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Viterbo - Unitus - I 3 progetti dei dipartimenti Dafne, Distu e Dibaf che hanno ottenuto fondi per oltre 22 milioni di euro

Paesaggio 4.0, sistemi agrari e forestali ed Europa

Anna Maria Fausto, Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Anna Maria Fausto, Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Giuseppe Scarascia Mugnozza

Giuseppe Scarascia Mugnozza

Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Giulio Vesperini

Giulio Vesperini

Nicola Lacetera

Nicola Lacetera

Viterbo - Unitus - La conferenza sui 22 milioni di fondi ottenuti

Viterbo – Unitus – La conferenza sui 22 milioni di fondi ottenuti

Viterbo – (g.f.) – Sviluppo di paesaggio 4.0, sostenibilità dei sistemi agrari e forestali, Europa e le ripercussioni delle crisi in corso.

Sono i tre progetti, d’altrettanti dipartimenti Unitus premiati e che hanno ottenuto fondi per oltre 22 milioni di euro in cinque anni dal Miur.

“Tutti progetti deliberati all’unanimità dal senato accademico – spiega il rettore Alessandro Ruggeri in conferenza per fare il punto sul risultato ottenuto – un percorso di qualità e peculiarità di cui anche altri dipartimenti potranno beneficiare”.

Fondi consistenti per un importante riconoscimento all’Università della Tuscia, la cui notizia è arrivata prima dalla politica che non dai canali dell’ateneo. “Da quella parte ci sono arrivati complimenti – osserva Ruggeri – quindi sono contento, ma come ho già ribadito, questo risultato è frutto del nostro lavoro”. Il rettore non aggiunge altro.

Aggiunge dettagli, invece, sulla sostanza, i progetti, che consentiranno di aggiungere 16 professori al corpo docente: “Oltre a quelli per i quali ho già firmato a dicembre e che interessano 11 unità e altrettanti amministrativi.

Questo è un premio al lavoro, dietro al quale ci sono anni d’impegno, sono soddisfatto per l’innovazione, dinamicità e carattere interdisciplinare dei progetti, con una sinergia tra le varie strutture dell’ateneo.

Dei 22 milioni, 14 vanno per reclutamento ricercatori e professori, tre milioni per attrezzature di ricerca, dottorati, ricerca attività per gli studenti, internazionalizzazione e altro”.

Tre i dipartimenti, per altrettanti progetti premiati.

“Gli oltre 22 milioni in cinque anni – spiega Ruggieri – prevedono otto milioni a Dafne e Dibaf e sei al Distu, questa differenziazione, perché ai dipartimenti scientifici va una somma maggiore per l’acquisto di attrezzature”.

C’è stato un quasi en plein. “Su tre progetti presentati – spiega la pro rettrice Anna Maria Fausto – tre hanno vinto. Poteva partecipare anche un quarto, il Deb, ma di comune accordo abbiamo preferito di no, essendo più indietro in graduatoria rispetto agli altri.

Da una prima selezione di 350 dipartimenti, si è arrivati a 180 e noi eravamo presenti con tutte e quattro le aree”.

Adesso inizia il lavoro per concretizzare quanto progettato. “Siamo partiti tanti anni fa – spiega Nicola Lacetera del Dafne – il nostro riguarda la sostenibilità dei sistemi agrari e forestali nel bacino Mediterraneo. Un progetto costruito con il contributo di tutti i colleghi, docenti, tecnici, amministrativi che messo il dipartimento nelle condizioni di concorrere e contribuito alla stesura. Adesso dobbiamo realizzare le attività nel prossimo quinquennio”.

Sviluppo del paesaggio 4.0 è l’ambito in cui si è concentrato il dipartimento Dibaf, il secondo vincitore. “Con aspetti – osserva Giuseppe Scarascia Mugnozza – su qualità ambientale, eccellenza agroalimentare e paesaggio culturale. Partendo da quello della Tuscia e Italia centrale e poi ampliandosi, per puntare a tecnologie innovative in grado di dare un forte supporto a ricerca e didattica.

Un’idea di sviluppo apprezzata dalla commissione, vista l’elevata valutazione. Avremo la possibilità di posti per giovani ricercatori che poi potrebbero diventare associati e un professore associato straniero, un grosso nome nell’ambito del paesaggio”.

Più ad ampio raggio il progetto Distu. “Uno studio – osserva Giulio Vesperini – sull’Europa e le ripercussioni delle crisi in corso, economica e migratoria, che possono avere sul modo d’essere dell’Europa stessa”.

11 gennaio, 2018

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