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“Capace di agire con violenza del tutto sproporzionata…”

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Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno [3]

Sanremo – Delitto di via Santa Lucia – Il fermo di Ermanno Fieno

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia [4]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia

Viterbo - Delitto di Santa Lucia - Polizia e vigili del fuoco [5]

Viterbo – Delitto di Santa Lucia – Polizia e vigili del fuoco

Viterbo - Delitto di via Santa Lucia - La polizia scientifica [6]

Viterbo – Delitto di via Santa Lucia – La polizia scientifica

Viterbo – Ermanno Fieno è “socialmente pericoloso e capace di atti dai quali emerge la sua indole violenta e capace di agire con violenza del tutto sproporzionata, specie se si considerano le forze che possono essergli state opposte da una donna di 71 anni come la madre”. Il gip di Viterbo Francesco Rigato traccia l’identikit del 44enne indagato per la morte del padre Gianfranco e della madre Rosa Rita Franceschini, nelle tredici pagine dell’ordinanza d’arresto.

“La misura cautelare della custodia in carcere – spiega il giudice – è adeguata, e idonea ad arginare il concreto e attuale pericolo di recidiva. Oltre che proporzionata all’entità del fatto e della pena irrogabile in caso di condanna. La misura degli arresti domiciliari, sostanzialmente di natura fiduciaria perché largamente fondata sullo spontaneo rispetto delle prescrizioni impartite, non fornisce sufficienti garanzie di idoneità rispetto alle spinte criminali di cui l’indagato, palesemente privo di capacità autocontenitive rispetto alle pulsioni violenti, si è ampiamente dimostrato portatore”.

Ermanno Fieno è accusato di omicidio, perché ha “cagionato – sottolinea il gip – volontariamente la morte dei genitori”. “L’intero quadro ampiamente ricostruito – continua il giudice – evidenzia una chiara riconducibilità a Fieno del reato ipotizzato, quanto meno con riferimento a Rosa Franceschini”. La madre, trovata con il cranio fracassato. Il 44enne – prosegue il gip – “non ha, e d’altra parte non ha esternato nelle due occasioni che gli sono state offerte dall’interrogatorio davanti al pm e poi al gip (di Imperia, ndr), alcuna plausibile ragione per allontanarsi in tutta fretta da Viterbo, dopo essersi reso irreperibile anche per i fratelli, alla volta di Ventimiglia da dove intendeva partire per la Francia. Né si intravedono ragioni che consentano di spiegare, al contrario, la sua estraneità rispetto alla morte dei genitori. Nessun dubbio pertanto circa la attribuibilità del reato all’indagato e quindi sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza”.

Per il giudice Rigato, “il repentino allontanamento da Viterbo evidenzia la certa sussistenza del pericolo di fuga (di Fieno, ndr). Al di là dell’apparente indole mansueta, l’indagato denota una personalità spiccatamente violenta. Non solo ha infierito quanto meno sulla madre, ma non ha poi esitato a continuare a condurre la propria vita secondo le consuete abitudini. Anche allo scopo di guadagnare il tempo necessario per pulire l’abitazione e verosimilmente per organizzarsi al fine di sbarazzarsi dei cadaveri, scopo per il quale altrettanto verosimilmente il 2 dicembre 2017 aveva noleggiato un’auto. È evidente l’assenza di freni inibitori in capo all’indagato che non solo era abituato a mentire ai genitori in merito alle proprie condizioni economiche e lavorative, ma ha dimostrato di saper ben mentire ripetutamente anche ai fratelli che gli chiedevano informazioni sulle condizioni del padre e della madre, che con ogni verosimiglianza erano deceduti sin dal 28 novembre 2017″.


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente [7] – I funerali dei coniugi Fieno [8] – Le testimonianze dei vicini [9] – La polizia al lavoro [10] – Trovati morti in casa [11] – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini [12] – L’arresto di Ermanno Fieno [13] – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro [14] – Tragedia in via Santa Lucia [15] – Coppia uccisa in casa [16]


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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