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Liberi e uguali: “Riaccendermo i riflettori sulla riserva naturale di Tuscania”

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Tuscania

Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – “Liberi e uguali” intende denunciare e farsi portavoce presso la regione Lazio della problematica relativa alla riserva naturale di Tuscania concepita 1997 e mai nata.

La riserva naturale di Tuscania viene istituita con L.R. 6 Ottobre 1967 n°29 (B.U.R 10 N0vembre 1997, n.31 S.O. n.2) si estende per 1901 ettari lungo il fiume Marta e in essa risulta compreso anche il centro storico del comune di Tuscania. La riserva è nata sulla carta ma giace, da sempre, nel più completo abbandono.

L’ente gestore è la provincia di Viterbo che, in collaborazione con il comune di Tuscania avrebbe dovuto “gestire, garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione del territorio e delle risorse naturali e culturali dell’area, tutelare gli habitat naturali, conservare le specie animali e vegetali, promuovere lo sviluppo economico e sociale delle comunità interessate e valorizzare le risorse naturali a fini educativi e ricreativi”.

Di quanto citato nulla è stato attuato e nelle suddette aree territoriali è visibile un concreto stato di abbandono, un esempio di questa condizione risiede nella presenza di “discariche” a cielo aperto nel bel mezzo della natura, dove gli incivili scaricano rifiuti come frigoriferi, imballaggi di polistirolo, barattoli contenti oli esausti e rifiuti chimici, ecc…

In merito al rischio ecologico va ricordata la presenza, all’interno dei territori della riserva naturale, di una cartiera ormai da anni abbandonata assieme a tonnellate di materiale di scarto industriale (pulper). I rifiuti della cartiera si trovano, come anche lo scheletro dell’intera struttura, in balia degli agenti atmosferici senza alcun tipo di contenimento fisico dei materiali.

Qualora si verificasse un incendio le conseguenze sarebbero estremamente gravi e ricadrebbero sulla fauna, la flora e sulla popolazione del territorio, senza dimenticare che a poche decine di metri dalla ex cartiera scorre il fiume Marta, che continua il suo tragitto nell’entroterra fino al suo sfociare sul litorale Tarquiniese.

La mancata tutela delle aree naturali ha portato, nel corso del tempo, ad uno svilimento di questo patrimonio. All’interno della riserva, nel corso degli anni, sono stati creati sentieri non regolamentati abbattendo alberi di quercia secolari al fine di permettere un più agevole passaggio di mezzi agricoli e bestiame; anche alcune aree interessanti dal punto di vista archeologico sono state danneggiate a seguito di arature e lavori agricoli invasivi.

Se ciò che era stato prospettato, promesso e messo su carta più di vent’anni fa fosse stato realizzato, ad oggi, Tuscania vivrebbe sicuramente una differente condizione dal punto di vista turistico ed ambientale.

E’ giusto segnalare che gruppi di cittadini si sono impegnati al fine di far ripartire tali progetti, avanzando proposte nuove ed oramai sicuramente più appropriate; ma tutto cade nella palude delle amministrazioni, che tutto fa sparire. Nel febbraio 2017, un gruppo spontaneo di cittadini (ancora una volta), ha avanzato nuove ipotesi di sviluppo della riserva, corredate da una raccolta firme presentata al comune di Tuscania, da girare poi alla regione Lazio.

Alcuni dei punti e delle proposte presentate vengono qui riportate:
– trasferimento della gestione della riserva naturale dalla regione Lazio al comune di Tuscania,
– valorizzazione della riserva dal punto di vista turistico, economico, archeologico e produttivo,
– gestione dinamica delle problematiche legate al contenimento dei danni causati dalla fauna selvatica (ungulati) di concerto con gli organi competenti, associazioni venatorie e proprietari, attraverso catture, abbattimenti selettivi e altri metodi contenitivi,
– incentivazione dello sviluppo della riserva mediante sentieri, piste ciclabili, ippovie e percorsi blu,
– ampliamento delle normative legate al Psr dirette al finanziamento mirato alle coltivazioni a perdere,
– stipula di convenzioni tra ente gestore, enti di competenza e i proprietari di terreni dove siano presenti siti archeologici,
– creazione di zone cuscinetto tra la riserva naturale e le aziende faunistico venatorie adiacenti,
– bonifica e messa in sicurezza dell’insediamento industriale ex cartiera.

“Liberi e uguali” si impegna con tutta la cittadinanza a portare in discussione alla regione Lazio le proposte avanzate.

Liberi e uguali


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