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Battaglia elettorale - Politiche e regionali - La giornata tra dibattiti e iniziative

Marchetti (Lista civica per Zingaretti): “Mi impegnerò per la mia comunità”

 

Paola Marchetti e Massimiliano Smeriglio

Paola Marchetti e Massimiliano Smeriglio

Silvia Blasi

Silvia Blasi

Bassano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’iniziativa di sabato a Viterbo con Nicola Zingaretti, per il programma della lista civica Zingaretti presidente, Paola Marchetti, candidata per il Consiglio della Regione Lazio è ritornata da subito al lavoro sul territorio.

È proprio l’amore per la sua gente e per la sua terra che l’ha spinta ad accettare la candidatura.

“Come sempre ho fatto nella mia vita, voglio impegnarmi direttamente, mettendoci la faccia, per dare un contributo al miglioramento delle condizioni di vita della mia comunità.

Per me la politica significa esserci, mettersi a disposizione di chi ha bisogno, ascoltare, provare a mettersi in gioco direttamente.  Quelli che mi conoscono sanno che su di me possono sempre contarci.

Ecco, con la stessa serietà e coerenza, dico loro datemi la possibilità di essere eletta per far sentire la vostra voce, le vostre istanze, i bisogni del nostro territorio” queste le sue appassionate parole.

Forte è la volontà di continuare e rafforzare con maggiori strumenti e con coerenza le sue battaglie e il desiderio di essere parte di una squadra che in questi anni ha trasformato la Regione.

“Non si può dimenticare che 5 anni fa, il Lazio era la Regione degli scandali, dei debiti, oggi, grazie al lavoro della giunta Zingaretti/Smeriglio è un’istituzione credibile, risanata, rispettata, in grado di offrire servizi e opportunità ai suoi cittadini”.

Tanti gli impegni che intenderà portare avanti, tra questi prioritari le politiche per i giovani e le donne.

Programmi come Torno subito, Riesco, Generazioni, dovranno essere estesi ed ulteriormente incentivati. Investire sui giovani significa investire sulla loro formazione, sul loro rafforzamento, sulla piena consapevolezza di se.

In questi anni, grazie al vicepresidente Smeriglio e ad una progettazione radicale dei fondi europei, sono state poste le basi per un lavoro che ha voluto puntare sulle persone, sugli individui.

Sarebbe importante che programmi innovativi come Fondo Futuro, il sistema di microcredito per le piccole imprese e per le attività commerciali, avessero ulteriore slancio, che la corresponsione delle borse di studio continuasse e fosse allargata, che strumenti di partecipazione, come l’istituzione dei consigli comunali dei giovani, venisse incentivata e perseguita in modo capillare.

In questi anni la Regione Lazio ha portato avanti una politica turistica di successo che ha permesso ad una realtà della provincia di Viterbo, come Civita di Bagnoregio, di decuplicare le presenze, diventando un esempio studiato in tutto il mondo.

Ecco, bisognerà fare in modo che quel modello favorisca la promozione turistica del territorio.
Coniugare la valorizzazione del Palazzo Giustiniani Odescalchi di Bassano Romano, della Faggeta di Bassano e di Oriolo, dell’anfiteatro di Sutri, di Palazzo Farnese a Caprarola, con un sistema ricettivo basato sull’Albergo diffuso, sulla messa a sistema e a reddito delle seconde case, sullo sviluppo di un turismo di qualità e tipicità, dove la bellezza dei nostri borghi vada a braccetto con la lentezza dei cammini e con la necessità di favorire un termalismo per tutti, generando più opportunità lavorative proprio nei territori.

Altre questioni prioritarie:
• Rilancio di una nuova politica per la casa.
• Nuovi servizi sanitari territoriali e abbattimento delle liste di attesa.

• Continuare ad investire in innovazione e servizi a sostegno della scuola pubblica.
• Accorciare le distanze territoriali con Roma e rispondere ai bisogni dei pendolari, potenziando la rete ferroviaria a partire dalla Roma Viterbo.

• Aprire nuovi centri antiviolenza, e garantire servizi efficienti e sempre più vicini che accompagnino la donna e non la lascino mai sola. Le donne in questo paese continuano a morire ed essere vittime di violenza.

• La Regione, grazie a Zingaretti, si è fatta promotrice di un’importante legge contro la violenza, ma servono anche strumenti concreti e più risorse.

Comitato elettorale Paola Marchetti Bassano Romano


La sanità laziale pesa per il 73 % sul bilancio regionale eppure in questi 5 anni di governo Pd-Zingaretti non c’è stato un miglioramento dei servizi e delle prestazioni offerte ai cittadini, per questo insieme a Roberta Lombardi, candidata presidente alla Regione Lazio ed Ernesto Cesarini, portavoce in consiglio comunale, abbiamo visitato l’ospedale di Tarquinia, un presidio storico molto importante per la diagnosi e il primo soccorso per una popolazione che raddoppia nei  mesi estivi.

Purtroppo l’ospedale, nonostante ingenti investimenti per la ristrutturazione, è stato fortemente depotenziato avendo perso nel tempo diverse strutture complesse, come ostetricia e ginecologia. 

Molti fondi sono stati investiti per realizzare il nuovo ingresso a fronte di scarse disponibilità per implementare l’organico sovraccarico per turni ed orari di lavoro. L’ospedale è completamente carente di ambulatori cardiologici mentre il pronto soccorso è in deficit di personale.

Siamo inoltre stupiti degli esosi affitti, pari a 125.000.000 annui, pagati dall’azienda di Viterbo per locare uffici ed ambulatori presso i locali dell’ex hotel Sporting, nonostante gli spazi liberi nell’ospedale. Durante la visita si è affrontata anche la questione della mancata assegnazione dei locali all’Avis di Tarquinia, chiusa da diversi anni e su questo punto la direzione aziendale non ha saputo indicare tempi e modalità certe.

Nonostante i tanti annunci elettorali di Zingaretti e del Pd, la sanità nelle province del Lazio è molto più costosa che nella metropoli, per esempio i residenti in provincia di Viterbo sono costretti a migrare nelle regioni vicine.

Nel complesso la Regione spende una cifra record pari a circa 300 milioni annui per la mobilità passiva. Da cittadina mi dispiace constatare che in 5 anni di governo Zingaretti abbia tagliato tanti nastri per inaugurare Case della salute o reparti solo per fare propaganda elettorale lasciando indietro anziani, disabili e malati cronici, come testimonia il rapporto Censis che calcola che circa 1 milione e ottocentomila cittadini laziali abbiano rinviato o rinunciato alle cure per difficoltà economiche.

Silvia Blasi
Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio

22 gennaio, 2018

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