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Cronaca - "Sentenza importante per Viterbo", secondo l'Enpa che commenta i dieci mesi inflitti a un 50enne di Bergamo - Un processo analogo è in corso nella Tuscia a carico di un militare

Uccise cane con la balestra, condannato

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Nuvola cucciolo, nella foto inviata dall'associazione

Nuvola cucciolo, nella foto inviata in redazione dagli animalisti dopo l’uccisione

Nuvola

Nuvola

Nuvola, le foto scattate subito dopo l'uccisione e finite nel fascicolo della procura

Nuvola, le foto scattate subito dopo l’uccisione finite nel fascicolo della procura

Viterbo – Era accusato di avere ucciso un cane meticcio di dieci anni con un colpo di balestra. Per questo un 50enne di Bergamo è stato condannato nei giorni scorsi a dieci mesi in primo grado, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno.

A renderlo noto è l’Ente nazionale protezione animali, parte civile nel processo. Con l’occasione l’avvocato Claudia Ricci, che ha rappresentato Enpa in giudizio, cita l’analogo processo in corso a Viterbo. 

“Un pronunciamento importante, non solo per questo procedimento – spiega la legale, come riporta l’Ansa – ma perché può diventare un precedente per casi simili. Casi che, purtroppo, sono molto più numerosi di quanto si possa immaginare. La sentenza del tribunale di Bergamo potrebbe far sentire i suoi effetti in un procedimento analogo a Viterbo, a carico di un uomo finito alla sbarra proprio per avere ucciso un cane a colpi di balestra”.


L’imputato viterbese è un militare dell’esercito, un paracadutista 46enne originario di Roma, ma residente a Fabrica di Roma, finito sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi, sia per la barbara uccisione della bestiola che per violazione di domicilio e stalking.

Il 26 maggio 2013 avrebbe ammazzato con la balestra il cane dei vicini e poi se ne sarebbe vantato su Facebook, minacciando di uccidere altri animali. Vittima del 45enne una cucciola di maremmano di nome Nuvola, salvata un anno prima dalle grinfie di un pastore senza cuore che siccome era nata malata l’avrebbe soppressa e adottata dai due vicini di casa dell’assassino.

Orfani del loro cucciolo più amato una nota coppia di animalisti, Franco Crestoni e Tatiana Riabova, scomparsa di recente, che nel corso degli anni hanno salvato decine di cani e gatti ospitandoli a casa loro. Talmente appassionati e attivi da essere premiati in televisione da Licia Colò per un originale progetto, “Fuori dalla gabbia”, che, in collaborazione con le associazioni “Argilla” e “Incrociamo le zampe” dava la possibilità agli amanti degli animali di passeggiare nei siti archeologici con i randagi del rifugio.

Non contento, il militare si sarebbe poi iscritto al gruppo Facebook di un’associazione animalista, pubblicando post del tipo “sono un militare addestrato a uccidere” e minacciando la padrona di Nuvola di ulteriori ritorsioni.


Il processo entrerà nel vivo, con l’ascolto dei primi quattro testimoni dell’accusa, il 23 aprile. L’imputato è difeso dall’avvocato Giovanni Tripodi del foro di Roma. Assistiti dagli avvocati Giacomo Barelli e Anna Paradiso, si erano già costituiti parte civile davanti al gup il proprietario della bestiola, Franco Crestoni,di 72 anni, anche in nome della moglie nel frattempo deceduta e l’Enpa, nella persona della legale rappresentante Carla Rocchi.

Si è invece costituita parte civile  all’udienza di ammissione prove, lo scorso 14 settembre, l’associazione animalista Incrociamo le zampe onlus, con la presidente Rita Storri, assistita dall’avvocata Dominga Martines. 

Silvana Cortignani


Articoli: Cane ucciso con la balestra, militare alla sbarra – Uccide il cane dei vicini con la balestra per vendetta – Massacrato pastore maremmano 


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31 gennaio, 2018

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