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Viterbo - Spaccio e sfruttamento della prostituzione - Sette arresti e altrettanti indagati - Sequestrato night club al Poggino - Il pm: "Le ragazze si prostituivano per paura di perdere il lavoro"

Consumavano cocaina e costringevano donne a rapporti sessuali

Viterbo - Operazione Birretta - La conferenza stampa in procura

Viterbo – Operazione Birretta – La conferenza stampa in procura

Viterbo - Operazione Birretta - Il night club sequestrato

Viterbo – Operazione Birretta – Il night club sequestrato

Viterbo - Operazione Birretta - Il night club sequestrato

Viterbo – Operazione Birretta – Il night club sequestrato

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Giuseppe Palma e Paolo Auriemma

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Giuseppe Palma e Paolo Auriemma

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Il comandante Giuseppe Palma

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Il comandante Giuseppe Palma

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Il pm Stefano d'Arma

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Il pm Stefano d’Arma

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Federico Lombardi e Marcello Egidio

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Federico Lombardi e Marcello Egidio

Viterbo - La conferenza stampa dell'operazione Birretta - Il maggiore Marcello Egidio

Viterbo – La conferenza stampa dell’operazione Birretta – Il maggiore Marcello Egidio

Viterbo - Operazione Birretta - Il night club sequestrato

Viterbo – Operazione Birretta – Il night club sequestrato

Viterbo - Operazione Birretta - Il night club sequestrato

Viterbo – Operazione Birretta – Il night club sequestrato

Viterbo – Sette arresti, chili di cocaina sequestrata e sigilli a un night club del capoluogo, lo Star night al Poggino. È il bilancio dell’operazione dei carabinieri di Viterbo, coordinata dalla procura, che ha stroncato una rete di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.

I militari, coadiuvati da reparti speciali dell’arma e dai comandi di Terni, Perugia e Siena, alle prime luci dell’alba hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del tribunale di Viterbo, che ha accolto le richieste della procura, pm Stefano d’Arma.

Sette gli arrestati, accusati a vario titolo di spaccio di sostanze di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Nel corso dell’operazione, i carabinieri hanno sequestrato anche lo Star night club, locale notturno al Poggino.

“L’indagine – come ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma – è scaturita da due filoni differenti. Da una sola cessione di stupefacenti, i carabinieri hanno sbrogliato la matassa e passo, passo hanno concluso l’operazione. È fondamentale sottolineare che acquistando anche solo una dose di droga si finanziano bande e organizzazioni criminali. Anche solo con uno spinello, si danno i soldi in mano a loro. Spaccio e assunzione di stupefacenti non sono quindi solo qualcosa di illecito e illegittimo, ma anche un pericoloso atteggiamento culturale”.

Il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Palma, ha invece sottolineato che “l’attività investigativa, oltre ad essere portata avanti in stretta coordinazione con la procura di Viterbo, ha interessato anche i comandi di Perugia, Siena e Terni. Gli ispettori del lavoro e le unità cinofile dell’arma”.

I sette arrestati (quattro italiani, due macedoni e una donna di nazionalità russa) sono ai domiciliari, come disposto dal gip Savina Poli. “Il loro comune denominatore – prosegue Palma – era l’inclinazione a commettere azioni delittuose. Gli arrestati erano in grado di procurarsi la droga, cocaina per la precisione, con estrema facilità. E, senza scrupoli, facevano di tutto per raggiungere il loro obiettivo”.

Tra gli arrestati, solo due sono accusati di sfruttamento della prostituzione. La titolare del night, E.A., la donna di nazionalità russa, e il marito, E.M., di Montefiascone. “Con questa attività – conclude il comandante Palma – riuscivano a ottenere guadagni importanti”.

Il costo delle prestazioni, come ha invece spiegato il maggiore dei carabinieri Marcello Egidio, “variava in base all’orario. In media andava dai 50 ai 300 euro, e in parte finivano nelle mani dei gestori del night. Da loro le ragazze venivano ospitate, dopo che erano arrivate in Italia dall’estero come intrattenitrici. In questo caso, avevano anche un regolare contratto. Erano poi seguite da persone di fiducia, a cui facevano riferimento. Le nostre indagini proseguono, e si stanno concentrando anche sull’operato delle agenzie che reclutavano le ragazze”.

L’indagine nasce a fine 2016, e parte da un spaccio di droga tra Viterbo e l’alta Tuscia: Castiglione, Bagnoregio e i paesi limitrofi. “Gli spacciatori – sottolinea il maggiore Egidio – avevano costruito una vera e propria rete, e l’essersi concentrati soprattutto nell’alta Tuscia permetteva di rifornire anche la bassa Toscana e l’Umbria”.

Dallo spaccio, al night. “Alcuni spacciatori – prosegue Egidio – si incontravano e frequentavano lo Star night, e monitorandoli è emersa una realtà inquietante. Una sera, alcuni assuntori, dopo aver abusato di cocaina, hanno costretto una ragazza ad avere rapporti sessuali. Lei si è però ribellata ed è stata malmenata, ma è riuscita a scappare a piedi dal night. Poi, è stata fatta subito rientrare in Ucraina, per evitare che potesse parlare con gli investigatori”.

L’operazione, denominata Birretta, nome in codice con cui gli arrestati avrebbero chiamato la droga, si è servita di “dichiarazioni di testimoni, intercettazioni e osservazioni nel night – ha puntualizzato il pm Stefano D’Arma, titolare dell’inchiesta -. Le modalità di sfruttamento della prostituzione hanno impressionato anche me. Le ragazze lavoravano inizialmente nel night come intrattenitrici, ma dopo un po’ venivano spinte a prostituirsi. Il loro ingresso in Italia era gestito da alcune agenzie che avevano rapporti con l’estero e che poi portavano le donne in Italia. Il lavoro come intrattenitrici era, in realtà, uno specchietto per le allodole. Perché le ragazze venivano poi spinte ad avere prestazioni sessuali nel night, ad uscire con i clienti e anche a intrattenersi con loro nel dopo serata. Queste ragazze erano spinte a fare ciò per paura di perdere il lavoro da intrattenitrici e per aumentare un po’ di più lo stipendio”.

Oltre ai sette arrestati, ci sono anche sette indagati a piede libero.


Gli arrestati

G.Z., 50 anni, artigiano residente a Castiglione in Teverina

A.E., 40 anni, operaio macedone residente a Viterbo

E.M., 61 anni, imprenditore residente a Montefiascone

G.S., 39 anni, residente a Castiglione in Teverina

M.S., 39 anni, operaio residente a Orvieto

L.A., 38 anni, operaio macedone residente a Montecchio (Terni)

E.A., 39 anni, russa, residente a Montefiascone

12 gennaio, 2018

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