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Bancarotta Hi Real Spa - In due saranno sentiti nelle prossime ore per rogatoria dal gip del tribunale

Truffa piccoli risparmiatori, manager viterbesi tra gli arrestati

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Guardia di finanza

Guardia di finanza

Viterbo – (sil.co.) – Tra le altre cose truffavano piccoli risparmiatori nel Viterbese, distraendo sistematicamente i proventi per finalità personali, tra cui soggiorni, acquisto di gioielli, autovetture.

Non a caso. Ci sono indagati che vivono o orbitano da anni nella Tuscia tra i nove manager arrestati dalla guardia di finanza del comando di Milano. E nelle prossime ore due di loro saranno sentiti per rogatoria dal gip del tribunale di Viterbo. 

L’inchiesta è partita dalla presunta bancarotta fraudolenta della Hi Real Spa, una delle prime aziende immobiliari quotate in Borsa, dietro il cui fallimento, nel maggio 2016, si nasconderebbe un finto aumento di capitale, pari a 7,6 milioni di euro, secondo l’accusa, per mascherare una situazione finanziaria al collasso.

Tra coloro per cui è stata disposta la misura di custodia cautelare in carcere, a San Vittore, c’è anche il broker spezzino Marco Sturlese, 51 anni, “consulente finanziario” di Hi Real Spa, noto per  i “Panama Papers”.  Il gip milanese Maria Carla Sacco ha inoltre disposto la custodia cautelare in carcere per Franco Maria Mattioli, ex promotore finanziario 56enne d’origine romana, e il presidente del consiglio d’amministrazione Alberto Terzilli. Ai domiciliari sono finiti Gianluca Palombo, Augusto Testa, Francesco Paganucci, Luca Fazi, Alessandro Colamonici e Claudio Nunzio Pezzella. Trentadue gli indagati a piede libero. 

Avrebbero fatto parte di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio di denaro, alla falsificazione di documenti, alla truffa, alla bancarotta fraudolenta e all’esercizio abusivo di attività finanziaria.

Gli investitori avrebbero conferito i propri piccoli alberghi in cambio di azioni, con la promessa che, per rilanciare l’attività, sarebbero stati ristrutturati con gli ultimi dettami del risparmio energetico, della domotica, della modernità. 

In questo contesto, le indagini hanno consentito di accertare condotte di abusivismo finanziario a danno di numerosi piccoli risparmiatori del Viterbese, i cui proventi venivano sistematicamente distratti per finalità personali.

Oltre alle perquisizioni eseguite in Lombardia, nel Lazio e in Liguria, è stata data attuazione al decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle disponibilità degli indagati sul territorio nazionale, fino a concorrenza del profitto del reato di una presunta truffa da 16,25 milioni di euro, a danno di una famiglia di origine romana operante nel settore edilizio.

I proventi sarebbero stati riciclati, secondo l’accusa, nell’operazione di acquisizione della partecipazione di maggioranza nella Hi Real da parte di Santa Marta Real Estate, ovvero trasferiti su conti correnti nazionali ed esteri riconducibili agli indagati.

La Santa Marta Real Estate, in particolare, sarebbe risultata essere una società costituita per la promozione e lo sviluppo di operazioni immobiliari in ambito nazionale ed internazionale, con particolare riferimento al settore alberghiero e turistico, nel cui portafoglio figuravano due differenti progetti di sviluppo immobiliare ubicati nei territori di Castiglion d’Orcia (Siena) e di Tuscania (Viterbo).


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 gennaio, 2018

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