’Italia: 18 dicembre 2007-18 dicembre 2017.

Mi ha colpito per più ordini di motivi, in quanto la pena di morte è presente ancora in diversi stati del pianeta, alcuni anche evoluti. Fu il Granducato di Toscana il 30 novembre 1786 a cancellare per la prima volta nel mondo la pena di morte su ispirazione di un milanese: Cesare Beccaria, il nonno materno di uno dei nostri più grandi scrittori. Un illustre letterato e giurista che tanto si prodigò con i suoi scritti per affermare l’inutilità della pena di morte e l’efficacia invece di pene severe e certe.

Non dobbiamo dimenticare questo, perché alla fine del 1700 siamo stati capaci di scrivere una pagina importante di civiltà della nostra storia, che pervase l’Europa e parte del mondo. Purtroppo troppo spesso fatti determinanti, che abbiamo saputo perseguire con grande lungimiranza ci sfuggono e quest’anno questa data è passata molto in sordina anche nelle istituzioni e si capisce anche perché.

Nello stesso tempo e un po’ negli stessi giorni, esattamente il 14 dicembre è stata approvata in Parlamento a larga maggioranza la legge sul biotestamento: il così detto rapporto di fine vita, mettendo a soluzione uno dei temi più delicati e nello stesso tempo più difficile dei nostri giorni. Una legge di civiltà e di dignità che vuole riaffermare in una società scientificamente avanzata e culturalmente evoluta, la centralità dell’individuo, attraverso il principio dell’autodeterminazione della persona.

Anche questa legge credo sia stata ispirata principalmente da un milanese: Umberto Veronesi, l’oncologo di fama mondiale, che oggi non c’è più, ma che molto ha lavorato come medico ed in Parlamento, prendendosi per questo non poche malevolenze, per dimostrare la grande importanza del biotestamento e della bioetica, rifacendosi al collega americano Potter.

Per concludere,mi sento di affermare che mentre la pena di morte è un omicidio volontario dello Stato nei confronti dell’umanità, il biotestamento è la più grande forma di rispetto della volontà dell’individuo, uomo o donna che sia.

Anna Maria Meaccini 

18 gennaio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR