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Schianto camper-camion - I ringraziamenti dei genitori di Davide Ciuffreda, il bimbo morto nell'incidente sulla Superstrada

“L’umanità e la tenerezza di chi ci è stato vicino hanno alleviato il nostro dolore…”

Davide Ciuffreda

Davide Ciuffreda

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

Viterbo – “Ricorderemo sempre la bella città di Viterbo, che avevamo scelto di visitare. Ma anche per ciò che ci è successo. Ci ha consolato l’umanità, la disponibilità e la tenerezza che le persone ci hanno dimostrato. Ognuno ha fatto la sua parte con il cuore. Offrendo vicinanza, competenza e affetto per alleviare il dolore fisico e psicologico che ci è stato imposto”. Michele Antonio Ciuffreda, il papà del piccolo Davide, morto nell’incidente sulla Superstrada, ringrazia quanti gli sono stati vicini. A nome suo e di sua moglie Antonella Incerti, rimasta ferita in quello scontro camper-camion. Ringrazia quanti sono stati vicini a lui e a sua moglie.

“Ringrazio ogni persona che ha fatto tanto per noi – continua Michele Antonio -. In particolare i pompieri, gli agenti della polizia stradale, l’equipe del pronto soccorso, della sala operatoria, della rianimazione e della chirurgia specialistica di Belcolle. Il personale ospedaliero ha dimostrato sempre affetto e amore, anche in condizioni di sovraffollamento dell’ospedale. In particolare ringrazio la famiglia del mio collega Corrado Garofalo, che mi ha ospitato a casa sua come un figlio. Ricambio a tutti l’affetto ricevuto.

La fede nel Signore Gesù che Davide, mio figlio, aveva nel cuore e voleva far conoscere a tutti, ci aiuterà sapendo che un giorno lo incontreremo in cielo. Durante l’ultimo giorno dell’anno Davide, a un suo amico, ha detto: ‘Amico mio tu devi conoscere Gesù nel tuo cuore, perché domani non sappiamo se ci saremo ancora’. Un insegnamento per tutti”.

Michele Antonio conclude affidandosi alle parole dell’apostolo Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio, affinché chiunque creda in lui non perisca, ma abbia vita eterna”.


Multimedia: video – Fotocronaca: Schianto camper-camion, morto bimbo – Scontro camper-camion


Il piccolo Davide Ciuffreda torna a casa.

La salma del bimbo di 10 anni morto nell’incidente del 3 gennaio sulla Superstrada, lascerà nel pomeriggio l’obitorio di Belcolle. In serata arriverà a Reggio Emilia, dove verranno celebrati i funerali tra chi lo ha amato e conosciuto. Ma non prima della prossima settimana. Papà Michele Antonio sta aspettare che le condizioni della moglie Antonella Incerti migliorino, affinché anche lei possa partecipare all’addio al loro bambino nella chiesa evangelica di Reggio.

Anche la donna, 49enne di Albinea, questo pomeriggio potrebbe lasciare il reparto di chirurgia di Belcolle, dove è ricoverata da venerdì dopo essere stata due giorni in rianimazione. Un viaggio in ambulanza fino a Reggio, dove resterà comunque in ospedale finché i medici non scioglieranno la prognosi.

La famiglia Ciuffreda era a Viterbo per le vacanze di Natale. La mattina del 3 gennaio Davide viaggiava con i genitori sul camper che doveva riportarlo a casa, e dove invece ha trovato la morte dopo lo scontro con un tir. Secondo le prime ricostruzioni della polstrada, il camper era in panne su un margine della superstrada, in direzione Orte. Accostato, per quanto possibile: in quel tratto della Orte-Civitavecchia, al chilometro 60+100 non ci sono piazzole di sosta. Il camionista che se l’è trovato davanti non è riuscito a frenare. Anche lui è finito in ospedale, oltre alla madre di Davide e al bambino, morto dopo i primi soccorsi.

La procura, pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

La notizia del terribile incidente ha scosso Viterbo, Albinea, dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove andava ad allenarsi. Una famiglia conosciuta: il padre è tecnico radiologo all’ospedale di Reggio, la madre infermiera, la nonna Ilde ha scritto libri sulla cucina reggiana.

Davide aveva mille passioni. Amava correre, nuotare, sciare e studiare. A Davide piaceva gareggiare, e andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento. Ma sulla pista d’atletica parlava spesso della sua scuola a Canali, frazione di Reggio. Raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria.

10 gennaio, 2018

 

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