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Elezioni regionali - Sergio Pirozzi a Viterbo taglia corto - Unico accordo possibile, con lui presidente

“Non aspetto il centrodestra e non ritiro la candidatura…”

di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - Sergio Pirozzi al Parco dei Cimini

Viterbo – Stefano Caporossi e Sergio Pirozzi al Parco dei Cimini

Sergio Pirozzi

Sergio Pirozzi

Sergio Pirozzi con il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci

Sergio Pirozzi con il sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci

Viterbo - Sergio Pirozzi al Parco dei Cimini

Viterbo – Sergio Pirozzi al Parco dei Cimini

Antonella Bruni

Antonella Bruni

Il pubblico all'incontro al Parco dei Cimini

Il pubblico all’incontro al Parco dei Cimini

Sergio Pirozzi

Sergio Pirozzi

Viterbo – “Corro fino alla fine, non ho intenzione d’aspettare il centrodestra”. Sergio Pirozzi arriva a Viterbo e mette subito in chiaro un punto: di ritirarsi dalla corsa per la regione Lazio nemmeno ci pensa.

– Fotocronaca: Sergio Pirozzi a Viterbo

Pur professandosi di centrodestra, questo “favore” alla parte politica che sente più vicina, non intende farlo. Spazi di manovra, sentendo il sindaco di Amatrice, sembrano essercene pochi.

“Io corro fino alla fine – dice Pirozzi – sono partiti i comitati spontanei e non ho intenzione d’aspettare il centrodestra, anche se io mi sento da quella parte”. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e gli altri sono ancora alla ricerca di un candidato alla presidenza e soprattutto di un’intesa. Mentre lui, con il suo movimento civico c’è.

“Se qualcuno viene e mi vuole parlare – continua Pirozzi – bene. Io ho sempre parlato con tutti”. Tuttavia: “Io vado fino in fondo”. La frase la ripete a più riprese. “Non aspettiamo quello che fanno o decidono ad Arcore, non ci frega niente”.

Una via più comoda comoda ha già scelto d’evitarla. “Se mi fossi voluto sistemare – sostiene Pirozzi – già starei in Parlamento, ma avrebbero sfruttato la faccia di un amministratore, alla ribalta per una tragedia e io sarei stato un numero. Penso che questa sia una battaglia da fare e la farò fino in fondo”.

Poi uno seppur piccolo spiraglio. “Se deve esserci un accordo, le carte le diamo noi. L’accordo è il programma, ci mettiamo a tavolino. Questi, e non qui ci metti tizio e lì sempronio. Non se ne parla. Hanno trovato la persona sbagliata, mai mi farò imporre un assessore. Semmai, mi daranno una rosa e io da lì posso scegliere”.

Di conseguenza, se accordo deve essere, è con il centrodestra che decide d’appoggiare Pirozzi alla presidenza della regione. E se dovesse saltare, come al momento sembra: “Guai a dire che sarò stato io ad aver fatto perdere il centrodestra. Perché io potrei pensare che ci sia un’intesa a tavolino per far perdere la regione, magari per far stare tutti beati. Maggioranza e opposizione”.

In sala, al parco dei Cimini, Stefano Caporossi che promuove il comitato nella Tuscia, si vede Gabriela Grassini, il sindaco di Soriano al Cimino Fabio Menicacci, Antonella Bruni del movimento animalista e c’è anche anche Lucio Matteucci più per la parte da tifoso, a salutare l’allenatore Pirozzi che non il candidato alla presidenza della regione. A fine incontro, un gruppo di gialloblù regala a Pirozzi una sciarpa della squadra.

“Io non ho problemi – dice ancora il sindaco di Amatrice – il lavoro ce l’ho. Concludo il mio mandato da sindaco e torno a fare l’allenatore, dove qualcosa di buono ho fatto”. Del suo comune, solo un accenno. “Perché non voglio che si usi come argomento. Sento parlare d’ambientalismo, la vulgata vuole che sia di sinistra. Una cazzata. Ambientalismo è il rispetto del tuo territorio.

Ad Amatrice costruiscono le case provvisorie e io ho detto che il comune non acquista i terreni, ma li prende in affitto per sette anni. Mi dicono ok e poi nella Finanziaria trasferiscono 530 moduli al patrimonio comunale. Ma una volta liberi, io che ci faccio? Avrò devastato un territorio”.

Pirozzi viene da un giro in alcuni comuni della Tuscia e dopo l’incontro, quattro passi in centro a Viterbo.

Ai presenti un invito: “Se mi date una mano sono contento. Se non me la date, non cambia niente per me. È un’opportunità. Non dobbiamo vincere per forza, dobbiamo vincere in modo corretto. Dobbiamo essere diversi dagli altri”.

Non risparmia bordate tanto a Nicola Zingaretti, attuale presidente della regione, quanto a Roberta Lombardi, candidata 5 stelle. “L’attuale presidente ha promesso l’assessorato ai piccoli comuni. Parlano tutti di queste cose ma il brevetto è stato sempre il nostro, dei sindaci che amministrano in determinate aree.

Zingaretti corre e dà gli ultimi resti, mance ai comuni. Invece Lombardi fa i sit in per l’aumento del pedaggio autostradale, quando invece serve capire se la convenzione per cedere le autostrade è fatta bene e se è puntualmente applicata”.

Per la chiusura si affida a termini che conosce bene. Quelli calcistici. “Oggi le province hanno un’opportunità che forse non capiterà più.

Io ho vinto una partita con la Sorianese, ma a un quarto d’ora dalla fine perdevamo 2 a 0. Niente è impossibile, però voglio giocatori che non si vendono le partite”.

Giuseppe Ferlicca

7 gennaio, 2018

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