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Canepina - Il 17 di gennaio alle 16 nel salone del Quarto Stato al Museo delle tradizioni popolari

“Commedie e commedianti”, al via la presentazione del libro

Canepina

Canepina

Canepina – Riceviamo e pubblichiamo – E’ stato il mio primo incontro con il popolo con il quale avrei poi passato questi quattro anni, e qualche mese.

Mi ci portarono alcuni amici, a Pianoscarano, dopo aver saputo che avevo accettato di passare un po’ di tempo a Canepina. Persi molto a causa del dialetto al quale non ero abituato.

Cercai comunque di entrare dentro l’animo, quello vero e autentico di un popolo tra le montagne dei Cimini. Non so se ci sono riuscito. Ancora mi sento inadeguato. Il dialetto è però la lingua degli affetti materni ed esprime le emozioni e il vissuto più di ogni altra cosa.

Non parlo questo dialetto, eccetto alcune frasi, ma lo capisco abbastanza bene, ora. Ed ha un sapore particolare che riconduce alla storia e alle fatiche di un popolo. Ci si sente il profumo del latino, dello spagnolo.

Forse scavando meglio ci si potrebbe vedere la lotta di tanta gente per la sopravvivenza, le speranze, i timori e le fragilità. Campo aperto per la ricerca antropologica e linguistica.

Il professor Galli ci guida in questo. Tanto di questo è restato a galla grazie al ‘Gruppo Spontaneo’ sorto nel maggio 1981, proprio mentre io iniziavo a lavorare in Canada. Vero movimento culturale che nella scia del teatro popolare sorto in Italia nel secolo XVII e poi diffuso in tutta Europa, sopravvive alla diceria che a Canepina le cose nascono e poi muoiono per mancanza di interesse.

Questa sembra una ‘diceria immortale’, un fiore all’occhiello del nostro paese. E che alcuni giovani stiano da un po’ di tempo interessandosi a farne parte, fa sperare nel futuro di uno spazio culturale a livello popolare, ma profondo nei suoi messaggi che educano e guidano.

Questa commedia dell’arte tutta italiana, ha anche in passato influenzato i lavori di Shakespeare, Molière, Goldoni… Altrove è restata a livello amatoriale tra amici che si incontrano con serietà e senso professionale, per divertirsi e educare allo stesso tempo. Scherzando, ma sul serio, ho anche proposto a questi amici ‘attori e attrici’ l’idea di educare alla fede attraverso la loro capacità di immedesimarsi nel vissuto della gente. Certamente farebbero molto meglio delle mie cosiddette ‘omelie o prediche’. Prima o poi, almeno una volta, ci proveremo.

Il 17 di gennaio presenteranno il secondo volume dei loro lavori: ‘Commedie e commedianti’. Alle 16 nel salone del Quarto Stato presso il Museo delle tradizioni popolari a Canepina. E se lanciassimo un concorso tra studenti, a premi, per la migliore idea da sviluppare poi in commedia?

Don Gianni Carparelli 

12 gennaio, 2018

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