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Tarquinia - Dal Sib e dall’Assotur

Inquinamento, esposto alla procura per salvare il fiume Marta

Tarquinia lido

Tarquinia lido

Il fiume Marta

Il fiume Marta

Un depuratore sul Marta

Un depuratore sul Marta

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Presentato l’esposto alla procura di Civitavecchia dal Sib di Tarquinia e dall’Assotur Tarquinia per salvare il fiume Marta.

Come annunciato alcuni giorni fa, è stato presentato l’esposto alla procura di Civitavecchia sul problema del fiume Marta da parte di alcuni operatori turistici di Tarquinia.

L’esposto riguarda le ipotesi di sversamenti non depurati e/o non autorizzati, di mal funzionamento degli impianti di depurazione insistenti, le alterazioni della qualità delle acque e conseguente inquinamento  del tratto costiero di Tarquinia.

Gli operatori turistici, così come gli utenti di Tarquinia non ne possono più di subire l’inquinamento di un fiume che viene utilizzato da ben 11 comuni per lo smaltimento dei reflui urbani, gli stessi che utilizzano i 4 depuratori insistenti lungo il Marta, per la depurazione delle acque che dovrebbero uscire depurate, ma che come documentato dalle immagini e dai video, non sono tutti efficienti e ben funzionanti.

I comuni interessati dall’inquinamento del fiume Marta sono: Viterbo, Bolsena, Montefiascone, Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo, Tuscania e Tarquinia, che vengono serviti dai rispettivi depuratori, almeno 130.773 abitanti, senza calcolare l’aumento delle presenze turistiche durante l’estate.

I firmatari dell’esposto chiedono al procuratore della repubblica di Civitavecchia di voler accertare  eventuali responsabilità sia in ordine al determinarsi della inquietante condizione ambientale in cui versa l’ecosistema del bacino fluviale del Marta a rischio di ulteriori sversamenti, che potrebbero aggravare il quadro già preoccupante.

Chiedono inoltre di sapere, se il continuo inquinamento del Fiume possa essere imputato a condotte in violazione delle norme vigenti, visto il reiterarsi di tale situazione negli anni anche a fronte dei ripetuti allarmi da parte dei cittadini e se ricorrano i presupposti per il reato di disastro ambientale.

L’esposto è stato corredato da alcuni allegati importanti, come l’esposto alla procura di Viterbo da parte dei portavoce del M5S di Montefiascone, Marta, Bolsena e Tuscania sulla grave situazione di sversamenti continui di liquami dalla stazione 20 del Cobalb, la copia del video documentario “Salviamo il Fiume Marta”, infine i risultati delle analisi di Legambiente della campagna di Goletta Verde a partire dal 2008.

Risolvere il problema del risanamento ambientale del fiume Marta, sarà impegnativo e difficile ma dovrà pur iniziare, e viste le condizioni del fiume, i tempi non sono più procrastinabili.



Tutto il carico inquinante presente nel Fiume finisce infatti nel mare a Tarquinia, dimostrando soltanto che l’effetto cumulativo degli inquinanti presenti nel Fiume sono ormai una vera e propria emergenza.

Rimaniamo tutti in attesa che gli enti preposti facciano la loro parte nell’affrontare questo problema, magari scegliendo la strada dell’istituzione di una task force ambientale che veda coinvolta la Regione Lazio, la prefettura di Viterbo, le procure di Viterbo e Civitavecchia e la capitaneria di Porto di Civitavecchia, coadiuvate da Asl e Arpa Lazio.

 

Il presidente del Sib Tarquinia  Marzia Marzoli  –  Presidente AssoTur Tarquinia Gabriele Bicchierini

 

10 gennaio, 2018

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