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Delitto di Santa Lucia - Il 45enne accusato del duplice omicidio dei genitori ha chiesto carta e penna in cella

Ermanno Fieno scrive lettere alla compagna dal carcere

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Viterbo - Delitto di via Santa Lucia

Delitto di Santa Lucia – La palazzina dove Fieno viveva coi genitori

 

Viterbo - Via Santa Lucia - Duplice omicidio - La palazzina dove è avvenuto il delitto

Via Santa Lucia – Al secondo piano la finestra con la luce accesa della camera da letto delle vittime

 
Sanremo - Delitto di via Santa Lucia - Il fermo di Ermanno Fieno

 Ermanno Fieno il giorno del fermo a Ventimiglia

Ermanno Fieno

Ermanno Fieno in una foto del suo profilo facebook

Viterbo – (sil.co.) – Ermanno Fieno avrebbe chiesto carta e penna in cella per scrivere lettere dal carcere alla compagna.

E’ il figlio 45enne accusato del duplice omicidio dei genitori Gianfranco Fieno e Rita Franceschini, trovati morti e avvolti nel cellophane a Santa Lucia lo scorso 13 dicembre. 

L’uomo, recluso a Mammagialla dalla vigilia di Natale, nei giorni scorsi avrebbe manifestato per la prima volta la volontà di scrivere delle lettere dal carcere. Una facoltà concessa ai detenuti per “mantenere e rafforzare i legami con i membri della loro famiglia e con la comunità esterna, al fine di proteggere gli interessi dei detenuti e delle loro famiglie”. 

Ebbene, a distanza di quasi un mese dalla fuga e dal fermo alla stazione di Ventimiglia del 15 dicembre, dopo avere finora comunicato verbalmente soltanto coi difensori Samuele De Santis e Erico Valentini, avvalendosi della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati, adesso Ermanno Fieno avrebbe ripreso a comunicare con il mondo esterno mediante l’invio di corrispondenza. 

In particolare, avrebbe manifestato il desiderio di scrivere alla compagna, Alessia De Rubeis, con cui si trovava anche la sera del ritrovamento dei cadaveri dei genitori.

Fino a quell’ultima drammatica telefonata con la sorella, cui avrebbe tentato di raccontare l’ultima menzogna, e cioè che il padre e la madre erano ricoverati in una non meglio identificata clinica di Roma perché erano stati male. 

Dopo avere attaccato il telefono in faccia alla sorella che lo avvertiva che avrebbe chiamato i vigili del fuoco, dicendole “fate come vi pare”, sarebbe rimasto ancora per poco a casa della compagna, a casa della quale si era fermato a dormire la notte precedente. 

La mattina del 13 dicembre lei lo aveva accompagnato sotto l’abitazione dei genitori, poi si erano sentiti e visti più volte durante la giornata. La donna lo ha raccontato agli inquirenti che l’hanno sentita il 21 dicembre, quando ha spiegato che mentre lui parlava con la sorella gli tremava la voce “cosa questa che gli succedeva quando non diceva la verità”. 

Gli ultimi momenti trascorsi insieme dalla coppia prima che Fieno si desse alla fuga sarebbero stati momenti di tensione.

La compagna gli avrebbe chiesto perché, dato che le aveva detto che i genitori non erano stati bene, li avesse lasciati senza telefono, come aveva detto ai fratelli: “Mi rispondeva con una bugia – ha spiegato – dicendomi che avevano il telefono fisso, cosa che a me risultava non essere vera”.

L’ultima telefonata con la sorella l’ha fatta in giardino, presumibilmente per non far sentire l’ultima conversazione coi familiari infarcita di bugie alla fidanzata, nonostante il freddo pungente della serata.

Quando è rientrato in casa, la compagna avrebbe cercato di capire perché avesse mentito: “Ma lui si chiudeva e non mi parlava. Pochi minuti dopo si alzava di scatto e usciva dalla mia abitazione dicendomi che andava via perché doveva litigare con sua sorella e si prospettava una lunga nottata”.

Dopo un mese da quei drammatici momenti in cui, vistosi scoperto, mentre scambiava le ultime battute con la donna stava probabilmente già pensando a come darsi alla fuga, il 45enne avrebbe sentito l’esigenza di tornare a comunicare con la compagna. Non si sa se per chiederle scusa, perdono o per ribadirle il suo amore.

Un amore apparentemente incondizionato quello di Fieno per la donna, che sembrava avergli dato forza, serenità, ottimismo, la prospettiva di un futuro migliore. Un sogno bruscamente interrotto dal drammatico ritrovamento dei corpi dei genitori morti un paio di settimane prima e avvolti nel cellophane nella camera da letto piena di confezioni di deodoranti.

Ieri nel frattempo i difensori Valentini e De Santis hanno depositato il ricorso al tribunale del riesame contro l’accusa di duplice omicidio, contraddittoria secondo i legali con quanto contenuto nell’ordinanza dove in merito alla morte del padre si legge: “L’assenza di lesioni esterne non ha permesso di stabilire la causa del decesso, con conseguente rinvio al successivo esame autoptico”. 


Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 gennaio, 2018

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